Tornareccio, piccolo borgo abruzzese che si erge a ridosso del Monte Paliano, già nota come città del miele, vanta ora un altro importante primato. Possiede infatti il più grande “museo a cielo aperto del mosaico”, grazie a un’iniziativa lanciata dal noto gallerista e mecenate Alfredo Paglione, che ha voluto così rendere omaggio al suo paese natio.

Un’importante collezione di arte contemporanea en plein air in cui si raccorciano le distanze fra museo e comunità; arte e quotidianità. Un’intuizione geniale, guidata dall’amore per la propria terra e dalla generosità di chi sa che la bellezza e l’arte sono beni da condividere.

Ph. di Piergiorgio Greco

Dal 2006, ogni estate, importanti artisti italiani e stranieri realizzano appositamente per il paese abruzzese, dei bozzetti che celebrano questo territorio dedito all’apicoltura. Si tratta, pertanto, di opere site specific che valorizzano gli elementi identitari di Tornareccio. I bozzetti sono esposti per un mese e gli stessi abitanti, supportati da una giuria tecnica, elaborano una graduatoria che stabilisce quali saranno i bozzetti destinati a diventare mosaici. Anche questo aspetto di coinvolgimento delle comunità fa si che tutto sia condiviso.

E così ogni anno l’opera vincitrice viene trasformata in mosaico, grazie al Gruppo Mosaicisti Ravenna di Marco Santi. Di anno in anno il paese si è arricchito così di opere musive e ha cambiato il suo volto, invitando i cittadini e tutti coloro che lo attraversano, a vivere a stretto contatto con l’arte. In questo modo, tessera dopo tessera, si è potuto assistere alla costruzione di un vero e proprio museo diffuso, in cui l’arte, la natura, la storia, l’artigianato e la vita in tutte le declinazioni della quotidianità dialogano in un rapporto simbiotico.

I mosaici, in tutto 90, realizzati da altrettanti bozzetti, portano la firma di artisti molto importanti del panorama internazionale come: Aligi Sassu, Josè Ortega, Piero Guccione, Ennio Calabria, Giuseppe Modica, Robert Carroll, Omar Galliani, per ricordarne solo alcuni.
Percorrendo i vicoli di questo borgo magico si possono così incontrare mosaici con api che adocchiano delfini blu, nel caso dell’opera di Robert Carroll o un poetico cuore alveare, sospeso fra terra e cielo di Adelchi Riccardo Mantovani. Giosetta Fioroni propone un piccolo teatro che apre il suo sipario a sua maestà l’ape regina, mentre Piero Guccione ci offre una visione eterea di un’orchidea con ibisco, che si stagliano su un bel cielo blu. Ipnotico è lo sguardo della Medusa di Bruno Caruso, mentre fiammeggia di rosso il cavallo di Aligi Sassu.

Intorno al progetto è nata l’associazione Amici del mosaico artistico, presieduta da Piergiorgio Greco. E tutto diventa un modo per abitare l’arte, includendola nella vita di tutti i giorni, rendendola patrimonio di tutti e per tutti e stabilendo così un contatto costante con la bellezza.

Antonella Lippo

La foto di copertina è di Piergiorgio Greco.

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