Questa volta ci è toccato fare i canederli! Quando viaggiamo ci piace non solo visitare i luoghi e apprezzare le bellezze artistiche, storiche e naturalistiche locali, ma anche provare la profonda emozione di fare esperienze che nella nostra memoria saranno poi indissolubilmente legate a quel determinato momento.

In Sicilia, per esempio, ci siamo cimentati a creare i dolcetti di marzapane chiamati Frutta di Martorana, mentre in Alto Adige abbiamo aderito con molto entusiasmo alla proposta della nostra ospite Paula del Maso Funtnatscherhof di preparare insieme a lei i canederli, in tedesco chiamati knödel.

I knödel, piatto tipico dell’Alto Adige

Cominciamo col dire che i canederli, uno dei piatti tipici della tradizione gastronomica contadina dell’Alto Adige, vengono preparati in moltissime varianti! Paula ci ha spiegato, mostrandoci gli ingredienti che avremmo usato per prepararli, che ogni famiglia ha una sua ricetta con proprie dosi che vengono il più delle volte determinate a occhio.

Esistono, dunque, tanti tipi di canederli: agli spinaci, al formaggio, allo speck, al fegato, alle rape, ai funghi. Infatti gli ingredienti di questi fantastici gnocchi di pane giganti seguono la stagionalità ma anche le tradizioni gastronomiche che mutano spostandosi da valle a valle.

E cambia anche il modo di servirli. Finora li avevamo assaggiati soltanto in brodo, mentre quelli che abbiamo preparato con Paula nella versione al formaggio, e che abbiamo poi gustato a pranzo insieme a tutta la famiglia, vengono definiti asciutti e sono conditi con burro fuso e formaggio grattugiato. Per tutti però vale la stessa regola: non si tagliano mai con il coltello solo con forchetta o cucchiaio.

Ma prima di portarli fumanti in tavola abbiamo dovuto farli!
Dopo aver fatto rosolare nel burro la cipolla con l’aggiunta di un po’ di farina e aver sbattuto le uova nel latte, Paula ha sistemato in una capiente coppa gli ingredienti cominciando a impastarli con molta cura.

canederli

Si deve creare un composto con il pane raffermo a cubetti, il formaggio a cubetti, il prezzemolo, le uova con il latte, la cipolla rosolata nel burro e nella farina, sale e pepe – ci ha detto sottolineando che per una dose di mezzo chilo di pane sono necessarie sei uova.

Poi è toccato a me: dopo aver bagnato le mani nell’acqua fredda, mi ha insegnato a formare i canederli che si mettono a riposare su un vassoio e poi a cuocere in acqua bollente salata per 5-10 minuti.

canederli

L’impasto dei canederli dovrà essere sempre abbastanza poroso, quindi è importante che non sia né troppo asciutto né, al contrario, troppo morbido.
Ma è la fase della cottura quella più delicata – ci ha avvertito Paula –perché non è sempre facile cuocerli al punto giusto. Se le polpette di pane raffermo cuociono troppo o troppo poco, potrebbero rimanere troppo dure oppure sfaldarsi, quindi è importante, per i principianti come noi, fare una prova: per essere sicuri che i canederli siano cotti al punto giusto, meglio prenderne uno, metterlo su un piatto e dividerlo a metà. Se dovesse risultare ancora un po’ crudo, sarà necessario proseguire la cottura degli altri per 2 o 3 minuti ancora.

canederli

Una volta cotti si portano caldi in tavola e poi nel piatto si condiscono con il burro chiamato nocciola, dal colore e dal delizioso profumo che assume dopo averlo fatto sciogliere in una padellina, il formaggio e l’erba cipollina.

All’impiattamento e alla decorazione ci ha pensato Isolde, la figlia di Paula che frequenta l’Istituto alberghiero e il risultato è stato davvero magnifico! Poi ci siamo accomodati tutti intorno al tavolo in cucina e abbiamo amabilmente conversato, superando le difficoltà della lingua e gustando i nostri canederli, fieri del risultato che a guardare la coppa ormai vuota deve essere stato soddisfacente per tutti. Quindi come prima volta: promossi!

In collaborazione con Gallo Rosso Agriturismo in Alto Adige

Gallo Rosso

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