In bottega da Gabriella Reznek

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Gabriella Reznek

“Chi si somiglia si piglia”, recita il vecchio motto. E così è andata con Gabriella: è come se ci fossimo riconosciute pur senza esserci mai conosciute prima. Poi sono scoppiate le risate contagiose, quando con aria complice mi ha chiesto: sai cos’è reznek? Il tuo cognome – ho risposto. Ma lei, sempre ridendo, mi ha detto: sì, ma con la erre minuscola è una gallina!

Lo ha scoperto per caso poco tempo fa ricercando su Google e tra le immagini le è apparsa questa gallina selvatica che vive nelle steppe ungheresi. Così, lei che stava già pensando di rinnovare logo e comunicazione, ha scelto proprio questo volatile, anzi la sua zampetta come simbolo della sua produzione artigianale di borse. E il suo “tic, tic, tic”, come con un largo sorriso mi spiega, cioè il suo zampettare sul ghiaccio della steppa come immagine da riprodurre su tutto il suo packaging. All’inizio il suo team, formato da Vito Luisi della Agency LUISI ADV e dal Coordinator Elio Iurino, non l’ha presa sul serio. Ma la sua determinazione e la sua allegria hanno poi convinto anche loro. E ora il marchio Gabriella Reznek è rappresentato da una originale zampetta aggrappata ai pregiati pellami che l’artigiana, come ama definirsi lei stessa, utilizza per le sue creazioni.

Ma facciamo un passo indietro. Siamo ad Altamura in via Amedeo di Savoia 21 nell’atelier-bottega sperimentale di Gabriella Reznek (www.gabriellareznek.it) aperta il 10 dicembre del 2012 “in un momento in cui avevo bisogno di cambiare e di reinventarmi” – confida. E continua: “Strano che una che non ha mai portato borse abbia poi deciso di realizzarle, vero? E’ successo così: una sera pioveva a dirotto e io indossavo un lunghissimo paltò con le tasche sfondate in cui non riuscivo a trovare le chiavi di casa. Riparandomi come potevo ma ormai inzuppata mi ripromisi che da allora in poi avrei usato le borse, anzi le avrei disegnate e realizzate. Ma da dove cominciare? Dal mercato dell’usato ho comprato cinquanta borse e le ho smontate pezzo per pezzo. Poi ne ho disegnata una per me, capiente e comoda ma anche molto particolare. E con quella a tracolla mi sono presentata all’Accademia del Lusso: volevo iscrivermi per imparare il mestiere. Ma la mia borsa non passò inosservata e la direttrice mi chiese chi l’avesse realizzata. Alla mia risposta gentilmente mi disse che non avevo bisogno di apprendere nulla…”.

Da allora in poi non ha più smesso di creare tenendo fede a un principio fondamentale, cioè quello di scegliere materie prime eccellenti e di realizzare pezzi raffinati, eleganti, curati in ogni minimo dettaglio, unendo tradizione sartoriale ed esperienza del lusso.
Il consiglio? Andate a trovare Gabriella nella sua bottega ad Altamura e curiosate con calma tra le sue creazioni. Ma qui il piacere non è solo nell’acquisto: Gabriella nel suo Atelier realizza le sue linee ma ridà vita anche a borse usate e sciupate. Ed è commovente guardarla mentre le accarezza già pensando che torneranno funzionali e belle come prima. Così il piacere raddoppia nello scoprire un lavoro che ha il colore e la meticolosità della piccola bottega dove chi entra è attratto dalle magnifiche creazioni di Gabriella ma chiede anche il passato della grande tradizione, tutto cucito a mano come una volta e con vera eleganza.
Siete pronti per una nuova meravigliosa dipendenza?

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