In valigia: “Il mondo visto di Traversa”

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Leggere i racconti di viaggio di Michele Traversa è come farsi una doccia fredda in un afoso pomeriggio d’estate. O come bere una birra fresca in riva al mare seguita da una bella fetta di anguria ghiacciata, magari in una delle tante meravigliose calette del litorale barese comprese tra Giovinazzo e Monopoli. E conoscendo Michele apprezzerebbe sicuramente soprattutto questa mia seconda suggestione. Il libro pubblicato da Les  Flauners è il secondo di Michele in cui vengono raccolti i suoi ricordi di viaggio.

In aggiunta al primo “Per vie traverse”, edito da Stilo nel 2006, “Il mondo visto di Traversa”, risulta ancora più brillante grazie all’alternarsi, nel racconto, delle esperienze da viaggiatore in solitaria per il mondo a quelle vissute in coppia con la moglie Eleonora e anche, successivamente, con i due “Traversini” Martina e Niccolò. Nati già viaggiatori anche loro. Infatti il nostro autore svela che proprio in occasione di due viaggi “galeotti” sono stati concepiti i due piccoli futuri giramondo. Eleonora ha scoperto di essere incinta di Martina durante quello che Michele ha definito “il viaggio che mi ha cambiato la vita”, il tour di 41 giorni in Australia che non è stato solo il loro meraviglioso viaggio di nozze, ma anche l’inizio della loro nuova avventura quotidiana, quella da genitori. Anche Niccolò è stato concepito durante una vacanza in Svizzera, esattamente sulla montagna Jungfrau tra il Canton Vallese e il Canton Berna. Un luogo dove oltre allo sci, e Michele ed Eleonora non sciano, non c’è molto altro da fare, ma in cui come confida il giornalista barese ai suoi lettori, “la caratteristica baita col pavimento riscaldato ci riservò una lieta sorpresa al ritorno. Partiti in tre, saremmo rientrati in quattro”.

Da quel momento i viaggi della famiglia Traversa sono organizzati “a misura di station wagon” con il bagaglio di papà Michele accanto al quale sono sistemati il trolley verde pastello di mamma Eleonora, la mini valigia rosa con Barbie e Ken di Martina e il piccolo borsone rosso con le stampe di Cars di Niccolò. Insomma il Traversa viaggiatore di strada ne ha fatta tanta. Ha raccontato il mondo visto con gli occhi di un ragazzo un po’ hippie “che somigliava a Sandy Marton” con i biondi capelli lunghi e un po’ di chili in meno di quelli che adesso lo fanno assomigliare a un gigante buono sempre pronto al sorriso e all’abbraccio sincero e travolgente. Poi ha scritto dei suoi press tour in giro per il pianeta attraverso i quali ha fatto la conoscenza dei riti e degli usi più strani nei Paesi più disparati accanto a colleghi di ogni nazionalità. E, infine, ha deliziato chi legge con i suoi giri in famiglia, che sono appena cominciati e che sono destinati a divenire un delizioso tormentone. Per cui siamo già in attesa del prossimo libro delle avventure della Traversa Family!

La lettura di questo testo, dal formato quadrato accattivante  e dalla simpatica copertina che ritrae a mo’ di fumetto la famigliola al completo a bordo di un piccolo aeroplano, scorre in modo fluido e cattura l’attenzione stimolando la curiosità del lettore che, storia dopo storia, vive le avventure di Michele quasi in prima persona. E anche se non conosce l’autore, finisce per diventargli amico, incantato dalla descrizione di luoghi, ma soprattutto, di situazioni “speciali”.  Molto interessante la scheda pubblicata alla fine di ogni racconto che propone una ricetta tipica delle zone descritte nel libro, rammentando non solo la grande passione per il buon cibo di Michele, ma anche la sua attitudine a parlarne spesso in qualità di giornalista enogastronomico. Se proprio bisogna trovare una pecca tra le pagine di questo volume è il ricorso a fotografie un po’ anonime che raccontano poco delle avventure del Traversa che spesso cita la sua fedele Nikon, ma non ne fa vedere i risultati.

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