Valencia “mira el cielo” è più di uno slogan. La città ha un fascino particolare, che sorprende per i suoi mille volti e le sue mille storie, raccontate da edifici che svettano nel cielo. Valencia appaga un po’ tutti i visitatori, sia gli amanti dell’architettura, del design, della scienza, che gli appassionati del mare, della natura e del buon cibo.

Un tour nella città spagnola

Difficile quindi scegliere fra i vari itinerari che riservano stupore ad ogni angolo, ma sicuramente, per chi volesse seguire la scia della bellezza architettonica, è imperdibile il tour sulle tracce del Modernismo, l’equivalente spagnolo dell’Art Decò. Già per chi arriva in treno, l’Estacio del Nord riserva l’incanto di raffinate decorazioni musive. La facciata, reca motivi vegetali, arance e fiori di zagara, propri dell’agricoltura valenciana, e il simbolo della città, lo scudo con le barre rosse su fondo dorato. All’interno è un tripudio di ceramiche smaltate e mosaici, mentre lungo le pareti della hall che accoglie il viaggiatore si può leggere, in molteplici lingue, l’augurio di buon viaggio!

Valencia

Si può partire da qui per andare alla ricerca di quegli elementi decorativi, propri del Modernismo, la cui massima espressione si concentra nel quartiere di Ensanche (in valenciano Eixample), il quartiere delle classi agiate e dello shopping, confinante però con il barrio Ruzafa, che da barrio di origine araba, un tempo separato dalla città, ora è multietnico, moderno e cool.

La trasformazione urbana del XIX secolo ha fatto proiettare la città nel futuro, accogliendo la tendenza del Modernismo, che ha portato ad una cura dei dettagli e a uno stile ricercato; con portoni in ferro battuto, finestre e balconi, che creano una sinfonia unica, all’interno di un dedalo di strade, che si dipanano da e verso il Mercado de Colon.

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Punto di incontro e di snodo, per addentrarsi nelle eleganti vie nel quartiere, è sicuramente il Mercato di Colon, vero e proprio gioiello del Modernismo. Riverberano luce i mosaici della facciata e raccontano di donne in costume che raccolgono il frutto più diffuso e simbolico per Valencia ovvero l’arancia, frutto portato sempre dagli Arabi, così come la seta, lungo la via che partiva dall’Oriente. A Valencia non c’è viale che non sia ombreggiato da alberi di arance che offrono la loro verde chioma e i loro succosi frutti che maturano al sole d’inverno.

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Il clima, infatti, è un altro elemento a favore, per vivere questa città tutto l’anno e godere delle passeggiate sull’ampio lungomare della Playa de la Malvarrosa o semplicemente la Malva, dove si affacciano numerosissimi locali in cui gustare l’immancabile paella valenciana, i cui ingredienti sono: riso, pollo, coniglio, a volte anatra, zafferano, fagioli, verdure e rosmarino.

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La paella, o meglio il riso, cibo base della cucina d’Oriente, nasce nell’Albufera, una riserva naturale circondata appunto da risaie e boschi, a soli dieci chilometri da Valencia. Molti piatti sono intrisi di cultura araba.

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E così anche una dissetante bevanda vegetale l’horchata de chufa, chiamata anche ”orxata de xufa”, ottenuta dalla spremitura della chufa, una radice o tubercolo, presente anche in Africa e in Sicilia.

Solitamente si gusta con i fartons, dolci caldi e profumati a forma di bastoncini, che si inzuppano nella ghiacciata orxata con la quale vengono serviti nei locali della città, detti appunto horchaterie.

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Tanti sapori antichi che sfidano il tempo, ma anche uno sguardo sempre più proiettato verso il futuro, grazie alla Ciudad de las Artes y las Ciencias, concepita dall’archistar Santiago Calatrava, come un avveniristico parco dell’architettura contemporanea.
I sette edifici che la compongono racchiudono a loro volta attrazioni di ogni tipo, fra le quali spiccano quelle dell’ Oceanografico con il suo sorprendente parco sottomarino e il Museo delle Scienze, dove ogni curiosità sui misteri del mondo può essere appagata.
Anche in questa “città nella città” è vietato non emozionarsi, con i profili delle architetture, sospese nell’aria, che si specchiano in grandi vasche d’acqua, distese ai loro piedi, al calore del sole mediterraneo.

Antonella Lippo

2 COMMENTS

  1. Intanto “passiamo” i vostri complimenti all’amica Antonella Lippo. E poi vi confessiamo che anche noi abbiamo intenzione da tempo di visitare questa bella città spagnola di cui tutti dicono un gran bene. 😉

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