Voglia d’Italia 9: Aosta e la sua corona di montagne

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Aosta, sorvegliata dalle cime Bocca di Nona e Monte Emillius e capoluogo della regione più piccola d’Italia l’avevo visitata soltanto durante la stagione invernale nelle pause tra una sciata e l’altra a Courmayeur.

Tra Aosta e sua maestà il Monte Bianco

Aosta

L’estate scorsa, grazie a un press tour, ho approfondito la conoscenza di questa città fondata dai Romani nel 25 a.C. e chiamata non a caso la Roma delle Alpi. Aosta è tutta da scoprire e ammirare, sopra e sotto. Partendo dall’Arco di Augusto e percorrendo la centrale via Sant’Anselmo si arriva alla monumentale Porta Pretoria. A poca distanza, perché Aosta è “raccolta” e perfetta per il trekking urbano, si erge lo scenografico Teatro Romano, che poteva contenere fino a 4mila spettatori.

Aosta

Si scende sottoterra per scoprire il Criptoportico forense, una galleria a due navate con arcate e pilastri in travertino, e la spettacolare Area Megalitica di Saint Martin de Corléans, trasformata in una moderna area museale in cui attori protagonisti sono pali lignei e stele antropomorfe. Un salto temporale conduce, attraverso le scene del Vecchio e Nuovo Testamento scolpite sui capitelli delle colonne del chiostro romanico, alla Collegiata di Sant’Orso. E con un altro ancora si approda alla modernità di piazza Emile Chanoux, il salotto buono della città su cui si affaccia il Municipio neoclassico.

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Chamois

Ma nonostante le ridotte dimensioni la Valle d’Aosta offre moltissimo! Soprattutto per chi ama camminare lungo i sentieri d’alta quota. Passo dopo passo si attraversano paesaggi dal fascino selvaggio, che diventano grandiosi davanti al Monte Bianco. Dal rifugio Walter Bonatti ci dicono che sembra di toccarlo e che la vista è di quelle che non si dimenticano mai. Così come ci hanno confidato che per avvistare gli stambecchi bisogna costeggiare il Monte Bianco fino al rifugio Elena, in fondo alla Val Ferret. Abbiamo preso nota: ci piacerebbe “incontrare” il raro e fiero ungulato,  dopo aver visto decine di camosci che si arrampicavano con destrezza sul fianco della montagna durante l’ascesa in funivia Chamois, il più isolato villaggio della Val d’Aosta sospeso ai piedi del Cervino dove le auto sono off limit.

Se siete appassionati di passeggiate e animali selvatici nel loro habitat come noi, allora la Valle d’Aosta è perfetta perché qui nel Parco Nazionale del Gran Paradiso si snodano oltre 300 chilometri di “mulattiere di Sua Maestà”, un tempo riserva di caccia di Casa Savoia e oggi una rete di percorsi escursionistici tra i più spettacolari di tutto l’arco alpino in cui catturare, questa volta con l’obiettivi fotografico e non certo con le doppiette, stambecchi, camosci, aquile reali, lepri, ermellini, martore, marmotte e anche il gipeto, un rapace dalle grandi ali che era scomparso da queste vallate.

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Per rilassare i muscoli dopo il trekking, niente di meglio di un tuffo nelle acque calde delle terme di Pré-Saint-Didier con gli idromassaggi all’aperto di fronte al Monte Bianco. E come fare a meno di assaggiare la celebre fontina? Per il formaggio dop valdostano vale la pena di arrivare in Valgrisenche, stretta e poco abitata: qui la fontina viene ancora massaggiata con acqua e sale e poi stagionata nei magazzini scavati nella roccia dell’ex polveriera a ridosso del forte di Valgrisenche, un borgo costituito da un pugno di antiche case in pietra.

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Rosalia
This travel blog with the dog is a personal selection of our best experiences, our favorite spots and secrets places around the world curated by Rosalia e Michele.

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