Parma rappresenta il cuore geografico dell’Emilia che si estende da una parte verso le città lombarde di Cremona e Mantova e dall’altra verso Liguria e Toscana. Innegabili gli scambi culturali con la Francia testimoniati già dall’arte dello scultore Benedetto Antelami che a Parma lasciò la sua opera più significativa: la progettazione e la decorazione del Battistero dall’imponente volume ottagonale.
La Petite Capitale del Ducato
Architettura e scultura, in uno dei più significativi passaggi dal romanico al gotico, si fondono perfettamente in questo edificio progettato tra il 1196 e il 1216, dai meravigliosi rilievi sui portali alla decorazione interna arricchita da un ciclo con le raffigurazioni dei Mesi e delle Stagioni che emerge tra gli affreschi duecenteschi. Come già accennato, in queste opere si rinvengono importanti tracce di un soggiorno dell’artista in Provenza in quanto si può riconoscere la sua mano nei capitelli dello splendido chiostro di Saint-Trophime ad Arles.

Il biglietto per l’accesso al Battistero include quello del Museo Diocesano, situato nel seminterrato del palazzo vescovile, in cui sono esposte varie opere tra cui interessanti mosaici romani e paleocristiani, monete e stucchi di una domus romana rinvenuta durante i lavori di ristrutturazione della Cattedrale e sei sculture di Benedetto Antelami collocate originariamente nelle nicchie esterne del Battistero.


All’interno del Duomo si ammira invece la Deposizione di Antelami, un’opera datata 1178, facente parte di un pulpito smembrato. La lastra in marmo rosa di Verona è murata in una parete del transetto ma nonostante ciò non perde la sua incisività.

Città elegante, l’antica “Petite Capitale” del Ducato di Maria Luigia d’Austria sfoggia viali dalle vetrine scintillanti ed è piacevole passeggiare e cogliere gli scorci tra le facciate di chiese e palazzi raggiungendo la Chiesa di San Francesco del Prato nella omonima piazza a pochi passi da Cattedrale e Battistero in cui ci sono anche la Casa della Musica all’interno del Palazzo Cusani, la Casa del Suono e la panchina su cui è seduto Giuseppe Verdi, scultura in bronzo realizzata dall’artista Sergio Brizzolati in occasione del Bicentenario della nascita del compositore.


Il complesso, la cui costruzione fu iniziata nel 1240, è stato da poco restaurato e riconsacrato, ma la sua storia è davvero singolare. Si tratta infatti di un monumento unico al mondo e patrimonio assoluto dell’arte italiana gotica italiana, sia per le sue ardite e maestose linee architettoniche, che per le sue vicende in quanto durante l’occupazione francese fu trasformato in carcere.

Parma è anche la città del Teatro Regio, costruito per espresso desiderio di Maria Luigia d’Austria e inaugurato nel 1829 con la rappresentazione dell’opera Zaira, appositamente composta da Giovanni Bellini. Si presenta all’esterno con una facciata in forma di tempio ionico e un grande atrio colonnato, mentre all’interno si elevano quattro ordini di palco più il loggione: qui nel 1843, Giuseppe Verdi diresse I Lombardi alla prima crociata, dedicando l’opera alla duchessa.
Sulla riva sinistra del torrente Parma che attraversa la città si trova lo splendido Parco Ducale che con un’estensione di circa venti ettari è uno dei rari parchi principeschi rimasti intatti fino ai nostri giorni. Al suo interno, dove è molto piacevole passeggiare anche con i nostri amici a quattro zampe, si erge il cinquecentesco Palazzo Ducale, progettato dal Vignola.
La visita a una città come Parma non può certo esaurirsi in una mezza giornata che è quella che abbiamo avuto a disposizione in questo tour dell’Emilia Romagna. Tanto ci sarebbe ancora da vedere e da fare nella Petite Capitale del Ducato e, soprattutto da gustare, per cui un ritorno è da inserire in agenda al più presto, considerando che alcuni dei luoghi più belli come il maestoso Palazzo della Pilotta con il Teatro Farnese e la Galleria Nazionale sono off limits per i nostri amici a 4 zampe.
Consigli utili: se arrivate in città in auto lasciate l’auto nel grande parcheggio Toschi di fronte alla stazione ferroviaria. La passeggiata sul lungofiume per giungere in centro non è troppo lunga ed evita di dover acquistare un ticket per poter accedere al centro storico e parcheggiarvi nei pressi. Che non sarebbe male se non ci fosse una procedura un po’ macchinosa che comprende la comunicazione a un numero registrato del proprio nome, cognome, numero di targa, orario e giorno di sosta: non c’è possibilità di pagare attraverso Telepass e simili o di inviare una mail…


















E con Verdi che vi siete detti? 😉
Oh che gran chiacchierata! Ho trovato geniale quella panchina in Piazzale San Francesco, proprio di fronte alla Casa della Musica.
Anch’io la trovo geniale, perché un monumento è riconoscere la grandezza del genio e il suo contributo all’umanità, ma una scultura ad altezza d’uomo gli restituisce una dimensione alla pari 🤔