Nella CoolKitchen di Alessandra

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my cool kitchen

La passione per il cibo e le sue preparazioni l’ha scoperta nella cucina dei suoi genitori dove amava rintanarsi la sera dopo aver finito i compiti. Alessandra Ferramosca ricorda con piacere quanto fosse già gratificante per lei sfogliare l’enciclopedia di ricette della mamma e annotare quelle già realizzate. “Ma soprattutto ammirare le mie nonne intente a produrre le scorte per l’inverno o indaffarate nel preparare il pranzo della domenica che univa le famiglie: la salsa fatta in casa, le conserve di verdure, il profumo del purè, il sapore inconfondibile delle pizze rustiche”.

Da qui al blog My cool Kitchen il passo è stato abbastanza breve perché il sito è nato in un periodo in cui Alessandra sentiva il bisogno di creare qualcosa di buono – come dice lei – qualcosa che fosse solo “farina del suo sacco”.

Alessandra è una donna attiva, curiosa, aperta, sorridente, anzi, di più: serena. Il rispetto della tradizione e la consapevolezza che una discreta e attenta innovazione possa solo arricchirla sembrano essere i suoi punti di forza. “Cucinare è un rituale magnifico, che si trasmette di generazione in generazione. E io sono sempre all’ascolto” – ci confida.

Ma ce lo racconti il tuo cammino, quello che ti ha condotto a creare My cool Kitchen?
Non vi è stato un vero e proprio “cammino” ma io la definisco per lo più una “prova di coraggio” . Tornare indietro alle tradizioni, ai piatti poveri quando bastava una fetta di pane e pomodoro e del buon olio per saziarti, quando dagli avanzi si creava un piatto per la cena. Ho iniziato a scrivere per vedere che effetto faceva a me piuttosto che agli altri, che emozione poteva darmi nel rileggere le mie sensazioni, le mie ricette. E così vado avanti da un anno e mezzo circa ma è piacevole e sorprendente vedere come questo tipo di comunicazione diretta e sintetica suscita ogni volta emozioni diverse… E poi scopri che chi è “dietro la finestra” a guardarti in silenzio è proprio chi ti stima e ammira di più.

Si dice che la cucina sia amore arte e tecnica: quali di questi “ingredienti” è maggiormente presente nella tua?
Essendo una cuoca per passione dovrei dire l’amore ed invece credo che l’arte sia uno degli ingredienti che pesa di più sulla bilancia della mia cucina. L’amore ti coinvolge a tal punto da perdere l’obiettività, l’arte invece mi spinge a creare ma poi a disfare e ricreare nella ricerca di qualcosa di mio e forse anche di irripetibile in egual modo.

Cosa proponi nei tuoi menu?
Propongo dei percorsi di degustazione del nostro territorio, sono convinta che il Salento ha un mare meraviglioso ma abbiamo dei sapori e degli odori altrettanto splendidi. Credo che chi mangia deve sentire il mare, la terra e il nostro sole in un boccone …questo è ciò che cerco di dare agli altri.

Qual è il miglior consiglio che puoi dare a chi si avvicina per la prima volta ai fornelli?
Di non cucinare per avere un giudizio ma cucinare per trasmettere qualcosa del contesto in cui si è cresciuti: famiglia, terra, società.

Una tua ricetta con cui fare un figurone anche a casa, come regalo di Natale per i nostri lettori…
Io amo i piatti semplici e senza trucchi…..ma a Natale desideriamo che tutto diventi magico e i nostri occhi brillano come non mai, proprio come le

10896253_4841447329763_4883190516444365013_oStelline ripiene con Pomodorini Agrodolci che vi propongo ora

Farina di semola per pasta 1kg
Pecorino semistagionato 300 gr
Scarola 1 kg
Olive nere celline denocciolate 200 gr
Pomodorini di pendola 2 kg
Uvetta sultanina 50 gr
Pinoli 100 gr
Vino bianco 2 bicchieri
Spunzale 1 pezzo
Sale q.b

Sbollentate la scarola in acqua salata poi la scolate e la condite con olio e olive nere tagliate a pezzettini e, quando il composto è freddo, aggiungete il pecorino a scaglie grosse. Amalgamate per bene.
Preparate l’impasto per la pasta fresca con farina di semola acqua tiepida e un pizzico di sale. Stendete l’impasto e formate le stelline con una formina per biscotti.
Mettete su una stellina il ripieno poi sovrapponete l’altra stellina di sfoglia, senza far combaciare le punte ma alternandole.
Dopo aver formato tutte le stelline ripiene preparate il condimento saltando in padella con un filo d’olio evo, lo spunzale tagliato molto sottile poi i pomodorini tagliati a metà. Cuocete a fiamma vivace per circa 15 min poi aggiungete l’uvetta ammollata in un bicchiere di vino bianco, poi aggiungete il rimanente vino. Cuocete per circa 10 min a fiamma media poi spegnete e aggiungete i pinoli tostati.
Lessate le stelline poche alla volta e condite con i pomodorini preparati e un filo d’olio evo a crudo.