Il Cairo tra caos, fascino e storia

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Il Cairo, la capitale egiziana, è la metropoli più grande dell’Africa contando 22 milioni di abitanti. E non è solo Sfinge, Piramidi, Faraoni e musei. È una città da visitare in più giorni dedicandosi alla scoperta della sua storia attraverso i palazzi con le “mashramiyya”, finestrelle in legno dove le donne potevano affacciarsi senza rischiare di esser viste, le moschee, i minareti e i monumenti di quello che è definito “Il Cairo Islamico”, proclamato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.
Certo è molto caotica con un traffico disordinato e rumori e odori che stordiscono nei vicoli di Khan el-Khalili, il suq del Cairo, dove si trova esposta ogni genere di merce.

Nel cuore della capitale d’Egitto

Il Cairo

Dunque dopo aver reso il nostro omaggio a chi ha reso immortale la storia dell’Antico Egitto, abbiamo raggiunto la Cittadella, Darb al-Ahmar. Si racconta sia stata costruita da Saladino, che morì prima di inaugurarla, sulla collina Mokattam usando i blocchi di pietra di piccole piramidi che sorgevano a Giza. Fu poi scelta come sede del governo dal sultano Muhammad Ali. La Cittadella si estende per 30.000 metri quadrati ed è circondata dalle mura imponenti lunghe due chilometri e fatte erigere da Saladino nel XII secolo.

La porta d’ingresso principale è la Bab al-Nasr, che si apre su una grande piazza dove si trovano la moschea di Mohammed Ali, chiamata anche Moschea di Alabastro per l’utilizzo di questo materiale nella sua costruzione. All’interno ricorda la Moschea di Santa Sofia a Istanbul, mentre il cortile con la splendida fontana, tradizionalmente utilizzata per le abluzioni prima della preghiera, la cupola e la sala della preghiera sono dei veri e propri gioielli per gli intarsi decorativi.

Il Cairo

Dalla sua terrazza panoramica si può ammirare una vista mozzafiato dello skyline del Cairo, comprese le famose piramidi di Giza in lontananza, foschia permettendo. Dall’alto si scorge anche la Moschea e Madrasa del Sultano Hassan, che fa parte dell’insieme architettonico noto come Cairo Storico o Old Cairo. Imponente, grande, bellissima è non solo uno dei luoghi di culto islamici più affascinanti di tutta la città, ma anche una delle moschee più grandi del mondo. Costruita nel 970, ancora oggi ospita l’Università, considerata una delle più antiche al mondo.

A proposito di Old Cairo, oltre a perdersi nel tradizionale Gran Bazar Khan el-Jalili, che risale al 1382 e nacque come caravanserraglio, il luogo i cui si fermavano i mercanti con i loro animali e le loro mercanzie, da non perdere è il Quartiere Copto. Il quartiere è la parte più antica della città del Cairo ed è legata alle origini cristiane dell’Egitto. Sorto intorno alla fortezza romana di Babilonia, le cui mura sono ancora visibili, conserva numerose chiese ed edifici molto interessanti.

A cominciare dalla Chiesa Sospesa costruita nel III secolo d.C. sopra la porta meridionale della fortezza Babilonia, da cui il nome sospesa. Al suo interno custodisce altari dedicati alla Vergine Maria, San Giorgio e Giovanni Battista, ma gli elementi più preziosi sono i numerosi disegni intarsiati in osso e avorio, una miscela di influenze artistiche cristiane e islamiche.

La Chiesa di Abu Serga, è invece dedicata ai Santi Sergio e Bacco, due martiri perseguitati dall’Impero Romano durante il suo dominio sull’Egitto. Secondo la tradizione, la Sacra Famiglia trovò rifugio proprio qui durante la fuga in Egitto. Ed è visitabile la grotta in cui avrebbero vissuto Maria, Giuseppe e Gesù Bambino per circa tre mesi durante il periodo trascorso in Egitto.

Famosa per la sua architettura circolare la Chiesa dedicata a San Giorgio, importante luogo sacro ortodosso. Nel quartiere si trova anche la Sinagoga di Ben Ezra, la più antica del Cairo, simbolo di convivenza religiosa custodisce importanti manoscritti e documenti medievali, che offrono una testimonianza unica sulla storia dell’ebraismo in Egitto. Importante lo è anche per i cristiani in quanto si tramanda che proprio in questo luogo fu ritrovato Mosè bambino, nella sua culla portata dal fiume Nilo che allora passava qui vicino. Nella parte più vecchia della capitale egiziana sorge anche la moschea di Ibn Tulum, la più antica e grande del Cairo con il suo aspetto architettonico risalente al IX secolo e con il minareto a spirale che ricorda quello di Samarra in Iraq.

La passeggiata vi ha messo fame? Old Cairo è il posto giusto per assaporare la vera cucina egiziana gustando salse molto saporite come quella alle melanzane, la babaganush, o l’hummus di ceci, con falafel, pollo arrosto, riso, salsicce di carne chiamate kofta e la tradizionale zuppa Molokhia preparata con  foglie di gombro (Corchorus olitorius), una pianta appartenente alla famiglia delle Malvaceae. 

Il Cairo

Prima di andare via dal Cairo abbiamo voluto saperne di più su quella che è conosciuta come La Città dei Morti o El Arafa, un’immensa necropoli islamica del VII secolo che si estende per circa 7-10 chilometri ed è abitata da una comunità di oltre un milione di persone in case improvvisate all’interno delle tombe, con negozi e bar: un vero e proprio paese nato dall’esodo rurale e dalla carenza di alloggi. Il fenomeno cominciò con le residenze delle persone che si dedicavano alla cura delle tombe dei nobili, ma negli anni la Città è cresciuta espandendosi sempre più diventando uno spazio in cui la vita e la morte si abbracciano.

Il Cairo

Infine la domanda è: perché ci abbiamo messo tanto a raggiungere Il Cairo e le sue meraviglie? Non c’è una risposta ma l’essenziale è averlo fatto scoprendo una città capace di stupire con la sua storia millenaria e i suoi immensi tesori.

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Rosalia
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