martedì, Giugno 28, 2022

A Bomarzo il bosco delle “maraviglie”

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Bomarzo è la località in cui tra il 1552 e il 1580 è nato il Parco dei Mostri in memoria di un grande amore: quello del Principe Pier Francesco Orsini, detto Vicino, per la sua donna. Singolare e per certi versi misteriosa figura di uomo d’armi, Corsini fu un letterato dalla vita intensa spesa tra battaglie, arte, poesia. Nessuno invece sa chi fosse la sua amata: in suo onore c’è questo parco che dopo quattro secoli un’altra signora, Tina Severi Bettini, ha riportato agli antichi splendori.

Bomarzo

Il complesso monumentale del Sacro Bosco

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Così il Parco dei Mostri a Bomarzo, ideato dall’architetto napoletano Pirro Ligorio che completò San Pietro dopo la morte di Michelangelo, è diventato una delle mete più visitate di tutta la Tuscia viterbese dove vere presenze ambientali, in un mix di arte allegorica e vegetazione, si intrecciano, si contrappongono e si integrano di continuo nella vallata boscosa.

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I protagonisti? Animali e figure in pietra: elefanti, draghi, tartarughe, Ercole, la Bella Addormentata, sirene, mostri con tre teste che, dopo secoli di abbandono in seguito alla morte del Principe Orsini, furono restaurate dalla famiglia Bettini a partire dal 1960.

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Sulle valenze culturali e sul significato di questo straordinario giardino si sono interrogati in molti, chi vedendovi un percorso esoterico, chi un semplice gioco dettato dalla ricerca e dallo stupore, chi una celebrazione dell’amore per una donna, forse la moglie Giulia Farnese.

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Il nostro consiglio? Visitatelo scatenando la vostra fantasia e interpretando questo labirinto simbolico secondo ciò che vi ispira. Cominciando dalla cascata e dal mascherone di Proteo Glauco all’inizio del percorso che, dopo aver attraversato il vialetto di accesso e il varco di ingresso, vi aspetta con la bocca spalancata e l’aspetto demoniaco, sormontato da un globo con un castello araldico.

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Il primo incontro, che rivela progressivamente la “Villa delle Meraviglie” l’altro nome con cui è conosciuto il parco, dopo aver varcato una porta merlata è con due sentinelle di sasso a forma di sfinge, simbolo dell’enigma e del dubbio.

Successivamente, la statua del dio Pan Giano invita il visitatore a penetrare nel Sacro Bosco al cospetto dell’enorme statua di Ercole che squarta Caco, una delle prime importanti e imponenti figure e un’anticipazione della filosofia alla base dell’idea di questo parco: la lotta del bene contro il male.

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Simbolo del Parco dei Mostri è l’orco, forse una rappresentazione simbolica della porta dell’Ade. Al suo interno sono scavati bancali e tavolo in pietra che invitano a un originale picnic nell’enorme bocca spalancata. Ciò che colpisce di più però è la frase scolpita sulle labbra del mostro, recante l’iscrizione: «ogni pensiero vola», che forse vuole sostenere la necessità di abbandonare la ragione in favore dell’intuizione per poter arrivare alle ultime tappe del percorso esoterico.

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Seguitene l’itinerario ma allo stesso tempo concedetevi delle divagazioni passeggiando tra il terribile drago assalito da un leone e un cane, l’elefante che stritola e solleva un guerriero, l’orca conosciuta come la balena e la tartaruga sul cui dorso poggia una misteriosa figura femminile ammantata che ricorda la dea bendata “Fortuna”. Accanto c’è Pegaso, il cavallo alato, che invita a proseguire tra fontane, obelischi, motti e iscrizioni.

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E se vi sentite osservati niente paura! Siete soltanto circondati da statue di ogni forma e grandezza che puntano il loro sguardo di pietra su chi le osserva come le due mitiche figure mezze donne e mezze serpente, l’Echidna e l’alata Furia, con al centro due leoni.

A chiusura del giro c’è anche un tempietto progettato dal Vignola realizzato verso la fine dei lavori del Parco dei Mostri e guardato a vista dal mostruoso Cerbero, il cane a tre teste. Si tratta di una costruzione di stile dorico e di forma ottagonale con un portale ornato da un grande timpano vuoto che guarda dall’alto l’intero giardino. Il soffitto è decorato con i gigli Farnese e le rose degli Orsini, a memoria dell’unione di Vicino con l’amatissima moglie Giulia.

La nostra scultura preferita? La casa pendente dove si prova uno strano senso di vertigine non solo entrando nella costruzione sghemba, ma perfino avvicinandosi e guardandola dall’esterno. Una volta entrati, poi, tutto è costruito per sfidare i sensi e dare il capogiro!

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E che sia o meno un vero e proprio percorso di purificazione dell’anima attraverso l’incontro con sculture rappresentanti tutto l’Universo dell’epoca, godetevi tutta la “maraviglia” e lo stupore che il “Sacro Bosco” regala a chi lo visita.

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Ricordate che con la sola eccezione dei cani guida per le persone non vedenti, nessun animale è ammesso nel Parco. Noi il nostro Otto lo abbiamo lasciato in auto all’ombra degli alti alberi del parcheggio approfittando delle fresche temperature primaverili.

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Come visitare il Parco dei Mostri di Bomarzo

Il Parco è aperto tutti i giorni dell’anno con orario continuato 8.30–19.00

Gli orari di apertura sono orientativi e potrebbero variare a seconda della stagione o per altre cause. Consigliamo di contattare sempre l’ente gestore del parco per verificare l’esatto orario d’ingresso e il costo del biglietto.

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Rosalia
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