Vi piacciono i mercati? A noi tantissimo e inseriamo la visita a questi luoghi di “tentazione” e di incontro come tappa fissa dei nostri giri nelle città del mondo.

Andar per mercati in Italia e all’estero

Saà perché nei mercati tradizionali si respira un’atmosfera unica in cui non solo fare acquisti, ma soprattutto fermarsi a curiosare, girovagando tra i banchi e chiacchierando con la gente del posto per immergersi completamente nella cultura di un paese. Sarà perché non c’è nulla di più autentico di un mercato per sentir battere il cuore di una città e anche per capire cosa si mangia davvero!

Foto dal sito www.pixabay.com

Facciamo una premessa: ci mancano probabilmente quelli considerati i più pittoreschi del mondo, cioè i mercati asiatici. Speriamo di poterli inserire nella nostra lista molto presto, ma intanto ci fa piacere condividere con voi i mercati locali in cui ci siamo aggirati finora cercando di farvi “gustare”, anche se a distanza, i loro colori, profumi e sapori.

Palermo (seconda puntata)

Cominciamo dall’Italia. Tra i più folcloristici ci sono i mercati siciliani. Chi non ha mai sentito parlare di Ballarò o della Vucciria? I primi racconti del nostro blog sono dedicati a Palermo, una città meticcia e dai tanti volti, la cui vera anima sono i mercati: affollati, rumorosi, illuminati di giorno come di notte, mediterranei negli odori e nell’arte della esposizione delle merci.

E se la Vucciria ha perso un po’ del suo fascino, per ritrovare le atmosfere della casbah bisogna visitare Ballarò. Qui le spezie si vendono ancora sfuse e dietro i banchi di frutta e verdura si incontrano i siciliani d’Africa. Il mercato invade ogni spicchio di suolo, costeggia l’ingresso di chiese barocche ed è sormontato da cupole arabe.
Sembra quasi di girare in un suk nordafricano tra verdure di stagione di tutti i tipi e ceste traboccanti di “babbaluci” come in siciliano si chiamano le lumache.

Esperienza che consigliamo assolutamente è quella di fermarsi in questo crogiuolo di umanità e di mangiare un boccone sul posto: deliziosi involtini di pescespada, caponata, frittura mista con piccoli pesci che qui chiamano “maccaroncelli”, insalata vastasa, pani ca’ meusa e per finire panelle e cazzilli.

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A Firenze imperdibile il giro al Mercato di San Lorenzo che circonda l’omonima chiesa con bancarelle in cui si possono trovare abiti, cinture, portafogli, articoli in pelle e anche tanti souvenir. Poco distante il Mercato Centrale, con la parte storica ottocentesca e quella nuova del primo piano inaugurata nel 2014 con spazio gastronomico che ospita dallo street-food alla cucina locale. Ci si può fermare qui per uno spuntino oppure nelle vie adiacenti in una delle tradizionalissime botteghe dei vinai, presso i carretti dei “trippai” o le osterie che preparano i grandi classici della cucina toscana.

Venezia

A Venezia una delle maggiori attrazione turistiche, famosa tanto quanto la Basilica di San Marco e il Ponte dei Sospiri, è il Mercato di Rialto, uno dei più antichi della città e tappa obbligatoria per assaporare la vera atmosfera popolare. Nei pressi del Ponte di Rialto, si estende tra Campo de la Pescaria e Campo San Giacometo e ospita il tradizionale mercato del pesce e il mercatino di frutta e verdura.

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Questo mercato, affollato fin dalle prime ore del mattino, non solo è un luogo storico per i veneziani, ma un vero punto fermo dell’enogastronomia locale, dove acquistare frutta e verdura di qualità e pesce fresco delle acque lagunari. Con il valore aggiunto di affacciarsi su una delle “strade” più belle del mondo il Canal Grande. Il cibo esposto vi ha fatto venir fame? Nei dintorni sono numerosi i bacari, in cui soffermarsi per un classico cicheto veneziano accompagnato da uno Spritz.

Midi

In Francia sono molto belli i mercati provenzali, tra i più profumati che abbiamo visitato! I mercatini in Provenza hanno una magia speciale che rimane per sempre impressa nella memoria grazie a odori e aromi forti e ai contrasti della tavolozza dei colori dei prodotti esposti: olive, lavanda, spezie mediterranee, formaggi tipici, pani fragranti.

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Ma poi ognuno ha i suoi “tesori”… Quello che abbiamo preferito tra tutti e in cui abbiamo comprato di tutto, dalle bellissime maioliche in ceramica smaltata alle coloratissime tovaglie, dai saponi al profumo di lavanda alla tapenade, salsa a base di capperi, acciughe, aglio e olio d’oliva, di cui siamo ghiotti, dalle saporite salsicce di Arles al famoso riso della Camargue, è il Gran Marché Provençal di Arles che si tiene il sabato mattina ed è sempre molto affollato.

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Ad Aix-en-Provence, uno dei più famosi è il mercato dei fiori che trasforma la piazza davanti al municipio in un giardino che cambia con le stagioni.
Un altro mercatino da non perdere è quello dell’antiquariato di Isle-sur-la-Sorgue. Ogni domenica mattina in questo villaggio tra i più belli di Francia, tra canali, mulini ad acqua e casette colorate, si snoda un percorso di bancarelle colme di prodotti a base di lavanda, saponi, biancheria, prodotti enogastronomici artigianali e brocantage per cui la cittadina è quasi presa d’assalto da locali e turisti.

Tunisia

Spezie, datteri, teli in fresco cotone e babouches sono solo alcune delle merci esposte nel Souk di Tunisi che si trova proprio nel cuore della Medina ed è un vero e proprio labirinto. Nel Marché central, il grande mercato coperto, viene venduta tutta la produzione tunisina di frutta, pesce, verdura, spezie e ogni genere di merce.
Passeggiando tra vicoli stretti e tortuosi sotto lunghi porticati si viene attratti dai colori accesi dei tappeti e dei prodotti realizzati in pelle; si viene ammaliati dagli intensi odori e si viene catturati dai profumi delle essenze, degli incensi, dei saponi.

Tunisia

A noi occidentali i souk appaiono estremamente caotici e provocano un certo disorientamento: confonde il rumore sordo che accompagna ogni vendita e stordisce l’odore penetrante tipico di questi mercati nordafricani. Per cui il nostro consiglio è quello di farsi accompagnare in quanto è facile perdere l’orientamento e non riuscire a trovare la via d’uscita!

Colorato e vivacissimo anche il mercato di Castries sull’isola di Saint Lucia nelle Piccole Antille. Rappresenta il cuore della città e il luogo migliore per fare la conoscenza degli abitanti del posto che in questo spazio vendono sia prodotti freschi che di artigianato locale. Quelli che hanno attirato la nostra attenzione? Oli di banana, spezie, manufatti intagliati nel legno, batik colorati e panetti di cacao.

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Ma qui si può anche assaggiare tutto! E quale migliore occasione per gustare deliziosi mango freschi, le banane locali, le patate dolci, la papaia, le noci di cocco e tanto altro a prezzi super convenienti?

L’ultimo mercato che abbiamo scoperto in ordine di tempo è il Mercado Central di València. Due gli ingressi che convergono entrambi sotto l’immensa cupola centrale di ferro e vetro. Al di sotto circa trecento banchi di ogni ben di Dio!

Suddivisi in settori si alternano i banchi della carne, del pesce, degli ortaggi, dei formaggi, dei salumi, della frutta e anche quelli che vendono horchata e fartons, la dissetante ed energetica bevanda tipica valenciana. Anche qui non si può andar via senza qualche assaggio tra piccoli bocconi di jamon, ostriche aperte al momento o frutta già preparata in fresche macedonie e centrifugati.

4 COMMENTS

  1. Bellissimi i mercati!
    Anche noi li amiamo tanto, al punto da essere il primo posto che visitiamo in una città nuova.
    Abbiamo “condiviso” quelli di Palermo, Firenze, Venezia e Valencia…ma ci mancano i provenzali! Stupendi anche quelli, a quanto pare!

  2. Bellissimi è vero! Quelli provenzali li ho nel cuore e siccome eravamo in auto ho comprato di tutto: vari boutis, lavanda, tovaglie coloratissime, ceste di paglia, spezie, formaggi, salumi e cappelli.
    Purtroppo non ho potuto fare lo stesso a València perché eravamo in aereo con volo low cost e bagaglio stivato di soli 10 chili.
    Pubblicheremo un post dove racconteremo di come ci siamo portati dietro le arance che ci hanno regalato 😆

  3. I mercati sono l’anima e allo stesso tempo il cuore pulsante di un paese: anche per noi è fondamentale farci un giro. Spesso si capisce molto di più sulle persone e sul luogo in cui si è semplicemente gironzolando fra le bancarelle e osservando gente e merci.

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