L’Accademia Italiana della Cucina fu fondata il 29 luglio 1953, a Milano, dalla mitica figura di Orio Vergani, grande scrittore e commediografo, ma anche critico d’arte, cronista e personaggio di primo piano nel mondo del giornalismo, della letteratura e dell’arte. Nel 2003 l’Accademia è stata riconosciuta Istituzione Culturale della Repubblica Italiana con lo scopo di tutelare le tradizioni della cucina italiana, di cui promuove e favorisce il miglioramento in Italia e all’estero.
Michele nella Delegazione di Manduria
Insomma, l’Accademia Italiana di Cucina può essere considerata a ragione un pilastro relativamente a una delle espressioni più profonde della cultura del nostro Paese, quella gastronomica. Abbiamo conosciuto la sua attività attraverso le parole del caro amico Bruno Garofano responsabile della Delegazione di Manduria dell’Accademia Italia della Cucina. Esservi ammessi è sicuramente un privilegio, per cui siamo molto orgogliosi di esserne entrati a farne parte proprio grazie a Bruno che ha caldeggiato la candidatura di Michele.

Sono 223 le delegazioni in Italia e la Puglia ne vanta ben 11, tra Altamura, Castel del Monte, Bari, Brindisi, la Valle d’Itria, Foggia e il Gargano, Lecce, Manduria e Taranto. E anche se l’appartenenza territoriale ci legherebbe a Bari, su invito dell’amico Bruno e con il nulla osta dell’amico e collega Vincenzo Rizzi, delegato di Bari, siamo rientrati in quella di Manduria. In realtà l’Accademico è Michele, mentre io e Otto siamo gli accompagnatori. La cerimonia di investitura si è tenuta presso la Masseria Pozzi inaugurata 4 mesi fa da Michelangelo Fanigliulo e sua moglie Anna nelle campagne di Manduria.
Qui, nell’ampio giardino, prima abbiamo incontrato gli associati della delegazione di Manduria gustando orecchiette fritte con un calice di Bollicine Valdobbiadene Villa Sandi e poi, intorno a un tavolo conviviale a ferro di cavallo, abbiamo gustato le specialità dello chef Gianni Vestri. Con Michele sono stati dichiarati accademici della Delegazione di Manduria Anna Maria De Luca Presidente Donne della Grappa e l’ingegnere Gaetano Venuti.

La riunione conviviale è stata introdotta dal delegato Bruno attraverso il rituale scampanio seguito dalla presentazione dei nuovi ammessi a cui sono stati consegnati i rispettivi kit: ad Anna Maria corredato di foulard e ventaglio, oltre al distintivo che è stato ricevuto anche da Michele e Gaetano. Mentre bisognerà attendere la prossima occasione conviviale per la consegna delle cravatte che a causa della pausa agostana non sono arrivate in tempo da Napoli.

Nel frattempo in tavola è arrivato un duo di creme bicolore, burro montato alla polvere di alici di Cetara e una reinterpretazione di pane e pomodoro, raccontato dallo chef come ricordo della merenda della sua infanzia, accompagnate da un pane home made a base di farina 5 stagioni ideale per gli impasti a lunga maturazione.

Come amouse bouche è stato proposto un cestino di pasta frolla, caprese e basilico liquido, seguito da una mini tartare di podolica con fonduta di canestraio pugliese e tartufo nero estivo, abbinati a un fresco Sauvignon Alto Adige Doc della Cantina Tramin. Il rosato Cicala Igp Salento di Agricola Felline ha accompagnato il primo piatto: un delizioso raviolo all’uovo ripieno di burrata, salsa di datterino giallo e capocollo di Martina Franca. Per secondo sono state servite bombette fatte in casa con spuma di patate e cicoria selvatica ripassata che si sono sposate alla perfezione con il Susumaniello Igp Salento di Li Veli.

Molto apprezzato l’intervento dell’Accademica Anna Maria De Luca sulla sua ultima esperienza a Mesagne durante il Primo Trofeo Master del Susumaniello in cui si è classificata terza dopo la prova servizio con il cavatappi bilama poco conosciuto persino dagli appassionati.
La riunione conviviale, conclusasi in dolcezza con spumoncino leccese e babà, è stata il nostro primo incontro con i componenti della Delegazione di Manduria e ci ha introdotto nel mondo dell’Accademia Italiana della Cucina confermandone l’importanza della missione accademica attraverso le parole dello chef Vestri che propone una cucina circolare e con zero spreco. Una cucina che custodisce le ricette della tradizione ammiccando a quelle che ricordano l’infanzia e le pietanze comfort food, quelle preparate da nonne e mamme, ma allo stesso tempo le rinnova secondo i dettami della contemporaneità nelle soluzioni di servizio e di consistenza.

Un esordio che merita sicuramente un bel voto e che ha visto partecipe anche Otto “custodito” per tutta la durata del pranzo dall’Accademico Gherardo De Carlo e poi premiato con una bella passeggiata nel grande giardino di Masseria Pozzi prima di salutare tutti e dare appuntamento alla prossima riunione conviviale.
















Complimenti a Michele per questa investitura! In che cosa consiste l’incarico?
L’accademico è tenuto alla tutela e alla valorizzazione delle tradizioni della cucina italiana e della cultura della tavola, attraverso la ricerca, l’organizzazione di convegni e incontri conviviali, nonché la promozione e la conoscenza di locali e prodotti di qualità in Italia e nel mondo. A me invece toccherà scrivere articoli e magari anche guide…