La prima volta che Raffaele e Gabriella videro l’edificio, una piccola masseria del secolo scorso, era poco più di un rudere. Ma fu amore a prima vista. Situata nella campagna che digrada verso il mare sul ciglio della gravina nelle campagne di Mottola (che abbiamo raccontato qui: https://www.cittameridiane.it/mottola-la-natura-un-set/) con una splendida vista sul golfo di Taranto e i monti della Calabria, era stata a lungo adibita ad abitazione della famiglia del fattore completa di stalle.

Splendida la vista sul golfo di Taranto e i monti della Calabria

La Casa di Gioia

Successivamente, quella che è oggi La Casa di Gioia, è stata abbandonata per oltre quarant’anni. Nonostante ciò l’edificio aveva conservato inalterato il suo fascino. Quindi Raffaele e Gabriella decisero di acquistarlo e di affidarlo all’architetto Carmine Chiarelli per il restauro.
L’intervento ha presentato all’inizio qualche problema poiché la masseria era considerata edificio di pregio storico e l’architetto è stato costretto a rispettare un progetto in grado di ottenere tutte le autorizzazioni per dare il via ai lavori.

La Casa di Gioia

La parte più antica della masseria è un piccolo complesso a ridosso della gravina e non è stata ancora ristrutturata. Gabriella pensa che la sua giusta destinazione d’uso sia quella di ospitare una piccola spa che, insieme alla piscina affacciata sull’aia pavimentata da pietre squadrate a mano che sembrano disegnare un tappeto ideale per osservare i tramonti dietro il profilo dei monti calabri, completerà l’offerta per chi sceglie di soggiornare a La Casa di Gioia.

La Casa di Gioia

Sulla facciata dell’edificio principale ci sono due porte e due date. La prima è relativa alla casa del fattore costruita nel 1908, la seconda è quella sulla dimora edificata successivamente con un piano rialzato accanto a quello già esistente nel 1922.

La Casa di Gioia
L’architetto Chiarelli si era prefissato un obiettivo ambizioso: preservare le caratteristiche della struttura, lasciando immutato l’aspetto esteriore, ma rendendo pratiche e confortevoli le stanze. Le 4 camere presentano pavimenti originali dei primi del Novecento riportati al loro antico splendore e conservano intatto il fascino di una vecchia fattoria. L’unica nota decisamente contemporanea, in fatto di arredo, è data dai mobili di Gervasoni.

La Casa di Gioia

Per il resto, il tempo sembra essersi fermato. Nei locali bassi che fungevano da stalle in un corpo separato da un ampio piazzale si trovano la cucina e la sala per le colazioni.  Questa parte, più moderna e funzionale, è caratterizzata da ampie vetrate che si affacciano sul giardino, un microcosmo dalle mille sfumature, che ai colori tenui dell’uliveto accosta le fioriture vivaci di altre meraviglie mediterranee come i fichi d’India.

La Casa di Gioia

E numerosi sono gli angoli per vivere all’aperto per condividere insieme ai padroni di casa il piacere di stare immersi nella natura.

Un’altra componente essenziale per La Casa di Gioia è il colore: un tempo le masserie della zona erano caratterizzate dalla tinta celeste delle pareti sia esterne che interne che veniva ottenuta con il vetriolo. I proprietari hanno voluto riprodurre quel particolare colore con pitture moderne, ma l’impresa è stata molto ardua per cui si è deciso di dipingere la masseria di bianco prediligendo il colore per gli infissi e molti particolari come gli elettrodomestici e le ceramiche che impreziosiscono le camere insieme a oggetti unici creati manualmente da giovani e affermati designer artigiani pugliesi.

La nuance viene poi declinata nel nome delle stanze: Cobalto, la nostra al piano terra; Lavanda, la stanza al primo piano e l’unica con balcone; Pervinca, nella parte più antica che ospita anche una zona comune con la reception e un grande camino bianco; Indaco, ricavata nella cantina dell’antica masseria.

La Casa di Gioia

“La Casa di Gioia ha rappresentato fin dal primo momento un progetto romantico” – ci dice Gabriella. Che è partito dall’interpretazione delle lettere apposte sul portone dell’edificio insieme alle date, GC iniziali dell’antico proprietario Giovanni Calò, e dalla concomitanza tra l’acquisto e la scoperta per Gabriella di essere incinta per la seconda volta. Alla fine le creature partorite sono state due: la piccola Gioia dagli occhioni azzurri e l’accogliente bed and breakfast. Che non poteva che chiamarsi La Casa di Gioia e diventare un piccolo paradiso da condividere con gli ospiti. E con il terzo bimbo in arrivo, questa volta un maschietto, che presto farà compagnia alle sorelline Erika e Gioia.

La Casa di Gioia
Contrada Marinara 13, Mottola – Taranto
Info: +39 328 6847311 – info@lacasadigioia.it

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