Moskardin: appunti di viaggio

0
73
Moskardin

Può sembrare bizzarro, nell’era del computer, di internet e del telefonino, portare con sé un quaderno di appunti da mettere in borsa o in valigia. Nella mia non mancano mai blocnotes e taccuini che raccolgono i miei appunti di viaggio, ma anche tutte le sensazioni provate in momenti importanti per arricchire la mia memoria di luoghi e persone.

Delle interviste non riprendo niente in video in quanto spesso la presenza di una telecamera mette chi ti sta raccontando la sua storia in una condizione falsa, innaturale. Chi parla, anche senza volerlo, comincia a recitare. E si perde in sincerità. Meglio vecchi metodi come carta e penna. Io ascolto e poi quando scrivo cerco di mettere su carta quel bagaglio di ricordi ed esperienze. Fondamentali sono i dettagli, senza quelli non puoi raccontare tutto il resto.

E’ questa la filosofia condivisa con Germana Cabrelle, la “mamma” di Moskardin, un taccuino tascabile di ispirazione veneta: “tacuin” in veneto significa anche portafogli, portadocumenti, portavalori. Per custodire dunque pensieri fluttuanti come i tentacoli del moscardino. Così dal calamaro si passa al calamaio, in un mare di inchiostro simpatico che unisce da Nord a Sud l’Italia e che dal Veneto fa sbarcare in Puglia questo taccuino che già amo portare con me e tirare fuori per prendere nota dei miei incontri e dei miei ricordi.

L’unico problema? Scegliere il colore della copertina del prossimo tra i tantissimi e tutti invitanti che Germana propone!