Locanda del Feudo si trova nel cuore del piccolo borgo di mattoni rossi di Castelvetro di Modena, un’oasi di pace che sembra appartenere a un’altra epoca rispetto ai paesi della pianura come Sassuolo e Maranello, patria della Ferrari. La zona è quella dell’area collinare che è il primo gradino dell’Appenino Modenese dove si coltiva l’uva Grasparossa da cui si ottiene il DOC Lambrusco Grasparossa di Castelvetro insieme a quella a bacca bianca del Trebbiano, alla base del mosto per produrre l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.
Nel cuore di Castelvetro di Modena
Locanda del Feudo, oggi Albergo Ristorante della catena Charme & Relax, occupa i locali di un antico edificio fino ai primi anni 2000 adibito a foresteria di una multinazionale della zona. Esattamente vent’anni fa, nel 2005, furono rilevati da Andrea e Roberto Rossi. I due fratelli, all’epoca 23 e 21 anni, decisero di aprire un locale in cui poter mangiare la vera cucina modenese grazie agli insegnamenti della nonna. Da allora ne è stata fatta di strada e si sono anche separate quelle di Andrea e Roberto.
A rimanere a Castelvetro è stato il fratello maggiore, Andrea, che come sommelier professionista si occupa della cantina della Locanda del Feudo e del piccolo Resort in cui ognuna delle sei suites recentemente ristrutturate ed elegantemente arredate ha il nome di un fiore: Rosa, Girasole, Calla, Tulipano, Magnolia e Margherita. La nostra? Casualmente quella del mio fiore preferito, il Tulipano, che ci ha accolto con arredi moderni e raffinati in toni burrosi e il soffitto dalle vecchie travi in legno sia nell’ampia parte living con divano, tavoli e sedie, che nella zona notte.

La posizione della Locanda invita a esplorare il centro storico di Castelvetro che anticamente era circondato e difeso da mura di cui si possono ancora ammirare i resti delle sommità merlate. A pochi passi c’è la piazza principale dove si affacciano la Torre delle Prigioni, il Palazzo Comunale e la Torre dell’Orologio.

Piazza Roma è chiamata anche della Dama perché ospita lo scacchiere bianco e nero su cui si svolge il gioco della Dama Vivente in ricordo del soggiorno nel borgo di Torquato Tasso. Il letterato si fermò a Castelvetro da giovane studente in fuga da Bologna e fu ospitato nel 1564 presso il Palazzo della famiglia Rangoni, a cui per secoli verrà legato il destino del piccolo centro dell’Appennino Modenese. È a questa nobile dinastia che si devono le torri, le mura e molti dei palazzi che ancora oggi definiscono la fisionomia del paese.

Purtroppo non abbiamo potuto ammirare il disegno della dama in quanto la piazza è sottoposta a un restauro che le ridonerà il suo splendore: motivo in più per tornare insieme al desiderio di poter assaggiare la cucina del raffinato ristorante che occupa il piano al livello della strada della Locanda e che durante la stagione più calda fa accomodare i suoi ospiti ai tavoli di un piccolo e grazioso dehors lungo la via centrale. L’ambiente è essenziale ma di charme, con le volte dalle robuste travi in legno e le pareti in mattoni rossi. Poltroncine e tavoli dividono lo spazio con mobili e madie in legno dal gusto rétro. In cucina la vera tradizione emiliana alleggerita in chiave gastronomica con gli elementi della stagione a dettar le regole: rigorosamente da provare in un prossimo soggiorno alla Locanda del Feudo abbinata ai calici proposti da Andrea.

Passeggiando lentamente con il nostro Otto tra le stradine e le piazzette acciottolate del paese Bandiera Arancione del Touring Club Italiano ci è sembrato di fare un salto indietro nel tempo. Nel silenzio della sera, nel giardino adiacente al grande palazzo che ospita la scuola d’infanzia, solo le foglie che cadono le une sulle altre formando un fitto tappeto colorato di ocra e di rosso, provocano un leggero fruscio che si accentua quando vengono calpestate.
Regna la calma in autunno nel borgo che ci dicono si anima d’estate. Ma un po’ di gente l’abbiamo trovata alla messa del vespro nella grande Chiesa Parrocchiale intitolata ai Santi Senesio e Teopompo il cui alto e slanciato campanile che si staglia sui tetti delle case abbiamo ammirato dalla finestra della nostra comoda e ampia suite.
Tutto invita alla calma a Castelvetro di Modena, ma se si ha voglia di fare non mancano le occasioni: dalle degustazioni nelle cantine per andare alla scoperta dei segreti della viticoltura locale alla possibilità di assaporare tipicità come l’Aceto balsamico tradizionale realizzato seguendo ricette secolari e il Parmigiano Reggiano del Caseificio San Silvestro prodotto con latte proveniente esclusivamente dalle colline di Castelvetro e Marano.
Al calar della notte ci siamo rifugiati tra le mura della Locanda del Feudo nella nostra accogliente stanza. E al mattino, per iniziare la giornata nel migliore dei modi, una ricca colazione a buffet con delizie dolci e salate come gli eccellenti salumi e formaggi della zona e l’erbazzone, la popolare torta salata a base di biete e spinaci insaporiti con un battuto di lardo tipica di Reggio Emilia, di cui – come ci ha detto la signora Elisa mamma di Andrea durante il nostro soggiorno – ogni famiglia emiliana vanta la sua ricetta.

Dopo la golosa colazione, imperdibile un giro in paese per ammirare alla luce del giorno il panorama che si gode dal lato della piazza che si affaccia sui vigneti che circondano il borgo e sui casolari che emergono tra le campagne vestite dei toni rosso fuoco caldi e avvolgenti del periodo autunnale.
Locanda del Feudo
Via Trasversale, 2 – Castelvetro di Modena (MO)
Info: +39 059 708711 – info@locandadelfeudo.it
























