Città Meridiane al Pasticciotto Day

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Pasticciotti

Siamo arrivati al ristorante pizzeria Amadeus Bella ‘mbriana tra Lecce e Cavallino in debito di ossigeno per il caldo afoso che il vento che dalle nostre parti si chiama “scorcia cane”, uno scirocco bollente e capriccioso, rendeva ancora più intollerabile. Per cui la prima cosa che abbiamo fatto, oltre a salutare i tanti presenti convocati come noi per far parte della giuria popolare che avrebbe di lì a poco giudicato i dolcissimi scrigni salentini chiamati pasticciotti, è stata quella di provare un gran sollievo per l’aria condizionata che rendeva fresca l’ampia sala.

 

Poi, a seguire, abbiamo voluto renderci conto del luogo in cui siamo stati ospitati, compreso Arturo che poverino in auto nell’immenso parcheggio sotto il sole cocente non avrebbe potuto resistere. Il ristorante è il più grande del Salento, con le sue quattro sale e le volte a stella e a botte in tipica pietra leccese. Una volta queste mura hanno ospitato una conceria, mentre oggi, sotto la guida di Luciano Lombardi che ne è il direttore, tra vecchie macine, orci e grandi botti, vedono sfilare piatti della tradizione e pizze molto apprezzati. Noi, però, non siamo qui per gustare le loro specialità, che speriamo di poter provare in un’altra occasione, ma per “giudicare” come giuria popolare con la guida di esperti del settore, il pasticciotto, tradizionale dolce che qui in Salento si gusta caldo al mattino con caffè e cappuccino.

Infatti, domenica 26 giugno, si è tenuta proprio a Cavallino presso il Bella ‘mbriana la seconda edizione del Pasticciotto Day, un “concorso” in cui i pasticceri si sfidano a colpi di frolla, crema, sapori e profumi!
E inebriante era il profumo che proveniva dalle guantiere ricolme di questi deliziosi ovali di pasta frolla con ripieno di crema pasticcera. Ma, secondo le rigide regole imposte dalla giuria guidata da Pino De Luca, scrittore e gastronomo, non se ne poteva fare incetta! Per ogni giurato a disposizione un quartino o al massimo una metà e poi via agli assaggi e ai giudizi, a partire da quello visivo, olfattivo e infine degustativo.

Alla fine della mattinata sono state nove le pasticcerie scelte più un outsider, il brindisino Salvatore Miceli. Chiusa la nostra partecipazione e dato il nostro apporto, siamo tornati verso casa, in attesa di avere il risultato del vincitore della gara, decretato dalla giuria tecnica formata da “addetti ai lavori”: Francesco Barba goloso e produttore di Donna Oleria, Alessandra Civilla chef di Alex ristorante in Lecce, Pierpaolo Lala di Fornelli Indecisi, Irina Medvedeva tour operator russa, Annarita Merenda cofondatrice de Le Macàre, Pamela Pascuzzo dell’Hotel Leone di Messapia, Mimmo Persano personal chef, Nicola Serio cocktail man, Francesco Zompì decano dell’enogastronomia del Salento e Daniele De Michele meglio conosciuto come Donpasta dj, economista e appassionato di gastronomia.

Una sorpresa il responso: ha vinto su tutti proprio l’outsider e Salvatore Miceli, pasticcere per passione, è stato incoronato nuovo “re” della seconda edizione del Pasticciotto Day. Ma, come scopriamo, non è nuovo a questo tipo di vittorie avendo acquisito il titolo di primo classificato anche ad Agro.Ge.Pa.Ciok lo scorso anno nel concorso: “Dolci Tradizioni – Premio Andrea Ascalone” per il miglior pasticciotto, realizzato secondo la tradizionale ricetta salentina.

La bella ‘mbriana, dunque, che per il popolo napoletano rappresenta lo spirito della casa, buon angelo del focolare e portatrice di eventi positivi, ha portato fortuna a Miceli. A noi ora il gusto di tornare in questo luogo che prende il nome da una creatura misteriosa, ma gentile e benevola, che in più abbiamo anche scoperto avere una stretta attinenza con la denominazione di Città Meridiane: infatti la derivazione etimologica proviene dal latino “meridiana” e quindi allude a uno spirito che compare nelle ore più luminose del giorno o che si intravede alla “controra”, ossia nel primo pomeriggio. Un suo ritratto, di donna bella e attraente è appeso nel locale, ma se la doveste incontrare dal vivo, non la guardate! La leggenda narra che quando uno sguardo umano la sfiori si tramuterebbe in farfalla o in un geco.

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