Il nostro primo “incontro” con PORTRAIT Eyewear è avvenuto grazie ad Angela Moschetta nel suo negozio di ottica a Conversano. E’ lì che mi sono innamorata di un paio di occhiali fuori dal comune e ho voluto informarmi su chi c’era dietro il progetto del brand.

Il brand di Gabriel e Valentina Hernandez

Così abbiamo scoperto che questo marchio nel mercato dell’occhialeria, dal design innovativo e bellissimo, è stato creato da Gabriel e Valentina Hernandez, fratello e sorella, nati in Venezuela ma cittadini del mondo e con esperienze lavorative in Gran Bretagna, Spagna e Italia.

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Il loro quartiere operativo per quanto riguarda gli occhiali è nel Nord Est italiano, dove diversi artigiani sono impegnati nel settore eyewear. Ma gli occhiali che loro creano, ispirandosi sia all’arte contemporanea che a una personalissima reinterpretazione del movimento retro-futurista degli anni ’80 del secolo scorso, non sono soltanto belli.

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Quel che più ci piace infatti è la loro grande attenzione alla sostenibilità ambientale e alla valorizzazione della storica tradizione dell’artigianato italiano. E gli Hernandez dichiarano la sostenibilità del loro business sin dalla scelta di utilizzare come packaging per le loro montature una confezione in cartone ottenuta da foreste a ridotto impatto ambientale.

Insomma la loro storia ci appassiona sin da subito tanto da decidere, in accordo con Angela Moschetta, di indossare una delle loro montature della serie Glitch durante uno dei nostri ultimi giri, quello in Sicilia. Che come tutte le loro creazioni si fa riconoscere per il design grintoso che strizza l’occhio all’arte contemporanea.

I modelli prendono il nome da icone di stile atipiche e nelle loro campagne pubblicitarie posano spesso artisti emergenti. Apprezziamo che la scelta cada su testimonial non stereotipati e importanti per la loro bellezza irraggiungibile, ma per la loro capacità di creare arte e cultura. E per qualche giorno immaginiamo di essere anche noi tra loro!

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Intanto una chiacchierata con Valentina, CEO di PORTRAIT Eyewear e co-fondatrice del brand insieme al fratello Gabriel, ci fa capire di più sulla filosofia alla base del loro lavoro. A cominciare proprio dagli occhiali Charlotte indossati in Sicilia in cui a sorprendere è l’indubbia bellezza determinata dall’abbinamento di lucido e opaco che dona a tutta la montatura una piacevole asimmetria.

Il nome Glitch della serie deriva dal movimento glitch-art, legato a video e fotografia. Alla base di questo tipo di arte c’è un errore voluto che crea colori e rumori, spesso ipnotici e intriganti. Con la nuova collezione PORTRAIT ha voluto portare questo concetto nei suoi occhiali da vista e da sole che sono dedicati a quattro artisti che rappresentano questa corrente artistica.

Charlotte rimanda a Elisabeth Charlotte Rist, meglio conosciuta come Pipilotti Rist, la video artista svizzera che nelle sue opere esprime sperimentazione, coraggio e rottura delle barriere convenzionali. “Esattamente ciò che ci siamo riproposti di fare noi – ci dice Valentinadeclinando queste montature in una forma femminile e senza tempo ma dallo stile contemporaneo, forte ma semplice”.

Icona della montatura June è invece Nam June Paik, l’artista coreano-americano noto a livello internazionale come “Il padre della Video Art”, mentre gli occhiali da sole Interface sono un omaggio a Peter Campus, il videoartista pioniere americano degli anni ’70 che tra i primi ha sperimentato l’interazione con lo spettatore. E questi occhiali sembrano davvero richiedere da chi li indossa la partecipazione di chi guarda!

Il quarto modello è ispirato agli anni ’90 ed è sia da vista che da sole. È dedicato a Leonard Charles Huia Lye, un artista neozelandese dei primi del XX secolo noto per le sue tecniche sperimentali, che viene rievocato dai pezzi di metallo assemblati insieme che ricordano le sue opere.

Ma il vero obiettivo di Valentina e Gabriel è quello di porre sempre al centro chi indossa le montature PORTRAIT Eyewear. Dunque se si parte dall’identificazione con un personaggio si passa poi all’assimilazione della montatura in base alla propria personalità, seguendo l’imperativo di seguire la propria unicità e di rivelare “l’artista in te”, come ci sottolinea Valentina.

Alcune forme delle loro proposte riportano alla memoria le atmosfere di film come Odissea nello spazio di Stanley Kubrick e a figure mitiche come David Bowie, per il quale i fratelli Hernandez svelano di avere da sempre una profonda e personale immensa ammirazione. E proprio la grande star della musica mondiale ispira Gabriel Hernandez, designer e co-fondatore, quando afferma: “Vogliamo affrontare la sfida di contraddire le regole comuni creando le nostre”.

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