Francia: cosa abbiamo mangiato? Complice il fatto che questo secondo tour de France lo abbiamo organizzato con il supporto di Explore France abbiamo potuto gustare le specialità locali delle tante regioni che abbiamo visitato. Infatti la collaborazione con l’Ente del Turismo francese non solo ci ha portato a scoprire zone poco conosciute al turismo italiano, a partire da quelle ideali per chi viaggia con il cane come l’Alvernia e l’Haut Bugey, ma ci ha consentito di assaggiare piatti tipici in ogni luogo in cui siamo stati.

Prima tappa Saint-Ètienne
Nella nostra prima tappa a Saint-Ètienne abbiamo spaziato dalle pietanze tipicamente francesi come il Pâté en croûte, la Tartare, il Magret de canard e il Fondant au chocolat, a quelle più particolari come il caratteristico e locale Rapée Burger a base di patate nella Brasserie dello Stadio Geoffroy Guichard.
La Borgogna in tavola
A Digione impossibile non assaggiare la locale senape chiamata moutarde servita a tavola per accompagnare piatti della tradizione borgognona già robusti come il Jambon persillé maison, la spalla di maiale sfilacciata, mescolata con abbondante prezzemolo fresco e immersa in una gelatina aromatizzata al vino bianco servita con un condimento a base di ribes nero, e il Boeuf Bourguignon cotto lentamente nel vino rosso.
Cucina raffinata a Besançon
Molto ricercata la cucina che abbiamo gustato alla tavola del Ristorante Le Cercle a Besançon che propone piatti raffinati insieme all’immancabile Comté, saporito formaggio al latte crudo di vacca, accompagnati dai pregiati vini ossidativi dello Jura. Tra questi abbiamo scelto l’Arbois Savagnin, un vino unico per l’affinamento in botti scolme, cioè non completamente riempite, in cui l’evaporazione crea un velo di lieviti autoctoni che lo protegge dall’ossigeno e ne plasma gli aromi. Sicuramente non da tutti e non abbinabile su tutto, il Savagnin è caratterizzato da note inconfondibili di frutta secca, zenzero, curry ma anche funghi champignon che al palato sono bilanciate da una intensa sapidità.
Normandia: sidro e sapori intensi
In Normandia ci siamo lasciati sedurre dal sidro. Il nostro preferito? Il Cidre Brut Fermier, cioè contadino, dal gusto asciutto e dal profumo fresco e aromatico che è perfetto con tutti i piatti normanni sia a base di pesce che di carne. A Le Havre lo abbiamo abbinato ai Bullots, conchiglioni bolliti serviti con maionese, ma anche alla Trippa alla moda di Caen, a base di tutti e quattro gli stomaci del bovino cotti nel sidro.
Formaggi e crostacei
E come rinunciare ai formaggi? In Normandia vanno assaggiati quelli locali: la Mimolette dal caratteristico colore arancione e i formaggi a pasta molle e crosta fiorita come il Neufchâtel a forma di cuore, il Camembert, il Livarot e il Pont-l’Evêque.
A Rouen tra i piatti tipici c’è lo Chou farci, il cavolo ripieno di verza e salsiccia di maiale, mentre sulla Costa Fiorita, il famoso litorale tra Cabourg e Honfleur, non si può non ordinare un sontuoso plateau di crostacei. E qui ci siamo concessi una digressione alcolica ordinando un Riesling alsaziano prodotto dalla Cave de Ribeauvillé, la più antica cantina cooperativa di Francia fondata nel 1895.
Golosa Bretagna
In Bretagna non si può fare a meno di mangiare la Galette con uova, prosciutto e formaggio, e il dolce dal nome impronunciabile e dal sapore dolce e burroso: il Kouign Amann. E non bisogna farsi mancare crostacei e frutti di mare da gustare al tavolo di un ristorante ma anche in riva al mare insieme alle famose Coquilles Saint-Jacques in insalata e alle Moules-frites, piatto tradizionale a base di cozze e patatine fritte.
Naturalmente è d’obbligo il giro al porto di Cancale dove con pochi euro si può assaporare un piatto di ostriche al locale mercato nei pressi del faro della cittadina.
E per addolcire il palato una intramontabile Crêpe Suzette, uno dei dolci francesi per eccellenza nato nel 1895 al Café de Paris di Montecarlo. Oppure un canelé artigianale comprato e mangiato al volo tra le bancarelle di uno dei ricchi mercatini settimanali come quello che si svolge il giovedì mattina a Dinan.
Nel cuore della Valle della Loira
Nel cuore della Valle della Loira, nella Citè Royale di Loches, su consiglio della nostra preziosa guida Olivier Chable, abbiamo assaggiato il piatto tipico della zona a base di interiora: la Beuchelle Tourangelle, uno sformato caldo e cremoso in cui protagonisti sono animelle, rognoni di vitello e funghi.
Alvernia tra formaggi e vini vulcanici
Ci siamo poi spostati in Alvernia dove allo Château de Codignat abbiamo apprezzato molto la sontuosa cena a base di Foie gras e una versione più raffinata della Truffade, piatto tradizionale a base di patate, formaggio fuso e carne di maiale croccante.
Anche in questa zona i formaggi sono speciali: in Alvernia ci sono ben 5 AOP. Tra pascoli d’altura e paesaggi modellati da oltre ottanta vulcani spenti si producono il Cantal, il più antico; il cremoso Saint-Nectaire; il Salers prodotto solo dal latte delle vacche della omonima razza dal mantello rosso e le corna imponenti; gli erborinati e intensi Fourme d’Ambert e Bleu d’Auvergne.
Tra Francia e Svizzera
Il nostro viaggio ci ha portati poi tra le montagne che dividono la Francia dalla Svizzera, prima nell’Haut Bugey e poi in Savoia. A Nantua bisogna provare la salsa che prende il nome dal borgo, a base di besciamella e arricchita con fumetto di gamberi di fiume, panna e un goccio di Cognac, che viene servita in accompagnamento alla Quenelle di luccio. E per dessert la Tarte à la gomme: un disco di pasta brisée riempito con una crema densa a base di latte, uova, zucchero, burro e farina che crea dipendenza!
Abbiamo concluso il nostro secondo tour di Francia a Chambéry con Tartiflette, lo sformato di patate, lardo e cipolle tipico della Savoia, e Salade Savoiarde a base di formaggio Reblochon, noci, salame locale e noci.

Le colazioni…
Molto apprezzate ovunque le colazioni in cui non ci siamo persi nemmeno un assaggio tra brioche, croissant, pain ou chocolat, madeleine e formaggi.































