Siamo a Specchia, sotto i portici e di fronte alla chiesa madre. E’ qui la sede di RepostLab, laboratorio di idee in continuo movimento. Ci accoglie Luisa: “La nostra associazione ha l’obiettivo di contribuire a valorizzare le eccellenze presenti sul territorio che affondano le loro radici nella tradizione del fatto a mano e favorire la nascita di nuove attività”.

Il vecchio si tramanda, il nuovo si crea

Sin da subito tutto risulta facile, “accogliente”. Così la chiacchierata continua e ci piace molto la similitudine con cui Luisa racconta l’esperienza del laboratorio perché legata al concetto cardine del nostro blog. “Con il nostro viaggio – ci dice – intendiamo dare valore alle realtà artigiane esistenti, riportare alla luce materiali e manufatti tradizionali il cui uso si è cristallizzato nel tempo applicandoli a un design e a un uso contemporanei”.

RepostLab

Un esempio che calza a pennello è quello della canapa, i cui gli usi sono molteplici e sorprendenti. Metaforicamente viene chiamato il maiale green, perché come per il maiale anche per la canapa non si butta via nulla. Da questa pianta è possibile ricavare birra, ricotta, eco-mattoni isolanti, olio antinfiammatorio, bioplastiche, semi, tisane, pasta, vernici, saponi, cere, detersivi, carta, imballaggi e persino pellet per il riscaldamento.

RepostLab

Ma dà il suo meglio nella produzione di tessuti, uno dei suoi più antichi utilizzi: le stoffe che si ottengono dalla canapa sono morbide, fresche in estate e calde d’inverno, assorbono l’umidità dal corpo e la rilasciano all’esterno, sono molto resistenti e hanno la caratteristica particolare di assorbire i raggi infrarossi e UVA fino al 95% e perfino di schermare dalle radiazioni di campi elettrostatici ed elettromagnetici.

RepostLab

È inoltre un tessuto naturale, che non ha cioè subito alcun tipo di lavorazione chimica. In Italia era coltivata fino a sessanta anni fa, prima del boom economico che puntava all’utilizzo della fibra sintetica, e fu probabilmente introdotta dagli arabi in Sicilia.

Riguardo il design, la strategia applicata da RepostLab ha la sua ragion d’essere anche nell’estetica che propone, e che la pone in quella fascia che è la moda quotidiana, il cosiddetto daywear. “Ho immaginato pezzi che io per prima vorrei indossare, a prescindere dai trend. Non ho mai amato seguire le tendenze: cosa ti rimane una volta esaurita la mania? Pensando su chi vorrei vederli, mi viene da dire che mi piacerebbe ritrovarli in strada, indossati da donne che li rendono propri, quindi unici” – dice Luisa.

RepostLab

Abiti, camicie, pantaloni in fibre naturali come lino e canapa e che appena li indossi ti rendono più carine. Come è successo a me quando ho indossato il vestito in canapa avorio lungo alla caviglia e con lo scollo all’americana che mi è scivolato addosso nello stesso modo in cui quando entro a casa, la vedo a posto, come l’ho sempre sognata e voluta. Una casa normale, con un po’ di disordine e inesattezze di stile qua e là forse, ma proprio per questo piacevole. Che indica uno stile fatto di sfumature impercettibili, quasi casuale.

Un’idea che va bene per tutte: un abito davvero night&day. Più lungo che corto, più largo che stretto, con una linea scivolata che accarezza e sottolinea le forme, da portare con infradito e sandali bassi. E che diventa il pezzo forte dell’estate perché semplicemente ci si accorge che è la cosa più comoda, più facile e perciò più nostra. Cioè più sexy. Perché non c’è niente che fa sentire sexy come un vestito in cui ci si muove con grazia e nonchalance.

Ma dopo aver fatto la vostra scelta, curiosate con calma. Questo è un regno di magnifica lentezza. Perché il piacere è nell’acquisto, ma prima ancora nella scoperta di creazioni assemblate con pezzi di corredi vintage o realizzati con lini sottili e morbida canapa tessuti su antichi telai.

E, poi, degli accessori made in Salento, come i sandaletti e le minorchine artigianali dell’azienda Le Salentine di Ruffano, le borse in canvas e in pelle disegnate e realizzate da Maria Rosaria Ciullo ed Eleonora De Santis per Emozioni in Libertà, le sporte e i cesti di giunco fatti a mano dallo “spurtaro”, cioè intrecciatore Felice Scoppoletti, con la tecnica che da secoli si tramanda ad Acquarica del Capo.

RepostLab

A ciò si aggiunge l’amore per un luogo, i suoi spazi, le sue bellezze: questa collezione non sarebbe potuta nascere altrove che a Specchia dove Luisa, milanese di nascita ma salentina di adozione, ha scelto di vivere. Ed è davvero questo il gran lusso.

RepostLab
Piazza del popolo, 21 – Specchia (Le)
repostlab@gmail.com

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here