Dove attendere la prima alba del nuovo anno? Questi i nostri dieci suggerimenti per trascorrere un Capodanno fuori dall’ordinario.

Il primo giorno dell’anno

Il primo è di dormire nella casa sull’albero alle porte di Firenze e guardare il sole nascente attraverso le pareti in vetro della palafitta tra gli alberi di pino che si affaccia sulla Certosa di Galluzzo. Casa Barthel è un cubo schiacciato e a mezz’aria costruito con ferro e legno di recupero, con le finestre che si aprono sul verde inquadrando il sole che sorge sul magnifico paesaggio della campagna fiorentina.

Capodanno

Il secondo suggerimento è quello di aspettarla davanti a un camino in cui la danza delle fiamme cattura lo sguardo e il tepore riscalda. Ce ne sono tanti al Sextantio Albergo Diffuso a Santo Stefano di Sessanio, un luogo fuori dal tempo a 1250 metri di altitudine nel Parco Nazionale del Gran Sasso. Ma quello più scenografico è senz’altro il grande camino a muro in pietra con la struttura a nicchie tipica della Baronia di Carapelle, in cui, oggi come allora, si tengono in caldo i pasti della giornata vicino al quale si rivivono le atmosfere del passato con i sapori della memoria contadina di questa terra.

Capodanno

Un terzo luogo in cui trascorrere un Capodanno indimenticabile? Tra le vette dell’Alta Savoia francese in una romantica camera nel delizioso chalet de tradition La Griyotire nel piccolo centro di Praz sur Arly a soli 4 chilometri dal centro di Megève. Da qui la prima alba del 2018 sorge tra la vetta del Mont d’Arbois con sullo sfondo il massiccio del Monte Bianco. E per ammirare panorami e sciare c’è solo l’imbarazzo della scelta tra sci alpino su piste innevate tutto l’anno, sci di fondo e gli snow-park di Mount Joux e della pista di boarder-cross di Rochebrune. Per le camminate a piedi o con le racchette da neve i monti di Megève riservano 50 km di tracciati segnalati. Info: www.megeve.com.

Capodanno

Emozionante assistere al primo levar del sole del nuovo anno anche tra le mura ricche di storia del Castello De Viti De Marco che troneggia nella piazza principale del borgo salentino di Casamassella. Imponente e severo all’esterno, internamente cela giardini bellissimi e ambienti suggestivi che si dipanano tra livelli diversi, cunicoli e grandi sale. Qui un tempo viveva la famiglia De Viti De Marco, i marchesi di Casamassella, mentre oggi il castello appartiene alla famiglia De Donno, che ne ha fatto un posto di charme caldo e accogliente, in cui vivere una notte da favola tra storia e incanto.

Al castello

Guardare la prima luce del giorno e sentirsi protagonisti di un quadro in cui svetta il campanile, che cattura lo sguardo da ogni finestra affacciata sulla corte e che ha suggerito il nome per il boutique hotel nel centro di Maglie: Corte Campanile. Qui Angelo e Daniela vi accolgono nelle tre camere impreziosite dai moderni e raffinati arredamenti Lago. Mentre per un soggiorno più romantico e comodo c’è, nel piano interrato, il grande living “Loto” dotato di cucina e magnifica mini spa, con grande camino e pareti vetrate sulla corte che ospita una piscina con vasca idromassaggio e terrazze con vista sull’alto campanile della cattedrale sullo sfondo.

Corte Campanile

Parlando di suite, esclusiva quella di Masseria Palombara nelle campagne fra Oria e Manduria, dotata di un giardino segreto con mini piscina e idromassaggio, e che è la parte più antica della struttura, datata 1650. Gli altri ambienti, dove sono stati ricavati gli spazi per la sala colazioni, il living e le altre dodici camere sono stati costruiti tra il 1700 e il 1800, e trasudano storia come la campagna circostante. L’intera masseria, infatti, compresa la torre che svetta fuori le mura, sorge su un’area archeologica che merita una passeggiata. Dopo, si può decidere di prendersi cura di sé nella SPA con hammam, sauna e trattamenti per il corpo nelle antiche stanze a volta, per iniziare il nuovo anno all’insegna del più totale relax.

Masseria Palombara

Un Capodanno fuori dall’ordinario anche quello che si può trascorrere tra le mura di una delle fortezze di campagna più belle di Puglia: Masseria Spina a Monopoli. Qui, tra il mare all’orizzonte e gli ulivi tutt’intorno, si può godere dell’ospitalità raffinata e discreta della famiglia Meo Evoli in ambienti che hanno mantenuto le dimensioni del passato e gli stessi arredi per un fascino d’antan.

Masseria Spina

Un panorama da cartolina che all’alba si tinge prima di rosa pallido e poi di rosso, con la Cattedrale che si staglia sullo sfondo sfolgorando d’oro è quello che si gode dalle finestre del Sassi Hotel a Matera, nel Sasso Barisano. Ci si sente come sospesi tra il Duomo e il Sasso sottostante ed è emozionante dormire nelle grotte scavate nel tufo, dopo aver fatto una passeggiata tra scalinate e “vicinati”, come vengono chiamati i gruppi di case intorno a una piccola corte, che luccicano come un grande presepe. E, al mattino, dopo aver assistito allo spettacolo del nuovo giorno che avanza, ci si può dedicare alla colazione con ogni ben di Dio, dal salato al dolce, tra cui il “ricc’olio”, la merenda di una volta dei bambini materani, una vera squisitezza.

Sassi HotelE che ne dite di guardare la luna che illumina il mare la sera e, al mattino, l’alba spettacolare con il sole che sembra emergere dalle onde dall’alto di una torre tutta per voi? Si può fare a Torre Incina, l’unica delle numerose torri costiere pugliesi ristrutturata e trasformata in un’originale casa-vacanze che fa parte delle dimore di Masseria Spina. La torre di Cala Incina accoglie i suoi ospiti in un’atmosfera che è quella di una casa vissuta e con la possibilità di dormire con ai piedi del letto le acque azzurre del basso Adriatico nel tratto compreso tra Polignano a Mare e Monopoli.

Torre Incina

Per finire, vi suggeriamo di trascorrere l’ultima notte dell’anno in un trullo, per sentirvi protetti come in un bozzolo e, al mattino, sbirciare il sole che fa capolino tra i coni: uno spettacolo nello spettacolo! Dove? In Valle d’Itria a Ceglie Messapica a Trullo Sant’Angelo, un complesso di nove coni risalenti al ‘700 e tramandato da cinque generazioni, dopo essere appartenuto a Pietro Altavilla, notevole musicista dei primi anni del ‘900. Che qui si rifugiava tra le tournée nei maggiori teatri italiani e durante le vacanze dopo il suo trasferimento in America, dove per moltissimi anni fu Primo Oboe presso il Metropolitan di New York.

trullo sant'angelo

2 COMMENTS

  1. Iniziare l’anno a Matera dev’essere una bellissima esperienza 🙂
    Poi sono indeciso tra mare e montagna.. sarebbe suggestivo in entrambi i casi!

  2. Anche finire l’anno e cominciare il nuovo in un trullo non è male! Noi siamo molto indecisi su quale esperienza ripetere per assistere all’alba del primo giorno del 2018. 🙂

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