Il geco innamorato

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Cilentani non si nasce, si diventa. Abbiamo fatto nostra questa frase e questa è la quarta volta che torniamo in una terra ospitale e bellissima che oltre ad appagare tutti e cinque i sensi, conquista anche anima e cuore. Il Cilento è anche un territorio che ha tanto da insegnare, soprattutto a chi come noi sceglie di vivere il proprio viaggio lentamente, affrontando curve, tornanti e strade interrotte per frane, con “filosofia”. E proprio qui, in una camera con le pareti in pietra e il soffitto in travi di legno, immersa in un fitto bosco tra monti e mare, abbiamo imparato che i gechi hanno una voce!

Nel silenzio della notte abbiamo sentito uno strano verso, simile a quello di una rana, ma “sfiatata”. Abbiamo acceso la luce, controllato che non ci fosse “qualcuno” sotto il letto e nell’armadio, e poi, tra le travi del soffitto, abbiamo visto lui: il geco innamorato!
Il mattino dopo, infatti, una rapida ricerca su internet ci ha fatto scoprire che il geco a differenza di tutte le altre lucertole che sono mute e dei rettili che sibilano, è dotato di voce ed emette un verso, ma solo quando è innamorato per richiamare le femmine. Finora non avevamo mai incontrato gechi innamorati e dovevamo venire in Cilento per sentire per la prima volta un verso che è difficile descrivere a parole, ma che è contenuto già nel suo nome dato che la radice indonesiana dello stesso è geck-geck, cioè l’imitazione del suo richiamo sonoro simile a un gracidio.

(Ph. di Silvia Sorbi)