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Leggendo Pandemia Apprendere per prevenire, il libro edito da Progedit e scritto da Nicola Paparella, Pierpaolo Limone e Gilda Cannella, spesso mi sono chiesta: ma adesso in che fase siamo?

Esperienza-riflessione-trasformazione

Pagina dopo pagina le domande si sono affastellate nella mia mente. Su tutte una: che cosa abbiamo imparato da questa situazione che per la prima volta vede tutto il mondo implicato, allo stesso modo e nello stesso tempo? Ne usciremo diversi, dicono tutti. Ma diversi come? E come ci immaginiamo il futuro? Facciamo una premessa: questo libro scritto nei giorni drammatici della pandemia non risponde a tutte queste domande. Ma ciò che gli autori si sono ripromessi appare evidente fin dal sottotitolo: “Apprendere per prevenire” in modo tale da sconfiggere soprattutto il pregiudizio.

Sin dal principio viene sottolineato che ancora non sappiamo tante cose su questo virus e sulla pandemia che ne è derivata, ma non sappiamo nemmeno quanto questo ci stia trasformando. Ci sono stati sicuramente grandi cambiamenti ma cosa ci hanno insegnato? C’è davvero stata la sequenza che gli autori auspicano in Pandemia: esperienza-riflessione-trasformazione?

Stiamo facendo tesoro dell’esperienza per poter arginare uteriori fenomeni di tipo pandemico senza farci trovare impreparati? Sicuramente sarà indispensabile costruire un sistema sanitario efficace, efficiente e soprattutto agile con soluzioni rapide da realizzare, economiche, sicure e trasferibili con facilità da un posto all’altro a seconda delle necessità. Perché se veloce è la diffusione del virus anche la risposta della sanità deve essere veloce.

Questo deve essere il primo insegnamento da trarre da questa esperienza pandemica ed è assolutamente necessario che, andando oltre la riflessione, si trasformi in un modus operandi da seguire da ora in poi per evitare i gravi problemi che la Covid-19 ha causato al sistema sanitario nazionale collassandolo.

Un altro interrogativo interessante é: potevamo imparare a gestire meglio il tutto guardando alle esperienze del passato come la “spagnola” del 1918, l’asiatica del 1957 e l’influenza di Hong Kong del 1968? La risposta è affermativa ma senza tornare così indietro, è del 2016 il “Piano nazionale di preparazione in risposta a una pandemia influenzale”. Quindi già quattro anni fa erano state previste le misure da adottare. E allora come mai l’emergenza non è stata gestita in modo corretto? Scopo degli autori non è scatenare la caccia all’untore per individuare un colpevole, bensì capire il perché di certe criticità affinché nel futuro si possa agire meglio.

Ma la preoccupazione che questo possa non avverarsi è già presente nella postfazione del libro Pandemia scritta da Nicola Paparella. Il 18 aprile, quando il libro finito doveva essere inviato alla stampa, infatti, il professore evidenzia che la pandemia non ha insegnato molto. E quella considerata era ancora la cosiddetta fase 2 quando l’annuncio della ripartenza e la conseguente euforia sono stati smorzati dal pesantissimo prezzo pagato dall’economia e dai tanti problemi non ancora risolti.

Ma purtroppo nel libro è anticipata anche la fase che stiamo vivendo in questa strana estate tra chi teme il contagio ed evita i luoghi affollati temendo che nulla tornerà come prima e chi fa finta di nulla negando persino l’esistenza della Covid-19 e adottando comportamenti a rischio per sé e per gli altri.

Pandemia si chiude con un consiglio di cui tutti dovremmo fare tesoro: dato che il virus è ben lontano dall’essere debellato e probabilmente dovremo conviverci a lungo, ciò che bisogna coltivare ora è il buon senso, focalizzandoci su ciò che conta. Perché il benessere di tutti noi dipende anche dal rispetto di comportamenti sociali individuali compatibili con la tutela della salute collettiva. Senza cadere in trappole difensive quali rimuovere per tornare in fretta alla normalità, negare affermando che il pericolo è finito o precipitare in sentimenti di sospetto e di rabbia: abbiamo già potuto registrare il cambiamento che dalla solidarietà delle prime settimane dell’emergenza Covid-19 ha condotto agli attuali segnali di insofferenza, ma non possiamo permettere che tanto dolore vada sprecato. E in questo libro, di cui consigliamo la lettura, ci sono le chiavi per capire cosa dobbiamo imparare e “mettere da parte” e cosa dobbiamo portare nel futuro.

Nicola Paparella, Pierpaolo Limone, Gilda Cinnella
Pandemia Apprendere per prevenire
Progedit
€15

2 COMMENTS

  1. Certo, la prudenza è d’obbligo!! Riprendiamo le nostre attività seguendo tutti insieme un protocollo di buon senso, non si tratta di opinioni, ma di un virus. Il dilemma, secondo me, gravita intorno a un ego sconsiderato, non capirò mai che senso abbia sollevare tanta polvere quando quello di cui abbiamo più bisogno in questo momento è imparare.

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