Umbria: quali sono i migliori vini? Non è mai facile rispondere a domande come questa perché sul vino hanno rilevante importanza le opinioni soggettive e quindi il gusto personale. Non vi parleremo dunque dei vini migliori ma di quelli che abbiamo apprezzato non solo per qualità ma anche per la produzione attenta all’ambiente e rispettosa della natura.
I vini dell’Umbria
La nostra valutazione si basa soprattutto sulle emozioni. E di quelle ne abbiamo provate tante durante la nostra visita alla famiglia Di Filippo a Cannara. Vi invitiamo a scoprire cosa ci ha spinto a scegliere proprio la loro cantina per raccontare i nostri #ViaggidiVini in Umbria.

A cominciare dalla unicità dei loro vini apprezzati durante la degustazione dopo il giro in vigna a cavallo. Qui, nella verde campagna tra Torgiano e Montefalco, il giro tra i filari si fa su una carrozza trainata da Bebè e Diamante, due bei cavalli di razza Comtoise, e condotta da Consuelo. A bordo siamo stati accompagnati da Francesco che ci ha raccontato la storia della sua famiglia e della cantina.

Intanto i cavalli non si occupano solo di accompagnare a spasso i turisti, ma anche di arare e seminare in vigna, mentre alle oche è affidato il compito di tenere pulito il vigneto dell’erba che cresce tra i filari. Come funziona? Di primissima mattina un orologio apre le porte alle oche verso le vigne che lì pascolano cibandosi di tutte le erbe che trovano: un ettaro di vigna può accogliere circa 100 oche, che alleggeriscono il lavoro di taglio da parte dei mezzi meccanici e in più arricchiscono il suolo con le loro deiezioni.

Il nome del progetto è “One Goose Revolution” in tributo al botanico, filosofo e agricoltore giapponese Masanobu Fukuoka, punto di riferimento per l’agricoltura biologica. Le oche della Cantina Di Filippo, inoltre, fanno parte del progetto “Pollo Rurale” del professore Cesare Castellini, in collaborazione con i Dipartimenti di Agraria e Veterinaria dell’Università di Perugia, attraverso il quale si è scoperto che la carne delle oche così allevate è più salubre: l’alimentazione a base di erbe, piuttosto che mangimi, e il movimento che praticano migliorano i grassi con un perfetto contenuto in omega 3 e omega 6.

E che è buonissima possiamo confermarlo dato che abbiamo assaggiato il prosciutto di oca in degustazione insieme ai vini dopo il bel giro a cavallo tra i vigneti accesi dagli ultimi raggi del sole durante il quale Francesco ci ha parlato dei nonni Pina e Italo, che dalla Campania si trasferirono qui in Umbria negli anni ’60 impiantando i primi vigneti e dando vita alla Cantina Di Filippo. Oggi quella cantina è cresciuta e si basa su tecniche biologiche e biodinamiche che permettono di avere un minore impatto ambientale, portando avanti i trenta ettari in territorio di Cannara, sulle colline esposte al sole nel cuore dell’Umbria.

Durante la degustazione abbiamo apprezzato una parte della produzione della cantina che si concentra soprattutto sugli uvaggi autoctoni come il paglierino Grechetto DOC dei Colli Martani, un vino bianco dalla moderata acidità e buona struttura e dal sapore vellutato e lievemente amarognolo, che abbiamo molto apprezzato sul tagliere con i salumi di Nocera Umbra e formaggi biologici di Cascia, la frittata di uova di oca e la torta al testo di produzione locale.

I nostri assaggi hanno avuto inizio con il Farandola del 2019, Bianco dell’Umbria IGT a base di Trebbiano Spoletino, poi seguito dal Grechetto in purezza Sassi d’Arenaria del 2018. Eccellenti le etichette del Rosso Montefalco, a base di Sangiovese, Barbera e Sagrantino, non più considerato il fratello minore del Sagrantino, ma un vino con un carattere tutto suo: Montefalco Rosso 2018 e Sallustio 2017, passato in barrique dodici mesi e affinato in bottiglia per altri dodici.

Aggiungiamo due parole sul Sagrantino, l’etichetta nobile di questa zona. Si racconta che il vitigno sia arrivato a Montefalco dall’Asia Minore con i frati francescani. Il Sagrantino di Montefalco è DOCG dal 1992, si produce in purezza con le sole uve sagrantino e si presenta come un vino di grande struttura, perfetto sui piatti robusti della tradizione gastronomica umbra. La buccia degli acini di questo vitigno è una delle più ricche di polifenoli al mondo, pertanto i vini ottenuti sono caratterizzati da tannini possenti, colori molto intensi e un sensazionale potenziale d’invecchiamento.
Abbiamo assaggiato la versione che ne fa Tenuta di Fabbrucciano che al naso sprigiona profumi di frutta rossa ed erbe aromatiche, mentre in bocca è fresco ma allo stesso tempo sapido e speziato, con note balsamiche che alleggeriscono i tannini potenti.
Di Filippo Azienda Agraria
Vocabolo Conversino, 153 – Cannara (Perugia)
Tel. +39 0742 731242 – Whatsapp: 389 8728282
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Azienda Agricola Posati Giovanni – Tenuta Fabbrucciano
Via Fabbrucciano, 29 – Narni (Terni)
Tel. +39 347 3149797 – 328 1875662
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