Il nostro blog Città Meridiane ha visto la luce il 2 aprile del 2015 dopo un periodo di incubazione durato circa quattro mesi. Sin dal dicembre dell’anno prima eravamo già “a caccia” di proposte particolari sia nel campo turistico che in quello delle produzioni artigianali locali e non.

Un incontro sbagliato che non ci ha fatto cambiare idea

Perché sin dall’inizio, nel blog volevamo dare spazio a luoghi, itinerari ma anche strutture ricettive e prodotti “compagni di viaggio” un po’ fuori dagli schemi, come abbiamo già spiegato nel nostro precedente articolo Blog: i perché di una scelta.

blog

Il nostro lavoro di ricerca ci portò a creare una lista dalla quale partimmo per sondare l’interesse verso la nostra idea. Interesse che si sviluppò subito, attraverso uno scambio di mail prima e di telefonate dopo, con la persona proprietaria di una piccola ma interessante azienda artigianale poco distante da noi. Nacque così la proposta di incontrarci per conoscerci meglio e apprezzare di persona la qualità dei prodotti e del lavoro artigianale, visitando l’azienda. Proposta subito accettata anche perché accompagnata da un perentorio invito a pranzo in un luogo in cui volevamo andare da un bel po’.

Quando siamo arrivati nella cittadina in cui ha sede l’azienda e dopo esser passati da casa del proprietario per recarci a visitarla, la prima doccia fredda: essendo un giorno festivo avremmo potuto vederla solo dall’esterno, gli operai non c’erano e i macchinari erano fermi. E naturalmente anche i prodotti erano dentro e non potevano essere ammirati.

Certo ci è sembrato strano che ce lo avesse detto solo arrivati a destinazione… Abbiamo dunque continuato il nostro giro nel centro storico della cittadina e poi ci siamo avviati a Caggiano per il nostro pranzo al ristorante stellato Locanda Severino di Vitantonio Lombardo, ora a Matera con il progetto che porta il suo nome e che si è meritato quest’anno il suo primo riconoscimento dalla Guida Michelin.

blog

Arrivati, abbiamo trovato il tavolo già apparecchiato per tre. Il menu era fisso perché giorno festivo ma non abbiamo avuto nulla da obiettare perché avremmo volentieri assaggiato le proposte dello chef e poi perché eravamo ospiti e dunque con poca o nulla possibilità di replica. Il pranzo si è dilungato tra una chiacchiera e l’altra, una portata e l’altra e parecchi bicchieri di vino.

Quando siamo rimasti gli ultimi in sala era già tardo pomeriggio. Siamo scesi al piano inferiore per salutare e ringraziare il nostro ospite del pranzo luculliano ma nel frattempo si era defilato in bagno e non tornava. Vedendo che il maître era abbastanza impaziente data l’ora abbiamo chiesto per educazione se il conto fosse stato già saldato e con nostra grande sorpresa ci è stato detto di no e ci è stato presentato lo scontrino: 300 euro. La doccia questa volta è stata gelata!

blog

Abbiamo atteso ancora un po’ di minuti per capire il da farsi, poi Michele ha tirato fuori il bancomat per pagare. Magicamente è riapparso chi ci aveva invitato che con nonchalance ha salutato e si è avviato alla porta. Io e Michele ci siamo guardati un po’ interdetti contando sul fatto che in auto ci avrebbe almeno riconosciuto la sua parte. La situazione si era letteralmente ribaltata: noi, che eravamo stati invitati e avevamo affrontato tutti quei chilometri per rispondere garbatamente a tale invito tra l’altro molto insistente, ci trovavamo ad aver fatto gli onori di casa a nostra insaputa.

In auto l’argomento è stato garbatamente affrontato e ci è stato risposto con grandi sorrisi che non aveva contanti e che al primo bancomat ci avrebbe rimborsato. La domanda che ci ponevamo era: tutto o solo la sua parte? Domanda inutile, per dirla con Lucio Battisti. Il bancomat e il rimborso non sono mai arrivati così come il successivo invito a visitare l’azienda e a scegliere qualche prodotto di cui parlare nella nostra rubrica “Stilinviaggio”.

Di ritorno, in una serata fredda e piovosa, io e Michele ci siamo guardati negli occhi senza dire una parola. Ci sentivamo avviliti e presi in giro e non avevamo nemmeno la forza di arrabbiarci. Perché la “trasferta”, tra ristorante e carburante, è stata un bel colpo sulle scarse risorse di un blog non ancora nato.

blog

blogE la cosa più brutta è che questo incontro sbagliato ci ha fatto sorgere molti dubbi sul fatto che la strada del blog fosse davvero quella giusta. La nostra fortuna è stata incontrare o meglio rincontrare subito dopo persone che hanno scommesso su di noi e su Città Meridiane senza garanzie: le care amiche Gabriella e Annalisa. La prima ci ha messo a disposizione un intero castello di cui ci siamo sentiti i nobili proprietari per una lunga incantevole notte illuminata dalla luna e la seconda una delle splendide creazioni della sua collezione ancora inedita. Vere iniezioni di fiducia che ci hanno fatto credere nuovamente in noi e soprattutto nel prossimo.

Ah e non è finita! Perché #quellavoltache il blog rischiava di non nascere grazie a un incontro sbagliato, un conto inaspettato da pagare e una gita in una giornata fredda e buia che si poteva evitare, ho perso anche il mio cappellino di lana con le orecchie a cui tenevo tantissimo!

8 COMMENTS

  1. Non è stato facile decidere di condividere questa esperienza ma poi abbiamo pensato di farlo, a distanza di tempo, proprio perché possa tornare utile: non bisogna farsi demoralizzare. E se qualcuno ti ha preso per il naso una volta non consentire a nessun altro di farlo da capo.

  2. Per fortuna avete incontrato sul vostro cammino nuove splendide persone! Non so se il destino avesse già scritto questa storia per voi con un pessimo primo incontro per mettervi in guardia ma alla fine voi non vi siete lasciati abbattere e questo è il vostro più grande successo. Ne avete fatta di strada e ne state raccogliendo i frutti, S T R A M E R I T A T I

  3. Grazie Simona. È stata una bella botta e ci siamo davvero posti il problema se andare avanti o no. Più che altro per la sfiducia che in quel momento abbiamo provato nel prossimo ma anche in noi e nel nostro progetto. Ma come giustamente dici nulla accade per caso e doveva andare così!

  4. Eccomi Rosalia. Ieri mi hai chiesto come avrei reagito. Chiudendomi a riccio come spesso accade quando la fiducia riposta negli altri e il mio amor proprio vengono presi a schiaffi. Subentra poi la caparbietà che ci fa reagire e andare avanti, che ci ricorda chi siamo e come siamo fatte. Tu lo hai fatto dimostrando una tempra che ammiro sempre. Per un incontro sbagliato, te ne auguro e auguro a me stessa tanti altri speciali. Viva la vita e la voglia di fare. Continuo a credere vincano sempre

  5. Per noi non era un momento facile. Stavo chiudendo il magazine per cui mi ero tanto spesa negli ultimi cinque anni e stavamo valutando di investire in una nuova avventura. E questa storia poteva davvero tradursi in una battuta d’arresto. Ma siamo stati caparbi e fortunati per aver trovato subito gente splendida che ha creduto in noi e appoggiato il nostro progetto.

  6. Che nervi mi sono venuti! Immagino la vostra frustrazione e ammiro la vostra signorilità. Io non sarei riuscito a mantenere i nervi saldi. Comunque queste persone si annientano da sole e non meritano di incontrare persone fantastiche come voi. Certo Otto si sarebbe divertito a “giocare” con il simpaticone

  7. Il ricordo mi provoca ancora malumore. Effettivamente ci siamo sentiti proprio intortati da questo personaggio. Con noi allora c’era Arturo: ti dico solo che il suo soprannome era il Principe. E come tale si comportava sempre. Magari Otto sarebbe stato meno “nobile” 😉

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here