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Come iniziare a parlare di matrimonio sul nostro blog? Facendolo a modo nostro, naturalmente. E cioè di viaggio e di quattro zampe. Abbiamo già inaugurato la rubrica con i nostri consigli su come e dove sposarsi all’estero. E continuiamo raccontando il nostro matrimonio.

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Quando ci siamo sposati non c’era con noi Arturo. Lui sarebbe arrivato il Natale di due anni dopo. Ma nella nostra casa non sono mai mancati gli amici pelosi.

Per cui nel giorno del sì chi ha assistito a tutta la mia preparazione, un po’ incuriosito e parecchio infastidito, è stato Chris, chiamato affettuosamente Chicchi, il gatto dal pelo candido e dagli occhi gialli di razza Angora turco che è stato il mio compagno di vita per otto anni.

Molto schivo e riservato come è proprio della sua razza che è stata oggetto di una protezione speciale nel paese di origine in quanto secondo una credenza popolare il grande statista Ataturk si sarebbe reincarnato in un gatto a pelo semi lungo bianco, Chris ha sempre avuto un atteggiamento regale. Sarà perché attorno al 1600, l’Angora turco fu introdotto in Europa come omaggio alla nobiltà e alle casate reali da parte dei sultani turchi? Oppure perché come racconta un’altra leggenda ha condiviso le regali stanze di Maria Antonietta, regina di Francia che ne aveva vari esemplari affidati a un confidente prima della rivoluzione francese e della ghigliottina?

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Lui comunque da attore consumato è stato protagonista con me di varie foto scattate prima della cerimonia e mi ha accompagnata fino alla porta quando al braccio del mio papà mi accingevo ad avviarmi verso la chiesa. A questa foto che coglie un attimo molto intimo e molto intenso, sono particolarmente legata perché mi riporta indietro a un tempo felice… Ero raggiante al braccio del mio bel papà.

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Questo scatto mi provoca oggi un grande struggimento perché mi fa pensare a come nel tempo le cose cambiano e come il tempo scava solchi incolmabili tra noi e chi non c’è più. Mi fa pensare a quel giorno, ma soprattutto mi fa pensare a mio padre che ho perso nel marzo di quest’anno. Al suo essere curioso e sempre al passo coi tempi. Imparò presto a smanettare sul computer ed è stato il primo della famiglia a iscriversi a Facebook e a Twitter. Ed era sempre il primo a leggere tutto ciò che veniva postato sul nostro blog e sempre il primo a piazzare il suo like e a condividere. La sua forza, fisica e morale, mi faceva pensare che non ci avrebbe lasciato mai. Ma il suo mondo, e con il suo anche un po’ del mio, è finito il 3 marzo di quest’anno. E ancora non ho imparato a gestire il dolore sordo che mi porto dentro.

scattoTornando alla foto, avevo accanto il mio gatto che molto probabilmente si chiedeva cosa stesse succedendo. Come molto probabilmente ha atteso, invano, il mio ritorno fino al giorno dopo. Quando sono rientrata non l’ho visto subito, presa dai preparativi per il viaggio programmato.

Poi l’ho trovato! Ma prima di coccolarmelo un po’ accarezzando il suo pelo setoso e provocando il ron ron delle fusa, son corsa a prendere la macchina fotografica e l’ho immortalato!

Era comodamente acciambellato sul mio abito da sposa che gli faceva da grande e morbido cuscino… E’ stato il suo modo di partecipare comunque alle nostre nozze.

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Il viaggio di nozze? Ve lo raccontiamo in un altro post!

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