Tre pianoforti per tre musicisti

0
43
Concerto per L'Aquila

Le attese, le “prime” hanno sempre un qualcosa di misterioso, indefinito. Si caricano di energia e magnetismo e rimangono sospese a riempire l’aria. I luoghi si abitano di voci e sguardi nuovi che scrutano il palcoscenico allestito per l’occasione. Le attese prendono forma, disegnano perimetri e sagome: botti di legno e ferro, vini, tre pianoforti, tre musicisti e musica liquida da gustare, lentamente.

Tre pianoforti per tre “meitre” – musicisti d’eccezione che nella serata dell’8 dicembre presso il Museo del vino Albea ad Alberobello, hanno unito il loro sentire per la data zero del tour dedicata a un progetto solidale: Un pianoforte per l’Aquila con Mirko Signorile, Giovanni Guidi e Claudio Filippini.
I tre pianisti, che non si erano mai esibiti insieme, hanno composto per l’occasione musiche originali in presa diretta, finalizzate alla realizzazione di un Cd i cui proventi saranno destinati all’acquisto di un pianoforte per la città abruzzese. Un pianoforte come segno di rinascita culturale di una città. Un pianoforte per ripartire.
La metafora del vino, della musica da bere, non è casuale perché il luogo delle attese in cui si è svolta la data zero del progetto di solidarietà è stato un museo del vino presso le cantine Albea, in uno scenario anch’esso unico tra botti di legno, profumi e aromi antichi che hanno unito in senso concreto e figurato, passioni ed energie.

Una data unica nel suo genere perché ha visto risuonare tre pianoforti in contemporanea, stretti in un abbraccio musicale in cui note e spartiti immaginari, hanno riempito lo spazio per circa un’ora e mezza di rincorse, sguardi, ritmo e passioni da regalare. Per l’evento sono stati creati anche gadget come magneti, cartoline e borse realizzati da Blanca Estela Rodriguez, illustratrice messicana, che con la sua visione di Trulli illuminati dalla musica, ha reso ancora più unico l’evento.

Lo spazio dedicato all’improvvisazione ha assunto forme e ritmi inaspettati. La musica liquida ha disegnato diramazioni ora frizzanti ora più intime, dove da un “classico” standard Jazz ci si è trovati a canticchiare tra i denti un motivo più pop come il brano della band Irlandese Cranberries, Zombie, tra incursioni rock (sì, perché si possono pizzicare le corde del pianoforte come dei perfetti chitarristi) e improvvisazioni istintive.
Una bellezza quasi irreale che ha davvero spinto la musica in uno spazio “altro” dove i tre musicisti hanno brillato contagiando con la loro irrefrenabile energia e passione i presenti.

Un pianoforte per l’Aquila è un progetto che mira a gettare ponti e a creare legami sotto il segno della musica dove il sentire comune sia indirizzato verso la città dell’Aquila, pronta a spiccare di nuovo il volo per una rinascita culturale che abbia nel pianoforte il suo diapason.
Playancheio, infatti, è stato lo slogan lanciato alla fine del concerto evidenziando l’importanza di un agire comune che ha nei pianisti e nella loro musica originale, mediazione e cassa di risonanza ma che richiede l’impegno di tutti per far risuonare nuova musica nella città abruzzese.
Premere il tasto della solidarietà ha sempre il suo valore. Se si brilla insieme, è più bello.

(Testi di Alessia Vanìa e foto di Mariablu Scaringella)