Groppello di Revò, tra storia e vino buono

ViaggidiViniGroppello di Revò, tra storia e vino buono
spot_imgspot_imgspot_img

 

Groppello è il nome di un vitigno autoctono ed eroico della Val di Non in Trentino che abbiamo conosciuto attraverso le parole della signora Anita che ci ha atteso sulla soglia della piccola cantina El Zeremia nella frazione Revò del comune di Novella in provincia di Trento. Qui, dove oggi ci sono distese quasi infinite di meleti che producono per il consorzio Melinda, la famiglia Zedra da più generazioni si occupa della salvaguardia e della valorizzazione dell’antico vitigno che fino alla fine del 1800 rivestiva i fianchi di queste montagne e da cui si ricavava un vino molto noto che arrivava fino a Vienna alla corte di Franz Josef e della principessa Sissi.

Groppello, vitigno eroico in Val di Non

Groppello

Attualmente sono solo tre le cantine che nella zona continuano a coltivare a mano questo vitigno lungo i ripidi pendii che scendono verso il lago di Santa Giustina, creato artificialmente negli anni ’50, sbarrando il corso del torrente Noce.

Incantati dalla valle intorno in cui solo un piccolo vigneto riesce a stento ad emergere tra le coltivazioni di mele, abbiamo ascoltato rapiti il racconto della signora Anita sul Groppello, vitigno il cui nome deriva dalla parola “grop”, che in dialetto locale significa nodo, forma a cui somigliano i suoi grappoli.

“Revò rappresentava la terza cantina per produzione di vino di tutto il Trentino mentre ora ci sono solo meleti” – ci ha detto. Ma suo marito, venuto in possesso del vigneto di famiglia per testamento alla morte del padre, decise di conservarlo e di recuperare questa antica varietà autoctona e il Groppello di Revò, un vino speciale perché racconta la storia della valle in cui cresce in minuscoli appezzamenti che si coltivano da ben cinque secoli su costoni ripidi che riescono a catturare tutta la luce e il calore solare necessari per la perfetta maturazione delle uve.

Groppello

Il metodo di coltivazione che ci ha mostrato la signora Anita accompagnandoci in vigna, prevede filari stretti e in pendenza dove la legatura, la potatura, lo sfalcio dell’erba e la raccolta vengono fatti esclusivamente a mano: anche per questo il Groppello è definito vitigno eroico. Bisogna avere forza e un buon equilibrio per inerpicarsi e raggiungere il trattore a monte del vigneto dove svuotare il carico e sembra quasi incredibile che la signora lo faccia ancora e con tanta agilità!

In sintesi, artigianalità, ritorno alla natura, dunque vendemmia a mano, e non in piano ma per un pendio ripido che non consente quasi di stare in piedi: il produttore di Groppello di Revò è una figura poliedrica, romantica e anche un po’ autolesionista. Per lo meno così lo abbiamo immaginato dopo aver ascoltato i racconti della signora Anita su “il marito” e “il figlio”, che così senza nomi propri definisce durante tutta la conversazione. Il primo era Augusto Zedra “El Zeremia”, discendente di una storica famiglia della viticoltura locale e visionario pioniere del Groppello di Revò. Il secondo è Lorenzo che con passione e dedizione porta avanti il lavoro del padre morto prematuramente a 56 anni.

La scelta di prendersi cura del vigneto e di non spiantarlo per coltivare mele ha cambiato radicalmente la vita di Augusto, che era un rinomato chef nelle cucine di alberghi prestigiosi, sulle navi da crociera e poi cuoco nella mensa dell’ospedale di Cles, prima di dedicarsi completamente alla rinascita del Groppello. Lorenzo ne ha raccolto l’eredità credendo fermamente in questo vino frutto di valori etici comuni che rispettano l’integrità, la salute, il terroir, l’autenticità e la biodiversità. Valori condivisi da chi è disposto a pagare qualcosa in più per prodotti sostenibili e coerenti.

Racconto dopo racconto la signora Anita ci ha guidato nella visita alla cantina divisa tra un’area con fermentine di acciaio e un’altra dedicata a barricaia per l’affinamento e l’invecchiamento. Siamo poi passati nella sala degustazione per assaggiare i vini El Zeremia, a partire dallo spumante metodo classico ricavato in purezza da Johanniter, un vitigno a bacca bianca resistente alle principali malattie della vite e che non necessita di alcun tipo di trattamento fitosanitario. Dopo le piacevoli e fresche bollicine abbiamo assaggiato il vino bianco prodotto dallo stesso vitigno impiantato a Revò nel 2008, tra i primi in Trentino.

Altro vitigno autoctono della Val di Non è il Maor, conosciuto come Groppello bianco. Tra i filari di Groppello c’era sempre una bacca bianca ma solo sette anni fa si è avuta conferma che in realtà è un vitigno diverso coltivato in valle fin dal 1400, come dimostrano alcuni documenti conservati in una canonica a Caldes in cui è presente una delle più antiche descrizioni di questo vino.
Lorenzo negli ultimi anni si sta impegnando a far conoscere questo interessante nettare dai sapori e profumi sorprendenti con il sostegno dell’Istituto agrario di San Michele all’Adige che ha condotto le analisi del DNA di questo antico ceppo di vite su piede franco che ha resistito più di 120 anni. E nel 2020 c’è stata la prima vinificazione dell’uva derivata dalle prime 400 barbatelle messe a dimora due anni prima.

Poi, finalmente il Groppello di Revò, il vino per cui abbiamo deciso di venire in Val di Non e visitare la cantina El Zeremia: acidità importante, colore rosso rubino, profumo di frutti di bosco e sapore deciso. Ma la sua peculiarità – ci ha svelato la signora Anita – è quella di contenere il rotundone, il composto responsabile dell’aroma principale del pepe nero.

La selezione è il nome del Groppello derivante dal vigneto storico di oltre 120 anni di età su piede franco, affinato in barriques per 12 mesi e successivamente in bottiglia, un gran vino intenso, scuro, deciso, tannico, capace di reggere il tempo.
Dalle vinacce di Groppello poi si ottiene un’ottima grappa dal profumo e dal sapore pieno, e da alcuni anni in collaborazione con il birrificio artigianale Km8 viene prodotta la GropAle, una birra Red Iga dal colore rosso cerasuolo, in cui l’acidità del mosto del Groppello di Revò viene bilanciata dalle note del malto.

Groppello

Siamo andati via con il sole della Val di Non negli occhi e con qualche bottiglia in mano che ci gusteremo a casa ricordando questa interessante visita tra i vigneti e la cantina El Zeremia guidata dalla coinvolgente signora Anita che continua insieme al figlio Lorenzo l’opera di Augusto venuto a mancare per un tumore nel 2013. Sono loro che mantengono vivo il grande sogno di El Zeremia impegnandosi per una viticoltura rispettosa del territorio e di tutte le fasi di vinificazione per la produzione di vini di montagna.

Cantina El Zeremia
via dell’Emigrante, 15 – Revò di Novella (Trento)
Lorenzo: 347 4577525 – info@elzeremia.it

Scopri Bibibau con noi

Rosalia
Rosalia
This travel blog with the dog is a personal selection of our best experiences, our favorite spots and secrets places around the world curated by Rosalia e Michele.

ARTICOLI CORRELATI

Scopri Bibibau con noi

Scopri i prodotti Mediterrah

ULTIMI ARTICOLI

IJO’ Design: a spalle coperte

IJO’ Design è un brand salentino che fa realizzare artigianalmente mantelle, scialli e stole,...

Belle storie di penna

La penna è per me un fondamentale strumento di lavoro, perché da sempre preferisco...

Moskardin: appunti di viaggio

Moskardin è il nome di un elegante quaderno di viaggio di produzione artigianale e...

Recycle: l’arte del riciclo per i bijoux

Quando si va in vacanza si ha voglia di portare con sé qualche accessorio...

Comments

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here