Galatina, lo stupore del quotidiano

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Galatina

La Puglia è un mondo da scoprire tra paesaggi, sapori, tradizioni, cultura. E non solo d’estate: per il clima e per le ricchezze, oltre agli ottocento chilometri di coste, la Puglia è una meta per tutto l’anno. Ricca di profumi, di umori, di colori che, con il variare delle stagioni, non perdono, ma mutano la propria malìa. Non mancano, poi, le “perle” come la cittadina di Galatina a cui nulla manca per essere un’isola felice del turismo. Allora se per alcuni la Puglia è solo mare, altri vanno invece alla ricerca della sua anima più nascosta e a Galatina possono trovarla, fra romanico e barocco, palazzi e masserie.

Passeggiando per le strade, ammaliati da imponenti portali e balconi dalle ricche balaustre, si scoprono poi le case a corte, in cui i cortili interni avevano il loro corrispondente nei chiostri e nei giardini dei palazzi signorili. Accanto alla tipologia più semplice si trovano esempi di case a corte più monumentali dotate di “mignano”, la balconata riccamente decorata che sovrasta l’arco d’ingresso alla corte. Ma è d’obbligo inoltrarsi nel centro storico per affacciarsi nella Corte Vinella che dietro un massiccio arco bugnato nasconde una delle più belle case a corte di Galatina. Nessuna insegna indica questo luogo magico che risale ai primi del ‘700 e che è caratterizzata da parapetti e balconata in pietra finemente lavorata che sembrano trine. Singolare anche la figura acefala che accoglie chi vi entra: forse un cavaliere con uno scudo in mano la cui testa perduta si ritrova incastonata più in alto nella balaustra.

Tornando sulla strada principale e percorrendola fino in fondo, si arriva al cospetto della Chiesa dedicata alle Anime Sante del Purgatorio che, conosciuta anche sotto il titolo della Madonna delle Grazie, fu costruita sulla cinta muraria della città. Risale ai primi anni del ‘700 e molto particolare è la sua forma ottagonale schiacciata: la sua linea esterna molto sobria, appena mossa dall’elegante portale, non fa assolutamente presagire la ricchezza e la sontuosità dell’interno con il soffitto a cassettoni, sei grandi finestroni riccamente scolpiti e ornati con coppie di angeli con cornucopie reggi candelabro e grandi statue in cartapesta.

Naturalmente nel giro tra chiese e palazzi di Galatina non può mancare la chiesa madre dedicata agli apostoli Pietro e Paolo, Santi Patroni e protettori della città. Di notevole interesse gli affreschi della volta, del napoletano Vincenzo Paliotti e gli splendidi altari in marmo policromo. Di gran pregio quello dell’antico cappellone del Sacramento, della seconda metà del ‘600, distrutto dal terremoto del 1701 e rifatto, in cui spicca dove la bellissima e soave statua dell’Immacolata, in marmo bianco, opera scultorea di Giuseppe Sammartino, lo stesso autore del Cristo Velato della Cappella Sansevero di Napoli.

Giusto un cenno, dato che ne abbiamo già parlato in un nostro post precedente (https://www.cittameridiane.it/galatina-la-bellezza-nel-dna/) sulla basilica di Santa Caterina d’Alessandria che si affaccia su piazzetta Raimondello Orsini, dedicata a colui che la fece erigere alla fine del 1300 per offrire un tempio di rito latino alla parte di popolazione che non parlava greco. L’esterno della basilica è di chiaro stile romanico con la facciata abbellita da tre rosoni e da un bel portale di stampo orientale sormontato da un bassorilievo con Gesù e i dodici apostoli. L’interno è di stile gotico con le pareti e il soffitto completamente affrescati da pittori probabilmente di scuola napoletana anche se, in alcune pitture, affiora il gusto giottesco mediato dall’influenza bizantina dei pittori locali.

Uno stile completamente diverso per la piccola ma affascinante chiesa dell’Addolorata che sorprende per la fastosità del soffitto, a cassettoni, con stucchi dorati, e del ricchissimo altare maggiore in cui trovano collocazione statue policrome in pietra e in legno che hanno recentemente riacquistato i loro brillanti colori grazie a un restauro che ha eliminato la pesante copertura di calce che le copriva. Strana per una chiesa la presenza di quattro grandi specchi in cornice lavorata e decorata in oro zecchino sulle due pareti laterali che dilatano lo spazio facendolo sembrare più grande.

Tantissime le chiese galatinesi che meriterebbero una visita, ma il tempo è tiranno e comunque di molte ci si deve accontentare di vederle dal di fuori dato che spesso sono chiuse. Così è stato per la chiesa del Carmine di cui abbiamo potuto apprezzare la facciata, con il portale in pietra leccese e decorata da quattro nicchie riccamente ornate con le statue dei profeti Elia ed Eliseo, al primo ordine, e con quelle di S. Teresa d’Avila e di S. Maddalena dei Pazzi, a quello superiore, mentre sul portale, sul podio d’onore, c’è la figura della Beata Vergine del Carmelo.

Ma, oltre i luoghi, sono la storia e la cultura il filo conduttore di viaggi e vacanze indimenticabili. Viaggiare vuol dire sempre scoprire qualcosa degli altri, ma anche di se stessi. Facendosi coinvolgere da storie che partono da molto lontano confuse tra misteri e leggende oppure di culture popolari intessute di suoni e tradizioni. A tutto ciò basta aggiungere i sapori e i profumi forti e netti della gastronomia mediterranea e un senso del gusto per la vita che ha pochi eguali in Italia e nel mondo. A questo proposito suggeriamo due indirizzi da segnare in agenda: l’intramontabile Pasticceria Ascalone (via Vittorio Emanuele 17 – info: +39 0836 566009) per pasticciotti e fruttoni (a breve il post su queste delizie tutte salentine) e la guest house Kaleidos (Via Pietro Siciliani 67, tel. 349 5844083 – 0836 1903729 – info@kaleidosguesthouse.it), ricavata in un antico palazzo di famiglia con la convinta intenzione di creare un’oasi di riposo e di relax per i viaggiatori che come noi amano farsi accompagnare dai propri “pelosi” che qui trovano un trattamento a cinque stelle, pardon, ossi!

 

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