Salento per tutti

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Gallipoli

Il Salento è una meta ideale per tutti i gusti: paesaggi incantevoli, scogliere a picco sul mare, lingue di bianchissima sabbia, piccole insenature, porticcioli da cartolina, vivaci cittadine e poi ancora ricca gastronomia e notevoli tracce archeologiche sull’intero territorio. Un irresistibile appeal che si moltiplica grazie al calore del sole che ancora scotta a ottobre, ai colori accesi e ai profumi inebrianti di questa terra, alle tradizioni, agli antichi mestieri e alle pietre che “parlano”.

 

Ma partecipando al Salone dello Sviluppo Locale organizzato dal GAL Serre Salentine, presieduto da Francesco Pacella e diretto da Alessia Ferreri, e tenutosi a Gallipoli presso la Galleria dei Due Mari dal 6 al 9 ottobre, abbiamo scoperto che turismo per tutti qui in Salento significa andare incontro alle esigenze delle famiglie con bambini anche molto piccoli, a quelle numerose, ai portatori di handicap, a chi viaggia con i propri pets. Come? Promuovendo progetti e interventi utili a garantire una maggior accessibilità alle risorse turistiche e culturali del territorio, nel quadro di una visione volta a valorizzare la crescita di un turismo di qualità, sostenibile e responsabile. Di alcune di queste proposte siamo stati messi al corrente durante gli interessanti interventi, sollecitati da speakers di rilievo nazionale e internazionale, dei Dialoghi del Salone, sui Luoghi, sulla Fertilità e sulla Civiltà.

Di turismo rurale, turismo accessibile e turismo responsabile sul territorio del Salento ha parlato Alessandro Napoli, amministratore dell’Agenzia 3T Service, che propone servizi rivolti a fasce sensibili di persone, in modo particolare a disabili che vogliano godere del territorio salentino trovando risposte a esigenze e richieste particolari, con servizi pensati a partire dalle necessità di quelle fasce d’utenza -sempre crescenti – i cui bisogni speciali non risultano ancora adeguatamente considerati e supportati nell’ambito del sistema turistico. Concetti sottolineati anche da Pete Kercher, Ambasciatore dell’Associazione EIDD, Design for All Europe, che ha parlato soprattutto di un approccio più avanzato e di un concetto di accessibilità che vada oltre le barriere architettoniche per arrivare a promuovere una effettiva possibilità di fruizione “universale” dei beni e dei servizi comuni. Partendo dalle condizioni e dalle esperienze di chi ha maggiori difficoltà di spostamento o di orientamento si dovrebbe optare ormai senza riserve per l’adozione di soluzioni semplici ed ergonomiche, funzionali e modulari, pensate per le più diverse esigenze e quindi utili a tutti. Concludendo, in sintonia con le parole di Massimo Zucconi, architetto ed esperto di pianificazione strategica e di sistemi integrati di gestione culturale, che ha evidenziato che dare accesso ai propri spazi, ai propri sapori, alla propria quotidianità e alla propria straordinarietà vuol dire mostrarsi sapendosi rendere veramente visibili a tutti gli sguardi, saper comunicare in maniera corretta e comprensibile, abbattere l’emarginazione, intesa non solo nei riguardi dei bisogni primari ma anche, più in generale, come limitazione della partecipazione individuale alle diverse e molteplici opportunità che i nostri territori sono in grado di offrire.

Naturalmente molti di più e su tanti e diversi temi sono stati i contributi, ma a questo punto è d’obbligo parlare di come noi abbiamo fruito della visita al territorio in modo appagante, nel pieno rispetto delle diverse condizioni ed esigenze, che nel nostro caso diventavano quelle di poter portare con noi il nostro Arturo. E Arturo, insieme al gruppo formato da giornalisti e bloggers provenienti da tutta Italia, guidato da Maria Rosaria e Lia e coadiuvato da Lucia Deta di R.T.I. Proàgo –Mediamorfosi, ha preso parte attiva, tanto da diventarne la mascotte, a tutte le escursioni programmate. Dalla visita a Casarano, dove abbiamo incontrato Antonio Cazzato di “Fatti di carta” nel laboratorio in cui lavora creta e cartapesta, a Parabita dove il professor Aldo D’Antico ci ha mostrato i “tesori” custoditi nel Museo del Vino Muia, a Taviano dove Marco Gianni, artigiano del ferro battuto, ci ha parlato di questa antica tradizione artigianale. Molto interessanti anche le visite al MacMa, Museo di arte contemporanea tra le mura dell’antico Palazzo Marchesale Del Tufo, dove Arturo è rimasto ad attenderci nel cortile, al Museo Archeologico di Alezio allestito nel Palazzo Tafuri e al Museo-Laboratorio dell’Emigrazione delle Serre Salentine di recente apertura nel Palazzo Ippolito a Racale. Deliziosa l’ospitalità, riservata anche al nostro amico peloso, ricevuta a Tuglie presso il Museo della Civiltà contadina dove ci è stato preparato uno squisito pranzo a base di ricette tradizionali, seguito dalla visita ai locali che ospitano gli antichi attrezzi e l’allevamento dei bachi da seta mai visti prima d’ora, e il meraviglioso giardino segreto racchiuso tra le alte mura. Cortese l’accoglienza anche presso l’azienda Adamo di Alliste dove ci è stato mostrato il processo di produzione dell’olio extravergine di oliva e ci hanno fatto assaggiare i tre oli prodotti, in una “verticale” dal più delicato al più intenso. Calda, e non solo per il tepore garantito da un magnifico sole ottobrino, ma per la gentilezza e la simpatia delle “padrone di casa” Marta Cesi e la sua mamma, l’esperienza dell’aperitivo nella suggestiva piazzetta di Felline ai piedi del castello con fette di pane di grano con pomodoro e purea di melanzane e un bicchiere di vino della Vineria Dei Agre. Tenero e spontaneo il gesto di offrire subito una ciotola di acqua fresca al nostro Arturo un po’ provato dalla giornata afosa, ma che subito dopo ha potuto scorrazzare libero e felice tra gli ulivi millenari delle campagne intorno a Felline.

Per concludere la bella esperienza abbiamo provato la forte emozione di ammirare Gallipoli dal mare grazie a un tour in barca a cura dell’azienda “Salento in Barca” con partenza dal porto e giro intorno all’Isola di Sant’Andrea. Arturo non è venuto con noi: è rimasto nella grande e accogliente stanza d’albergo che ci ha messo a disposizione il Bellavista della catena Caroli Hotels, dove siamo stati trattati con i “guanti bianchi” a partire dal mattino con golosissime colazioni vista mare.

A questo punto i doverosi ringraziamenti: agli organizzatori del Salone dello Sviluppo Locale, a Lucia, Maria Rosaria e Lia e, soprattutto, ad Alessandra Ferramosca di Mycoolkitchen che non solo ha coinvolto noi di Città Meridiane in questa bella avventura ma ci ha anche fatto gustare ogni sera, a chiusura dei lavori, le sue appetitose, fresche e insolite preparazioni con i prodotti del territorio secondo un tema scelto e diverso per ogni serata. Senza dimenticare il grazie da parte di Arturo per le tante coccole e attenzioni ricevute durante il tour da tutti i partecipanti, nessuno escluso!