València, dalla huerta al mare

La Horta o Huerta di València è uno dei pochi orti periurbani che rimangono in Europa, nonché uno dei paesaggi frutticoli mediterranei più rilevanti. Sorto 1.200 anni fa e noto come giardino di Valencia è stato dichiarato dalla FAO come Sistema Importante del Patrimonio Agricolo Mondiale (SIPAM) nel novembre 2019.

La vera paella e le spiagge cittadine

Se da sempre l’orto valenciano, irrigato dal fiume Turia tramite un complesso sistema d’irrigazione per gravità progettato dagli Arabi nell’VIII secolo, rappresenta un quadro unico, la Huerta de València ha assunto un ruolo fondamentale nella crisi derivata dal Coronavirus, garantendo frutta, verdure e ortaggi non solo alla Comunità Valenciana, ma anche ad altre regioni della Spagna.
Inoltre le previsioni sul turismo post Covid-19 guardano alla Huerta come una meta perfetta: un luogo all’aria aperta, senza sovraffollamento, che può essere percorso in bicicletta in modo autonomo, ideale per chi cerca esperienze sostenibili nella natura.

In questa distesa verde intorno alla città, tra aranceti e coltivazioni di chufa o zigolo dolce il tubero da cui si ricava l’horchata, si trova Meliana, il paese in cui Toni Montoliou ha la sua barraca, il tipico casolare valenciano con il tetto spiovente.

Siamo andati a conoscere questo personaggio conosciuto in tutto il paese, una vera e propria pop star della paella e della vita contadina, durante il nostro tour a València nel febbraio scorso insieme a Leticia Colomer, responsabile del mercato italiano e francese per l’ente del turismo VisitValència.

E dall’accoglienza muy caliente ci siamo subito accorti che non si tratta solo di leggenda: Toni è davvero istrionico e molto simpatico. E prima di mostrare ai suoi ospiti come si prepara la vera paella valenciana, cotta ancora sul fuoco vivo di legna ricavata dagli alberi d’arancio, ha mostrato le sue abilità di ciclista al contrario montando su una bicicletta e pedalando all’indietro provocando ilarità in tutti i presenti.

huerta

Questa sua originale presentazione ha preceduto il giro a bordo di un carro trainato da un cavallo col quale si raggiunge una seconda barraca che testimonia la vita di chi da generazioni abita queste terre come la famiglia di Toni.

La costruzione spicca bianchissima tra i campi coltivati ad aranceti della Huerta e all’interno si rivela divisa in due da un soppalco sul quale vengono posti ad asciugare i baccelli delle particolari arachidi che si coltivano qui nella Horta. Si tratta della varietà Cacau del collaret, una nocciolina americana che presenta un caratteristico restringimento nel centro fra i grani, come se indossasse una strettissima collana, che in spagnolo si dice collaret e che dà origine al nome.

huerta

Una delizia che poco dopo abbiamo gustato come aperitivo insieme a una bella birra fresca in attesa della paella. Prima, ci siamo fermati tra gli alberi di aranci e abbiamo raccolto un po’ di frutti che generosamente Toni ci ha donato e che abbiamo portato con noi a casa, rischiando di pagare la sovrattassa per l’eccedenza del bagaglio!

Al ritorno dal giro in campagna Toni ci ha condotto nel suo orto a raccogliere insieme a lui le verdure di stagione per la paella che viene cotta nel tipico recipiente in ferro battuto, su legna ardente rigorosamente ricavata dagli alberi di arancio.

Il primo ingrediente che si mette a rosolare è la carne. Infatti la paella nasce a València, proprio qui nella Huerta, come piatto contadino e la versione originale prevede anatra, coniglio, caracoles il nome spagnolo delle lumache, una varietà locale di fagiolo chiamata garrofò, pomodori, fagiolini, pimenton dulce che è una polvere di peperone seccato non piccante e olio d’oliva. Quando sono di stagione, si possono aggiungere anche i carciofi.

Il riso utilizzato è della qualità Bomba, a chicchi corti che sembrano delle piccole perle, che viene coltivata nella zona umida dell’Albufera, il lago più grande di Spagna, situata a sud di València.

Poi non resta che attendere la perfetta cottura del riso che va mescolato solo per i primi cinque minuti, in modo da farlo amalgamare bene. Quindi viene lasciato sobbollire ed è a questo punto che Toni ci ha invitato ad avvicinarci alla paella e al riso fumante dicendoci: “sentite come canta…”.

Questo procedimento è indispensabile per creare la parte più deliziosa del piatto, il socarrat, cioè il riso bruciacchiato sul fondo della pentola, che Toni in persona ci ha poi portato a tavola dopo averlo raschiato dal fondo.

Dopo l’autentica paella valenciana, abbiamo voluto provare anche la versione di paella de marisco, in cui molluschi e crostacei arricchiscono questo goloso piatto unico. Abbiamo scelto di gustarla a uno dei tavoli vista mare del ristorante El Coso (Paseo Neptuno 12) affacciato sulla Marina di València che pullula di locali affollatissimi fino al pomeriggio inoltrato.

La prossima volta vorremmo provare anche la Fideuà, la paella di spaghetti a base di pesce che si prepara nella stessa pentola utilizzata per il riso e che prende il nome proprio dagli spaghettini utilizzati, i Fideos.

Per smaltire niente di meglio di una passeggiata sul lunghissimo lungomare valenciano, dalle spiagge larghe dalla sabbia dorata e bordate da alte palme che le fanno paragonare a quelle californiane.

E abbiamo piacevolmente scoperto che lungo i ben 20 chilometri delle spiagge cittadine, quelle del Cabañal e della Malvarrosa, si può passeggiare con i propri cani e che quella di Pinedo, al sud della città, dispone di un’area riservata per cani durante la stagione estiva.

Per far correre liberi i nostri amici a quattro zampe, invece, ideali i sentieri rurali che attraversano El Saler e le risaie dell’Albufera o le campagne della Huerta valenciana.

E in città? Valencia vanta due milioni di metri quadri di giardini, tra i quali il giardino del Turia, grande polmone verde della città che si allaccia al parco naturale del Turia con i suoi oltre 50 chilometri di sentieri, perfetti per portare a spasso il proprio cane. Se si aderisce al gruppo “Non senza il mio animaletto”, si può viaggiare anche a bordo degli autobus della Compagnia Municipal Bus (Empresa Municipal de Transportes), richiedendo la carta Título EMT Mascota negli uffici delle Oficinas de Atención a la Ciudadanía dell’EMT. Costa solo 5 Euro, è valida per due anni e può essere ricaricata.

Foto Pablo Casino

Ma l’animaletto non deve pesare più di 15 kg e viaggiare in una gabbia portatile di massimo 45x35x25 cm. Quindi se dovessimo portare a València il nostro Otto non potremmo usufruire di questo comodo servizio ma potremmo passeggiare a piedi tra le aree verdi dei Jardin del Turia o del nuovo spazio verde di Parque Central, un’area situata tra Ruzafa e Malilla con oltre 100.000 metri quadrati di terreno, frequentato da bambini e persone con gli animali domestici. Progettato dal paesaggista americano Kathryn Gustafson interrando vecchi binari ferroviari, il parco vanta aree per bambini con parete da arrampicata, scivoli o giochi d’acqua e un’area completamente dedicata ai cani delimitata da una recinzione metallica.

In collaborazione con VisitValència

Rosalia
This travel blog with the dog is a personal selection of our best experiences, our favorite spots and secrets places around the world curated by Rosalia e Michele.

ARTICOLI CORRELATI

SEGUICI SU

5,362FansLike
10,747FollowersFollow
317FollowersFollow
1,023FollowersFollow
3,696FollowersFollow
39SubscribersSubscribe

PROVATE DA NOI

ULTIMI ARTICOLI

IJO’ Design: a spalle coperte

Mantelle, scialli e stole, caldi e avvolgenti, sono i nuovi capi spalla. Indispensabili in...

Belle storie di penna

Stefano Cazzato ci racconta nel suo laboratorio di Lecce una bella storia italiana di...

Moskardin: appunti di viaggio

Può sembrare bizzarro, nell’era del computer, di internet e del telefonino, portare con sé...

Recycle: l’arte del riciclo per i bijoux

Quando si va in vacanza si ha voglia di portare con sé qualche accessorio...

Comments

  1. Il processo della realizzazione della Paella è fantastico. E infatti di Paella ne parlerò proprio nel mio prossimo post domenica. Ad ogni modo davvero una bella esperienza

  2. Ciao Luca. Sicuramente la giornata alla Barraca di Toni Montoliu nella Huerta di València con la preparazione della vera paella rimarrà tra i nostri ricordi più belli. Lui, poi, è un vero personaggio!

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here