I luoghi di Proust in Normandia

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I luoghi di Proust in Normandia li ho scoperti leggendo i sette tomi del suo capolavoro “Alla ricerca del tempo perduto”, immaginando di poterli visitare di persona prima o poi. Quel poi è arrivato… E a maggio scorso ci siamo stati con il nostro Otto. Partiamo da una premessa. Ci sono luoghi geografici che pur non essendoci mai stati prima ispirano sensazioni di déjà vu. 

Sulle orme di Marcel Proust

Proust

Mi è già capitato proprio in Normandia dove avevo promesso di tornare. Ma solo quest’anno ho capito perché: mi sono resa conto che tutto ciò che mi aveva appassionato, dalle chaumières, le case con il tetto di paglia e i giardini di iris davanti agli usci, alle piccole chiese gotiche, dai minuscoli cimiteri ornati di fiori della belladonna alle enormi cattedrali diroccate, dalle vetrate variopinte fino alle famose mucche pezzate, l’avevo già vissuto tra le pagine della Recherche attraverso il racconto delle estati normanne di Proust. 

Proust

Il nostro giro tra i luoghi di Proust nella Haute Normandie è cominciato da Cabourg, la Balbec letteraria nelle pagine di “All’ombra delle fanciulle in fiore”, luogo proustiano per eccellenza. Lo scrittore vi soggiornò regolarmente dal 1907 al 1914 presso il Grand Hotel nella camera numero 418. Anche se oggi quella ricostruita come sua è la 414 che ci raccontano essere sempre prenotata con largo anticipo per cui molti, per rivivere l’atmosfera proustiana, si accontentano di soggiornare in quelle riservate alla madre e alla nonna e, negli ultimi anni, alla sua governante Celeste.

In realtà nelle descrizioni di Balbec e dei suoi dintorni si ritrovano anche tracce di Trouville e di altre località balneari della normanna “Côte Fleurie”. Ma è singolare che pur non esistendo sulle mappe geografiche del territorio una stazione balneare chiamata Balbec , c’è invece Bolbec, un paese della Senna Marittima  a circa 70 chilometri da Cabourg. Oggi la Balbec dove il giovane Marcel incontrò per la prima volta Albertine, descritta come la giovane ciclista dalle guance rosa ma in realtà trasfigurazione al femminile del suo vero amante e chauffeur Albert Nahmias, ha conservato il Grand Hotel, il Casino e le ville eleganti come testimoni del tempo in cui fu meta di tendenza delle vacanze della buona società parigina fino allo scoppio della prima guerra mondiale. Inoltre vanta una vasta spiaggia di sabbia dorata e la Promenade Marcel Proust, il lungomare più lungo d’Europa.

Proust

Qui tutto ancora parla dello scrittore tanto che a tratti ho immaginato di poterlo scorgere davanti al casinò, in rigoroso stile Belle Epoque, o lungo la passeggiata di tre chilometri che porta il suo nome e costeggia la spiaggia, con le cabinette in tela, bianche e azzurre, sotto le quali prendere il sole riparandosi dal vento.

Anche se Proust il mare preferiva guardarlo dall’alto della sua finestra soprattutto negli ultimi anni quando, sempre più debilitato, scendeva raramente in spiaggia. Oggi ci si può immergere ancora di più nel mondo di Marcel Proust visitando la “Villa du tempe retrouvé”, una casa-museo a lui dedicata. 

Proust

Della sofisticata Cabourg resta l’atmosfera dell’epoca, ma come già accennato anche la mondana Deauville famosa per i sontuosi alberghi, il casinò, i locali notturni e le corse dei cavalli, e la più turistica Trouville, con gli affollati ristorantini lungo il porto sull’estuario della Senna, furono meta delle vacanze normanne dello scrittore.

Se nel Grand Hotel di Cabourg scrisse gran parte del romanzo “All’ombra delle fanciulle in fiore”, soggiornò spesso anche nella camera 110 dello storico Roches Noires, lussuoso albergo di 300 stanze posizionato direttamente sulla spiaggia a Trouville-sur-Mer, località balneare molto amata da Proust e da pittori come Courbet, Monet, Boudin e molti altri, ispirati dai colori cangianti del suo cielo. Poco fuori città si trova Villa Les Fremonts, che ispirò la Raspelière, la residenza della famiglia Verdurin nel romanzo.

Sicuramente frequentava spesso anche le corse dei cavalli a Deauville, celebre dalla fine degli anni Venti del secolo scorso per l’ippodromo. Del resto il dipartimento dell’Orne vanta i migliori allevamenti di Francia per i cavalli di razza Cob e Percheron, come abbiamo scoperto tre anni fa soggiornando presso l’Hameau de la Fouquière dove Pierre Calleja e i suoi figli li allevano a due passi dall’Haras du Pin considerata la Versailles del cavallo. A Deauville d’obbligo fare una sorta di “pellegrinaggio” anche a Villa Strassburger, non lontano dall’ippodromo. La villa sorge al posto della fattoria che Gustave Flaubert, scrittore normanno doc, ereditò dalla madre e in seguito vendette per contribuire a pagare i debiti del marito di sua nipote.

Deauville e Trouville sono separate soltanto dal fiume Touques e sono collegate dal Pont des Belges oppure da una piccola barca che in 5 minuti porta da un lato all’altro del canale. Ed è questo il modo che abbiamo scelto per passare da un borgo all’altro insieme al nostro Otto.

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Ultima tappa di questo giro tra i luoghi normanni che hanno ispirato Proust, Honfleur, dove la luce è tanto speciale da aver attirato moltissimi pittori. Anche i profumi di fiori e di mare qui sono diversi e si mescolano fino a stordirti regalando serenità e gioia di vivere che ci hanno accompagnato fino al rientro a Rouen dopo una sontuosa cena a base di frutti di mare e calici di ottime bollicine alsaziane presso L’Absinthe, uno dei ristoranti più raffinati del borgo.

Prima, nel tramonto dorato, ci siamo seduti al tavolo di un bistrot per sorbire un bicchiere di Kir normande sul Vieux Bassin, circondato dalle strette e alte case di stampo medievale che vi si specchiano. Alla sua estremità si ergono la Lieutenance, edificio del XVIII secolo in cui dimorava il governatore della regione, e la Porte de Caen, preziose testimonianze delle antiche fortificazioni. Un panorama da cartolina esaltato dai riflessi del sole cantato anche da Jacques Brel.

Da non perdere la visita alla Chiesa di Santa Caterina, una delle più affascinanti della Normandia e la più grande in legno di tutta la Francia, inserita nella lista dei monumenti storici fin dal 1879. Inizialmente costruita in pietra, fu distrutta durante la Guerra dei Cent’anni e ricostruita in legno nel XV secolo dai lavoratori marittimi, chiamati “gens de mer”. Guardando il soffitto si ha la netta impressione di trovarsi sotto lo scafo di una barca rovesciata, mentre all’esterno il tetto è rivestito da scandole di castagno. Il campanile è separato dalla chiesa per proteggere i parrocchiani in caso di incendio. Un vero gioiello che impreziosisce ancor di più la cittadina.

E a proposito di gioielli non ho potuto resistere e ho sbirciato nella vetrina di Casteld, un piccolo negozio di bijou artigianali, puntando uno degli anelli esposti che Michele mi ha regalato, ottenendo lo sconto Otto che a sua volta ha beneficiato di coccole e biscottini. Così ho portato via con me un pezzo di quella Normandia che mi ha rubato il cuore!

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This travel blog with the dog is a personal selection of our best experiences, our favorite spots and secrets places around the world curated by Rosalia e Michele.

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Comments

  1. Che bello viaggiare con in cuore un romanzo! Non è poi così necessario superprenotare una stanza, basta passeggiare e respirare l’atmosfera degli stessi luoghi in cui quegli altri che inseguiamo hanno vissuto non solo la loro vita così come si è svolta, ma anche ricevuto ispirazione per qualche opera che ancora si ricorda. E’ più che soltanto successo: è un dono reciproco. A Proust, ai pittori che hai citato, e anche a noi, pur indirettamente, ma maturi abbastanza da riuscire a provare le stesse emozioni. Belle le foto di te con Otto: ti si vede felice 💖
    E ora un paio di domande.
    1) Non ho capito bene la questione del campanile di Santa Caterina. In che senso è separato dalla chiesa? Che non vi si accede dall’interno di essa?
    2) In una delle foto compare una giostra che è nella forma praticamente uguale a quelle di Firenze e Trieste. Ma… è un pezzo storico?

  2. Sì Patrizia sono stata molto felice di aver finalmente passeggiato nei luoghi che hanno ispirato Proust e altri tra letterati e artisti. E sono contenta che dalle foto si veda.
    Il campanile della chiesa è completamente separato dalla chiesa stessa e vi si accede da un’altra porta. Riguardo la gustar in Francia sono tutte così: le abbiamo trovate ovunque anche a Parigi. E sono davvero belle!

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