Saint-Étienne, capoluogo del dipartimento della Loira ed eterna rivale di Lione, capoluogo del dipartimento del Rodano, entrambe geograficamente nella regione Alvernia-Rodano-Alpi, è una città sorprendente! Ed è stata la prima tappa del tour de France insieme al nostro Otto organizzato in collaborazione con l’Ente del Turismo francese Explore France.
Saint-Étienne e dintorni con Explore France
Oltre a rappresentare le due anime opposte di questa area francese, la prima come cittadina operaia definita “la città del popolo” e la seconda come metropoli borghese, ricca e un po’ snob, le cittadine sono divise anche dalla accesa rivalità calcistica tra le due squadre AS Saint-Étienne e Olympique.
Geograficamente è il cuore della
Loira. Quando pensiamo alla Loira, spesso ci riferiamo alla famosa Valle con i suoi magnifici castelli. Ma quella è solo una porzione del territorio attraversato dal fiume più lungo di Francia, che dopo ben 1020 km, sfocia nell’Atlantico e le cui sorgenti si trovano proprio nei pressi di
Saint-Étienne. Si chiamano
Gorges de la Loire e sono un magnifico spettacolo naturale formato da quello che è definito l’ultimo fiume selvaggio d’Europa.
Percorrere a piedi insieme al nostro amico a 4 zampe i sentieri che si affacciano sulle gole ci ha consentito di ammirare strepitosi panorami sui primi castelli della Loira, sentinelle in posizione strategica per controllare dall’alto il territorio. Nulla a che fare con quelli costruiti secoli più tardi come dimore per le vacanze estive per i sovrani e la nobiltà di corte come i famosi
Chambords, Chenonceau, Amboise. I castelli qui sono austere fortezze medievali che come merletti di pietra ornano i bordi delle alte falesie che emergono sul verde delle acque del fiume e del
lago di Grangent. Il lago artificiale è stato creato nel 1957 sbarrando il corso del fiume: meraviglioso il panorama che si gode dal
Plateau de la dance sul castello omonimo che sembra galleggiare tra le acque, con il borgo di
Saint-Victor-sur-Loire e il castello di Chambles che si scorgono di fronte.
Imperdibile la visita all’incantevole borgo medievale di Saint-Victor-sur-Loire per una passeggiata tra le stradine lastricate che conducono fino al suo castello e verso la spiaggia e sulle banchine di quello che è considerato uno dei porti interni più grandi della Francia, con circa 300 barche ormeggiate tutto l’anno.
E se dopo l’esercizio fisico lo stomaco reclama la tappa non può che essere
Victor Brasserie, dove nel menu già ricco e squisito, la voce più appagante resta lo straordinario panorama sulle gole della Loira e la
penisola dello Chatelet.
Dopo tutto questo camminare la stanchezza si è fatta sentire per cui ci siamo rifugiati nella suite dell’elegante
Hotel du Golf, immerso nel verde dei campi da golf a breve distanza dal centro di
Saint-Étienne, dove anche Otto ha trovato tutte le sue comodità. Per noi all’arrivo un gradito biglietto di benvenuto insieme a un piatto di frutta fresca come cortese omaggio della direzione: un inizio molto promettente per il nostro tour organizzato in collaborazione con Explore France!

Seguito dall’ottima cena presso
L’Albatros, il ristorante dell’hotel, servita nel dehor affacciato sulla piscina durante la quale abbiamo cominciato a conoscere e degustare la cucina locale in abbinamento ai vini della zona che, se non sono famosi come i nettari di Borgogna, Alsazia e Champagne, hanno un deciso carattere assorbito dal terreno vulcanico delle colline del Massiccio Centrale a monte della valle del fiume Loira.

Tornando a
Saint-Étienne e alla sua storia, la città da circa vent’anni si è reinventata: da polo industriale è diventata la capitale francese del design tanto da essere riconosciuta dall’Unesco, nel 2010, come
Città Creativa del Design con uno spazio dedicato chiamato
Cité du Design, ricavato nell’ex Fabbrica d’Armi e oggi connotato dalla
Platine, una stecca di vetro lunga 200 metri e larga 3, che al suo interno ospita mostre permanenti e temporanee e un evento di livello internazionale, la
Biennale del Design.
Attualmente, in attesa dell’apertura della
Galerie nationale du design, il primo spazio interamente dedicato alla valorizzazione e alla conoscenza del design con l’esposizione inaugurale
“Design en main. Du langage à l’objet”, si possono visitare, tra le altre, fino al 20 settembre
“Créer un vase” con 21 progetti declinati in altrettanti modi diversi intorno a un oggetto di uso quotidiano come il vaso, e fino al 4 ottobre la mostra
“Briches Fertiles” di Anaïs Borie, design emergente della scena francese che immerge i visitatori nelle sue originali creazioni ibride.
Ancor prima, negli anni ’60, nel centro poco distante di
Firminy, l’architetto svizzero naturalizzato francese
Le Corbusier progettò la sua città ideale con l’
Unité d’Habitation, la chiesa, la piscina, lo stadio e la Maison de la Culture, dichiarata Patrimonio dell’Unesco nel 2016. Di tutti i progetti perché solo la Maison è Patrimonio dell’Umanità? Ce lo ha spiegato la nostra guida Estelle: è l’unico che Le Corbusier potè vedere terminato prima di morire, mentre gli altri sono stati portati avanti seguendo i suoi disegni originali come la spettacolare
Chiesa di Saint-Pierre i cui lavori sono iniziati nel 1973 e sono stati completati nel 2016 impiegando tecniche e materiali attuali. All’interno sono straordinari gli effetti di luce sulle pareti della navata mentre nella parte inferiore ospita un centro d’esposizione con bozze, disegni e sculture.

Saint-Étienne ci ha sorpreso anche per quanto riguarda il cibo. Non tanto per
quello che abbiamo mangiato ma per dove lo abbiamo fatto. La prima sera siamo stati a
La Commune Mazerat, mercato coperto e spazio polivalente situato nel centro della città che ospita diversi stand gastronomici, con particolare attenzione ai prodotti artigianali e fatti in casa, un bar conviviale e un centro culturale ed eventi. Un progetto inaugurato nel gennaio di quest’anno la cui formula ci è piaciuta davvero tanto!
Prima di salutare Saint-Étienne, poi, ci siamo fermati a pranzo in un posto molto particolare, la Brasserie Geoffroy Guichard all’interno dello stadio omonimo in cui gioca la seguitissima squadra della città chiamata affettuosamente Les Verts, dal colore della maglia indossata. Non ci era mai capitato prima di mangiare vista stadio! Da sottolineare che tranne nel Site Le Corbusier e nella Cité du Design, dove i cani non sono ammessi tranne quelli di assistenza, Otto ci ha accompagnato ed è stato ben accolto ovunque.
In collaborazione con Explore France, Auvergne-Rhône-Alpes Tourisme, Saint-Étienne Hors-Cadre