Rouen la capitale della Normandia

Fuori rottaRouen la capitale della Normandia
spot_imgspot_imgspot_img

 

Rouen è stata la nostra base per andare alla scoperta dell’altra Normandia, quella lontana dalle spiagge dello sbarco che avevamo visitato la prima volta tre anni fa insieme a Otto. Abbiamo scelto questa città come punto di partenza per raggiungere facilmente alcuni dei simboli normanni, dalla Abbazia di Jumièges, chiamata da Victor Hugo “la più bella rovina di Francia”, ai borghi sul Canale della Manica che sono stati la cornice della Recherche di Marcel Proust.  

Rouen, un museo a cielo aperto

Rouen

Ma Rouen è soprattutto la città legata ai due processi nei confronti di Giovanna d’Arco. Chiamata la Pulzella d’Orleans per la famosa battaglia vinta dall’esercito francese da lei condotto contro gli inglesi durante la Guerra dei Cent’anni, la giovane donna fu catturata e imprigionata nella torre del castello di Rouen e qui processata e condannata a morire sul rogo con l’accusa di stregoneria.

Rouen

Accadde il 30 maggio del 1431 nella Place du Vieux Marché, in cui oggi una grande croce si innalza nel punto esatto in cui fu bruciata viva e dove è stata eretta la chiesa a lei dedicata, l’Église Saint-Jeanne d’Arc, una costruzione moderna, ma con le vetrate colorate originali della vicina chiesa gotica di Saint Vincent, che fu quasi totalmente distrutta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Rouen

E a Rouen si tenne anche un secondo processo che venticinque anni dopo la sua morte, su richiesta della madre e del re Carlo VII e con il consenso di Papa Callisto III, riabilitò Giovanna d’Arco annullando la precedente sentenza e dichiarandola innocente. Proprio da qui è iniziato il nostro percorso di conoscenza della città in collaborazione con Explore France che, mentre Michele mi attendeva fuori con Otto dato che i cani non sono ammessi, mi ha consentito di assistere in full immersion al processo di riabilitazione postumo dell’eroina attraverso la scenografia multimediale in 3D presso l’Historial Jeanne d’Arc, grande spazio espositivo creato nel palazzo arcivescovile.

La seconda tappa alla scoperta di Rouen è stata la Cattedrale di Notre Dame che Claude Monet riprodusse tra il 1892 e il 1894 in più di trentuno versioni. Il soggetto era lo stesso e visto dal medesimo punto d’osservazione, un appartamento vuoto al numero 31 della Place della Cathédrale, ciò che mutava sempre era la luce che donava ai dipinti sfumature sempre diverse. Se il pittore se ne innamorò è anche perché la cattedrale è una delle più belle di tutta la Francia, con la facciata riccamente decorata da 70 figure e la guglia centrale in ghisa del XIX che raggiunge i 151 metri. L’interno è spettacolare e fa da scrigno alle tombe dei Duchi di Normandia e a quella in cui è custodito il cuore di Riccardo Cuor di Leone. 

Oltre alla cattedrale, simbolo di Rouen è il “Gros-Horloge”: realizzato nel 1389 è uno degli orologi astronomici ancora in funzione più antichi d’Europa. L’orologio ha una sola grossa lancetta, quella delle ore, che parte dal sole con 24 raggi posto al centro ed è montato su un arco rinascimentale con le due facce poste su uno sfondo blu intenso, tempestato di stelle dorate. Sono indicate anche le fasi lunari, segnate da una sfera rotante nella parte superiore, mentre al di sotto un quadrante più piccolo mostra il giorno della settimana.

Se il “Gros-Horloge” è protagonista di molte delle foto che raccontano Rouen, non è certo l’unico, anzi è in buona compagnia. Ci siamo lasciati sorprendere da Rue Massacre, a dispetto del suo nome che ricorda che qui i macellai uccidevano i loro animali, allegra e addobbata con ombrelli dai colori vivaci, da Rue Eau-de-Robec molto pittoresca tra le case a graticcio e il piccolo corso d’acqua che l’attraversa e dalla facciata impreziosita da merletti in pietra tipica dell’architettura gotica fiammeggiante della chiesa di Saint-Maclou. 

La chiesa fu gravemente danneggiata durante la Seconda guerra mondiale, come anche il Tribunale Giudiziario che riporta sulla facciata i solchi lasciati dai colpi di artiglieria che sono stati recentemente adornati dall’artista franco-tedesco Jan Vormann con mattoncini Lego creando un effetto di riparazione colorata che piuttosto che nasconderle ne esalta le “ferite”.

Rouen

A pochi passi uno dei siti più particolari di Rouen: l’Aître Saint-Maclou, l’ex cimitero degli appestati durante il Medioevo. Oggi le tre gallerie che circondano il cimitero sono state ristrutturate  e sono divenute sedi di un centro per le arti e l’artigianato nell’ambito del progetto “Cœur de Métropole” e anche del Café Hamlet, delizioso ristorante in cui abbiamo gustato la tipica cucina normanna.

Rouen

Su invito di Rouen Tourisme, abbiamo cenato al Ristorante D’Eux-Mêmes, locale storico e rinomato in Place du Vieux Marché dove è stata una bella e gradita sorpresa trovare un menu in italiano completamente dedicato a noi con pietanze a base dei prodotti stagionali preparate dallo chef Nicolas Deschamps.

Altro monumento che connota Rouen con la sua maestosità è l’Abbazia di Saint-Ouen che può essere definita la chiesa dai mille volti. Oggi è un vero gioiello dell’architettura gotica, ma le sue origini risalgono all’epoca merovingia, quando sul sito sorgeva una basilica in cui venne sepolto il santo che le dà il nome. L’abbazia fu fondata nel 750 e presto divenne uno dei più potenti monasteri benedettini della Normandia. Distrutta una prima volta dai vichinghi nell’841, subì ulteriori danni causati da incendi nei secoli XII e XIII, ma il vero colpo di grazia fu la Rivoluzione Francese, quando i monaci furono dispersi e gli edifici divennero sede del municipio di Rouen.

All’interno la navata abbaglia tra la luce che entra dalle grandi finestre e i colori delle sue eccezionali vetrate, che coprono un’area estesa per più di 1.500 metri quadrati. A renderla ancora più immensa sono i tre livelli di elevazione che costringono a spostare la testa completamente all’insù per poterla apprezzare nella sua interezza.

Rouen

Sicuramente la Rouen monumentale, che ha ispirato pittori e letterati come Monet, Flaubert e Corneille, è stata motivo di attrazione anche per noi, ma ciò che più ci è piaciuto è stato il centro storico medievale, uno dei meglio conservati di tutta la Francia. Soprattutto di sera quando la città è più tranquilla e meno affollata, sembra di vivere in un’altra epoca tra case a graticcio, stretti vicoli e piazze dominate dalle fiammeggianti facciate delle chiese gotiche. Passeggiando dal centro verso la casetta dove Cathie e Raja hanno ospitato in modo squisito noi e il nostro Otto tramite HomeExchange ci siamo lasciati affascinare da Rouen, una città che a ogni angolo nasconde dettagli preziosi da scoprire osservando con calma e attenzione.

In collaborazione con Explore France, Rouen Tourisme, Normandie Tourisme

Scopri Bibibau con noi

Rosalia
Rosalia
This travel blog with the dog is a personal selection of our best experiences, our favorite spots and secrets places around the world curated by Rosalia e Michele.

ARTICOLI CORRELATI

Scopri Bibibau con noi

Scopri i prodotti Mediterrah

ULTIMI ARTICOLI

IJO’ Design: a spalle coperte

IJO’ Design è un brand salentino che fa realizzare artigianalmente mantelle, scialli e stole,...

Belle storie di penna

La penna è per me un fondamentale strumento di lavoro, perché da sempre preferisco...

Moskardin: appunti di viaggio

Moskardin è il nome di un elegante quaderno di viaggio di produzione artigianale e...

Recycle: l’arte del riciclo per i bijoux

Quando si va in vacanza si ha voglia di portare con sé qualche accessorio...

Comments

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here