L’estate è alle porte. Se ancora siete indecisi, oppure volete evitare prenotazioni aeree troppo anticipate (e costose) o, ancora, preferite come noi viaggiare con i vostri amici pelosi, il suggerimento è un bel viaggio on the road. E, perché no, anche più di uno!

Su strada, a quattro o due ruote

Qui qualche consiglio che prende spunto da giri testati da noi, in Italia e all’estero, ma con un unico comandamento: su strada, a quattro o due ruote. E con tutta la libertà che questo tipo di viaggi (da sempre i nostri preferiti) garantiscono.

Estate on the road

ISOLA D’ELBA

Vicina, ma geograficamente appartata, è l’isola d’Elba, a un’ora di traghetto da Piombino. Noi siamo sbarcati a Portoferraio e abbiamo subito approfittato per visitarla e immergerci nell’atmosfera isolana. Si sale tra le vie antiche alla Chiesa della Misericordia dove il 5 maggio ancora si commemora Napoleone, fino a Forte Stella e alla Villa dei Mulini, residenza dell’imperatore francese durante il suo esilio tra il 1814 e il 1815.

Tenuta delle Ripalte

Dopo un buon sonno presso la dimora d’epoca all’interno della Tenuta delle Ripalte, il mattino è il momento ideale per andare alla scoperta delle spiagge più belle. Il periplo dell’isola è godibilissimo in auto, ma noi abbiamo preferito dividere il percorso: un po’ via terra e un po’ via mare.

Elba

A bordo di una splendida lobster boat abbiamo raggiunto i golfi di Biodola e Procchio, baie appartate incorniciate dal verde delle ginestre e del cisto. Obbligatoria la sosta-bagno nella mezzaluna candida di Fetovaia, una delle spiagge più frequentate del versante Sud.

Capoliveri

Nuovamente in strada, si fa sosta a Porto Azzurro prima di ripartire alla volta della Penisola di Capoliveri da cui si gode la vista sull’isola di Montecristo. L’aria qui è “magnetica”: nel territorio si innalza il Monte Calamita, ricco di giacimenti minerari. Ai suoi piedi, verso il mare, si estende la penisola di Calamita, vero gioiello paesaggistico e naturalistico e regno incontrastato dei gabbiani che qui nidificano e che hanno dato il nome alla Costa dei Gabbiani, dove sono incastonati cale e arenili tra i più suggestivi dell’isola, alcuni dei quali accessibili solo via mare.

CAMARGUE

Chi cerca un tocco di esotismo, non troppo lontano da casa, può puntare al Far West in salsa francese che è la Camargue. A Ventimiglia si lascia l’Italia alla volta di Aix-en-Provence e da qui si prosegue per il delta del Rodano.

La festa dei gitani
Foto di Domenico Bellomo

Bello perdersi tra i mille rivoli della foce del fiume e le città gioiello della regione. Arles riluce dei suoi trascorsi romani, tra cu il meraviglioso Anfiteatro, ma anche dei ricordi di Vincent Van Gogh. Lasciatesi Arles alle spalle si raggiunge Salin de Giraud, la più ampia salina d’Europa. Il cuore del Parco Regionale della Camargue è l’Etang du Vaccares dove osservare fenicotteri, tori e cavalli in libertà e poi locali semplici quanto genuini regno di bouillabaisse, grigliate di carne di toro e autentici piatti camarguesi a base di acciughe.

La festa dei gitani
Foto di Domenico Bellomo

Poi la strada porta dritti a Les Saintes Mares de la Mer, un gomitolo di case bianche, budelli e piazzette ai piedi della chiesa. Qui, il 24 e il 25 maggio di ogni anno si radunano i gitani di tutt’Europa per onorare la loro patrona: una variopinta festa di butteri che merita di essere vissuta.

La festa dei gitani
Foto di Domenico Bellomo

Un ultimo strappo e si giunge ad Aigues Mortes, racchiusa nelle sue mura possenti dall’alto delle quali lo sguardo si dipana fino alle montagne di sale.

SARDEGNA

La Sardegna offre il suo lato migliore nel mese di giugno, prima dell’arrivo delle folle estive. L’ideale è arrivare all’alba a Olbia in traghetto e poi ci si può abbandonare alle fragranze avvolgenti del mirto.

La soluzione migliore, data la grandezza dell’isola, è definire il tour optando per la parte settentrionale, da Capo Caccia e alla catalana Alghero, già sulla costa occidentale. Senza tralasciare la meno conosciuta zona interna della Gallura, rivestita di querce da sughero e animata da concrezioni di granito dalle mille forme.

Sardegna

Dopo i paesaggi agresti e massicci dell’interno, tra verde e silenzio senza tempo, ci siamo concessi il mare raggiungendo le spiagge della Pelosa e della Pelosetta, tra le più belle della Sardegna vantando una sabbia bianchissima che fa da sfondo ad acque limpide color turchese.

Sardegna

Merita una visita la “genovese” Castelsardo dominata da una fortezza medievale e con le ripide stradine dove a ogni uscio si vede una donna lavorare “nastri” di palma nana e rafia per creare i tipici cestini. Per tramonti mozzafiato, invece, ideale è la poco affollata fascia sabbiosa di Badesi, sulla costa settentrionale tra Castelsardo e Santa Teresa di Gallura, dove un mare di puro cristallo lambisce una spiaggia che sembra senza fine. Segue una serie di bei litorali: siamo nella Costa Paradiso, una zona tutta da esplorare spingendosi fino alle rocce di una scogliera di porfido che si affacciano sull’Isola Rossa.

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