Strane cose cinesi 

Fuori rottaStrane cose cinesi 
spot_imgspot_imgspot_img

 

Strane cose cinesi: abbiamo intitolato così questo articolo sulla nostra esperienza in Cina per evidenziare le contraddizioni di questa terra meravigliosa con una storia infinita, al di là di ogni pregiudizio nei confronti del suo popolo. Partendo da una premessa: siamo stati molto bene e abbiamo fatto un itinerario impegnativo, da Pechino a Xi’an passando per Chengdu e Zhangjiajie fino a Shangai, che ci ha però consentito di vedere tanto. Torneremo volentieri in Cina magari per dedicare più tempo alle zone più autentiche, lontane dai classici itinerari turistici.

In Cina tra cose strane e curiosità

cose

Ma quali sono le cose strane? In un mondo tecnologicamente molto avanzato, con treni che filano a oltre 350 chilometri all’ora, stranisce la presenza dei Bride Market che si animano nei week end nei parchi delle città. Di cosa si tratta? Ogni sabato le aree verdi si trasformano in veri e propri mercati dei cuori solitari. Ma a frequentarli non sono giovani donne e uomini bensì i loro genitori che muniti di fogli A4 si sistemano ai lati dei viali mostrando specifiche richieste complete dei dati dell’aspirante moglie o marito. La presentazione può comprendere o meno la foto, ma non può prescindere da nome, età, altezza, colore occhi, indirizzo, titolo di studio, lavoro, reddito, possesso di casa e auto, hobby. Spesso si specifica che i genitori debbano avere redditi elevati perché se no toccherebbe ai figli mantenerli e che non ci siano malattie ereditarie in famiglia. Altro che privacy! Centinaia di padri e madri, dopo un primo contatto, si incontrano per definire a tavolino il possibile matrimonio: nella modernissima Cina del terzo millennio ci si sposa ancora così, con matrimoni combinati!

Del resto in un paese così controllato dove le telecamere sono ovunque il diritto alla privacy non è certo fondamentale: in Cina si preferisce la sicurezza alla libertà. Tutto viene controllato dal governo e i social network occidentali sono vietati, ma l’altro lato della medaglia mostra allo stesso tempo che tutto funziona alla perfezione e ovunque regna un’efficienza che fa invidia. Inoltre, ci hanno sottolineato che al primo posto per ogni cinese ci sono sempre Stato e genitori e di entrambi bisogna sempre prendersi cura. Certo per noi è stato come fare un tuffo nel passato e in un mondo lontano anni luce dal nostro. 

E a proposito di matrimoni e cose strane molto singolare è anche l’usanza della minoranza etnica Tujia, la più numerosa tra le 56 presenti in Cina. Il matrimonio è ancora oggi considerato un avvenimento importantissimo nella vita di un Tuia e la nostra guida Lili ci ha svelato i retroscena del suo. L’usanza è quella che la sposa pianga un’ora al giorno a partire da un mese prima del matrimonio. Il pianto – ci ha spiegato – non è simbolo di tristezza o sconforto, ma se condiviso è un’espressione di gioia che accompagna la sposa nella sua nuova vita coniugale. E una sposa che non versa lacrime non solo viene considerata poco educata ma non è nemmeno ricompensata con regali importanti come oggetti e gioielli d’argento.

cose

Altre cose che ci hanno colpito? Facile rispondere la vendita di larve vive e scorpioni grigliati sui banchetti dei mercati per strada. Meno scontata la pulizia maniacale con stuoli di gente che spazza le foglie secche da parchi e strade o strofina fino a farli brillare le superfici dei cestini nelle hall di stazioni e aeroporti o passa continuamente stracci bagnati nei corridoi dei treni. Si resta stupiti, poi, dal quasi silenzio che si avverte nonostante i milioni di abitanti e in strada, malgrado il traffico sostenuto, il rumore dei motori è praticamente inesistente, quasi ovattato, perché molti mezzi sono elettrici e le auto si riconoscono dalla targa verde. Altro degno di nota? I lavori edili ovunque con cantieri aperti anche di notte ma che… non si sentono!

Passiamo alle info utili. Per non dire addio a Google, Gmail, Facebook, Whatsapp e Instagram, bisogna munirsi di un buon VPN o una E-Sim con VPN integrato. Per poter pagare qualsiasi cosa, tenendo conto che in Cina l’uso del contante è spesso ostacolato tanto che non solo i venditori ambulanti ma anche chi chiede l’elemosina è dotato di QR code, bisogna scaricare Apps come Alipay e WeChat.
Dovete prendere un taxi? Basta usare l’applicazione DIDI, integrata sia in Alipay che in WeChat, che funziona come la nostrana Uber. 

Oltre ad avere sempre a portata di mano il cellulare è importantissimo accedere con facilità al passaporto che vi chiederanno praticamente ovunque! Ed è anche importante arrivare per tempo in stazione perché sono tanti i controlli sui bagagli e sui documenti compresi quelli con un sistema portatile di rilevazione di esplosivi per individuarne tracce sull’abbigliamento. E se lo smartphone si scarica? Niente paura perché l’efficienza cinese prevede powerbank a noleggio a ogni angolo di strada. Non solo: in hotel il servizio in camera è effettuato da simpatici robot!

Un consiglio anche sulla cucina locale. Noi abbiamo mangiato di tutto e non ci siamo mai fatti mancare noodles e ravioli ma attenzione all’uso a volte spropositato di aglio, peperoncino e coriandolo.

Nota: i cinesi mangiano ovunque e a qualsiasi ora del giorno. E in strada spesso si incontrano i venditori di tanghulu, gli spiedini di frutta ricoperti da uno strato di zucchero indurito, croccante e lucido come vetro. Non solo.

cose

Ballano, fanno meditazione in movimento col Tai Chi e, tra le cose più strane a cui abbiamo assistito, si fanno pulire le orecchie con lunghe bacchette in bambù, usanza molto diffusa in Cina in luoghi pubblici come mercati e parchi, specialmente a Chengdu, dove ce l’hanno proposta durante la cerimonia del tè.

Cambiando argomento, cose strane ci sono apparsi anche i water automatici con la tavoletta riscaldata e il bidet incorporato che abbiamo trovato nei bagni degli alberghi più moderni oltre alle maschere antigas in ogni camera.

Cose strane negative? In Cina non è considerato maleducato sputare per strada così come gridare e spintonare. Se il primo è un fatto culturale legato all’abitudine di non usare fazzoletti, alzare la voce e farsi largo a gomitate è necessario per emergere in un Paese che conta più di un miliardo e quattrocentomila abitanti. O almeno loro si giustificano così! E non vi meravigliate se per strada vi fermeranno per chiedervi di fare una foto e se vorranno regalarvi un piccolo bouquet di fiori o una bandierina: anche questo fa parte del loro modo di essere e di comunicare con gli stranieri.

Scopri Bibibau con noi

Rosalia
Rosalia
This travel blog with the dog is a personal selection of our best experiences, our favorite spots and secrets places around the world curated by Rosalia e Michele.

ARTICOLI CORRELATI

Scopri Bibibau con noi

Scopri i prodotti Mediterrah

ULTIMI ARTICOLI

IJO’ Design: a spalle coperte

IJO’ Design è un brand salentino che fa realizzare artigianalmente mantelle, scialli e stole,...

Belle storie di penna

La penna è per me un fondamentale strumento di lavoro, perché da sempre preferisco...

Moskardin: appunti di viaggio

Moskardin è il nome di un elegante quaderno di viaggio di produzione artigianale e...

Recycle: l’arte del riciclo per i bijoux

Quando si va in vacanza si ha voglia di portare con sé qualche accessorio...

Comments

  1. Il wc è lo stesso in uso in Giappone, l’ho visto (ma non ancora provato, perché c’è da azionare un telecomando) quando sono stata a casa di Bernie, che ha il figlio che vive a Tokyo. Room service compiuto da un robot?? Questa ce la dovete proprio assolutamente raccontare…

  2. Esattamente: si tratta del washlet, il wc giapponese in cui è integrato il bidet e con sedile riscaldato e asciugatura ad aria calda. Riguardo i robot sono molto diffusi negli alberghi cinesi di alto livello che hanno ormai delegato completamente a loro il servizio in camera: partono dal bar/ristorante con all’interno le richieste, prendono gli ascensori per raggiungere le camere, si fermano davanti alla porta e si aprono per la consegna a pagamento avvenuto. Da provare!

  3. Mmmm… non lo so mica se mi piacerebbe… Ma come mai si fanno lavorare i robot invece di personale umano?

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here