Egitto: la prima volta ci siamo stati trenta anni fa. Ci abbiamo messo del tempo a tornare in questo paese che affascina tutti da millenni con la sua storia e i suoi misteri. Ma finalmente abbiamo realizzato il nostro sogno di vedere le Piramidi, entrarci perfino, la Sfinge e i grandi tesori che l’Egitto custodisce tra siti archeologici e musei. Una bella soddisfazione dopo averli studiati sulle pagine dei libri tra i banchi di scuola!
Templi, Piramidi e la misteriosa Sfinge

E non dimenticheremo mai il tramonto tra gli straordinari templi di Luxor e Karnak. Il primo si trova sulla riva del Nilo e fu edificato da Ramses II e Amenofi III. La sua principale e inconfondibile caratteristica è il bellissimo viale delle Sfingi che dà accesso al tempio preannunciando i due grandiosi cortili colonnati che introducono il santuario vero e proprio. Il secondo è il complesso monumentale più grandioso costruito in 1500 anni.

Ma… ci mancavano le Grandi Piramidi, le tombe monumentali di tre faraoni dell’antico Regno appartenenti alla IV Dinastia, i celeberrimi Cheope, Chefren e Micerino, edificate intorno al 2500 a.C.
Allora, approfittando del fatto che da qualche mese, esattamente a novembre dello scorso anno, è stato inaugurato il GEM, l’imponente e avveniristico Grand Egyptian Museum, proprio di fronte alle Piramidi, abbiamo deciso di prenotare un viaggio con meta Il Cairo.
La prima visita, con l’appassionato e coinvolgente Mohamed Alì archeologo da 30 anni e guida da 20, ha visto come meta Giza, dove sorgono le Piramidi più grandi d’Egitto sorvegliate a vista dall’enorme Sfinge, l’animale fantastico con il capo raffigurante il faraone Chefren. Complice la giornata festiva abbiamo trovato pochissima gente e abbiamo avuto il privilegio di ammirare Sfinge e Piramidi da vicino e senza sgomitare per l’inquadratura migliore. La meraviglia più grande? Trovarle praticamente al centro della città e non in mezzo al deserto come le avevamo sempre immaginate!
Mohamed Alì ci ha svelato che finora sono state portate alla luce in tutto l’Egitto ben 124 Piramidi di tutte le dimensioni ma le più note, oltre alle tre di Giza, sono quelle di Saqqara e di Dashur.
La prima, nella necropoli di Memphis, è una piramide a gradoni, precorritrice delle tombe che hanno reso famoso l’Egitto. Mentre la seconda è una piramide a rombo: l’aspetto bizzarro di questa tomba si deve al fatto che a un certo punto della sua costruzione, si dovette ridurre l’inclinazione per evitare il probabile crollo. Non piacque al committente, il Faraone Snefru, per la sua forma strana e goffa per cui se ne fece costruire un’altra.
Ma rimane un mistero come questi monumenti imponenti che hanno affascinato i viaggiatori di tutto il mondo siano stati realizzati con il lavoro di architetti, ingegneri, matematici, operai e schiavi. Invece è noto cosa rappresentano: l’immenso desiderio dei Faraoni di continuare a vivere per sempre attraverso le loro tombe-simbolo.

Le Piramidi infatti furono costruite per volere dei Faraoni della IV dinastia come sepoltura e per celebrare la loro potenza. I defunti venivano mummificati e collocati all’interno dei sarcofagi insieme a un ricco corredo funerario. La loro forma piramidale che svetta verso l’alto, secondo gli antichi egizi, era un modo per facilitare il faraone nella sua ascesa verso il cielo e verso l’immortalità.

La Piramide di Micerino, il figlio di Chefre, è alta 62 metri ed è la più piccola delle tre piramidi nonché l’ultima a essere realizzata nella piana di Giza.
Qui siamo entrati per la prima volta all’interno di una Piramide. Si tratta di quella di Teti, fondatore della VI Dinastia che appare dall’esterno come una collina rovinata a causa del saccheggio dei rivestimenti nei secoli passati, ma all’interno custodisce geroglifici ben conservati, un soffitto stellato e il sarcofago di basalto del faraone, con il coperchio rotto dai ladri di tombe: il primo a contenere iscrizioni.


Oltre alla piramide principale, Saqqara ospita numerose mastabe e tombe di nobili che sono una preziosa fonte di informazioni per la conoscenza della società e dell’economia di quel periodo storico. Come quella di Kagemni, alto funzionario di corte, composta da sette stanze le cui pareti sono decorate con scene di vita quotidiana dell’antico Egitto dalle figure umane e animali straordinariamente dipinte.
La necropoli, che si estende per ben 9 chilometri quadrati, continua a essere oggetto di scavi da parte di missioni internazionali, inclusa una italo-olandese, che portano regolarmente alla luce nuovi reperti.























