Anche Patrizia di Italia Città d’Arte quest’anno è stata in Francia, anche se solo a Nizza e solo per pochi giorni. Il nostro però è un modo di viaggiare che oltre a cercare entusiasmo per ogni nuova esperienza, vuole aggiungere anche un senso, una sostanza, un contenuto. Perciò, anche se questa è una pagina di diario molto breve rispetto al tour intrapreso da Città Meridiane, regala comunque una occasione per confrontarsi.
Tre giorni a Nizza
Entro in Francia appena oltrepassata Ventimiglia all’uscita da una galleria d’autostrada, ed è una notifica di benvenuto sul telefono a confermarmelo. Francia e Italia, pur vicine di pianerottolo, pur simili nella lingua, restano comunque due paesi diversi, anche se mentre cavalchi la costa non si direbbe. La vegetazione, il paesaggio, sono il patrimonio che abbiamo in comune, del tipo che non conosce confini politici. Se non fosse che è tutto scritto in francese, e che le bandiere esposte sono tricolori ma con il blu al posto del verde, non ci si accorgerebbe di essere all’estero.
Di Nizza ricordavo di esserci passata di notte mentre tornavo dalla Spagna a Torino un bel po’ d’anni fa. Mi avevano colpito certi palazzi illuminati e mi ero ripromessa di andarla a vedere un giorno. Giorno che è arrivato a maggio 2026, come ultima tappa dell’itinerario Genova-Ventimiglia. Importante da sapere è che in Francia prima o poi la dogana ti ferma, sia in entrata che in uscita. Ammetto che è un po’ molesto, però trasmette un senso di regolamentato.

In tre giorni ho ammirato la piazza Massena, Notre Dame (sì, proprio la cattedrale con la stessa facciata di Parigi), il Mercato, ho assistito per caso a un matrimonio civile, visitato due musei, ammirato in compagnia di sole splendente la Cote d’Azur dal parco del castello, passeggiato fino a piazza Garibaldi che per un attimo mi ha riportato nella mia Torino, visto il porto, e ammirato la scenografica Promenade des Anglais di giorno e con la luna, colle sue spiagge sia private che libere, e animata da musica e facciate celebri del Casino e del famoso grand hotel Negresco dai prezzi liberamente folli (30.000 euro per dormire una notte sola nella suite regina??). Ho poi saputo che esisteva persino un secondo Casino sul mare, ma se lo portò via l’ultima guerra.
Le tracce di Belle Époque
Che cosa colpisce il mio occhio da subito? Le tracce di Belle Époque ovunque ti giri. A cominciare dalla gare, la stazione. Qui venivano a stare tanti inglesi quando arrivava l’inverno. E poi la pulizia, il decoro. Hanno persino trovato la maniera di tenere sotto controllo i piccioni inventandosi una piccionaia al chiuso i cui primi inquilini vengono catturati, nutriti e tenuti dentro per il tempo sufficiente a prendere confidenza e così attrarne altri. Certo, con quei bei palazzi che hanno, il rischio “inguanamento” è alto.
Non si può dire che i servizi lascino a desiderare. Per esempio, mi pare indovinata l’idea della pista ciclabile separata dalla zona pedonale, con tanto di segnaletica ai pedoni di guardarsi bene intorno prima di attraversare. I punti di chiamata alla polizia locale posizionati un po’ ovunque evitano di perder tempo a cercare il numero da farsi nei casi d’emergenza. Non ho dovuto fare una coda troppo lunga per l’ascensore al parco, e i funzionari mi sono sembrati in generale molto affabili.
Una cosa invece non ho capito bene: la gestione dei rifiuti sulla famosa Passeggiata, di cui ho percorso solo metà perché è lunghissima e arriva fin quasi a toccare l’aeroporto. Non ho visto contenitori per la differenziata, ma di un unico tipo che comprime.
Il legame con l’Italia

Voi prenotereste al Negresco se aveste i mezzi? Be’, diciamo che se fossi ricca… magari sì. Ma lo farei per curiosità, non perché sia fondamentale per portarsi a casa dei bei ricordi per la vita. Disponendo di un budget più limitato dormo invece in ostello. Ma adotto un modo di viaggiare che credo possa accomunare entrambe le tasche: non confondere il luogo con i servizi. Mai.
Perciò, ostello o grand hotel, l’importante è conoscere Nizza la bella. Io poi avevo anche un motivo molto coerente con il mio ambito travel, e cioè che Nizza ha una storia legata all’Italia.
Visita a Villa Masséna
Per questo ho voluto subito visitare la Villa Masséna, costruita a fine 800 e progettata dall’architetto danese Tersling, uno dei più in voga durante la Belle Époque. Venne commissionata in onore di André Massena, maresciallo e anche luogotenente di Napoleone, e donata infine alla città per farne un museo. Sorge al centro di un magnifico giardino.
La visita ci aiuta a ripercorrere le fasi della città, da secoli sotto il dominio dei Savoia, fino all’inizio del nostro Risorgimento, con la svolta di Carlo Alberto che promulga lo Statuto e il regno in una monarchia parlamentare. Suo figlio Vittorio Emanuele II diventerà il primo re d’Italia. Consapevole però di aver bisogno di un alleato potente per cacciare gli austriaci dal nord, lui e Cavour si rivolgono a Napoleone III, il quale a cambio del favore riceverà Nizza e la Savoia, con grande disgusto di Garibaldi, che proprio qui era nato e a cui il comune ha dedicato una bellissima piazza che ricorda molto il “salotto” di San Carlo a Torino.
La collezione Chagall
Il secondo motivo che mi ha portato a Nizza riguarda l’arte. Volevo vedere la collezione di opere dedicate a soggetti dell’Antico Testamento, iniziata negli anni ‘50 e poi donate alla città da Marc Chagall, il famoso pittore naturalizzato francese ma nato in Bielorussia.
L’idea iniziale era quella di decorare una chiesa in modo da poterla riaprire al culto. Il progredire dei lavori portò però il maestro a fare una scelta diversa, che forse al suo posto avrei fatto anch’io: perché rinchiudere tutto in un edificio quando si può, donando tutto allo stato, far sì che tutti li possano vedere? In effetti si tratta di opere che parlano all’uomo del rapporto con Dio. E non raccontano lo svolgersi cronologico degli episodi così come sono raccontati nella Genesi e nell’Esodo, ma seguono un linguaggio più personale.
Non si tratta infatti di un semplice interessamento al tema, ma di qualcosa di più intimamente legato alla sua formazione, essendo nato in una famiglia ebraica. Chagall studiò la Bibbia e fece anche viaggi in Terra Santa. Poi produsse opere in tema senza però perdere il dialogo con le avanguardie francesi.
Già che c’ero avrei potuto andare a vedere anche Matisse, ma ho preferito fermarmi a Chagall perché attratta dal colore vivace tipico del suo dipingere. Quando poi un altro giorno io & Rosalia torneremo laggiù, sicuro che ci scapperà anche un’escursione ad Antibes, che ospita un museo dedicato a un altro grande: Pablo Picasso. Parbleu!
Villa Exupery, ostello in ottima posizione
Il resto dell’esperienza è stato lo svolgersi della vita quotidiana, il dover cercare un supermercatino per la spesa, dare un’occhiata a qualche negozio, il che di per sé è già una piccola avventura. Abituata in Italia a certi nomi, chissà se esistono anche in Francia? A parte un Despar che ho scovato in un angolo, e da cui sono sono uscita coi capelli dritti per i prezzi incredibilmente ancora più alti di quelli già alti che dominano i miei appuntamenti colla spesa.
Posso dire bene del Villa Exupery, l’ostello in ottima posizione dove ho dormito. Captando in una lingua e l’altra le impressioni dei giovani che si raccontavano dov’erano stati e cos’avevano visto, ho capito che non c’è età per viaggiare, ma che ogni età rappresenta una tappa importante. La loro, come anche quella dei bambini, si concentra sul fare esperienze per poter capire e interpretare il mondo in cui vivono. La nostra, come dicevo in apertura, cerca di più. E solo la conoscenza del luogo la può davvero soddisfare.
Ritorno a casa
L’ultima notte dormo niente. Suona la sveglia, zompo in piedi, prendo al volo il Flixbus, scendo a Genova ricordando Nizza più attraente ed elegante, ma anche tanto turistica (dato che in quella direzione si è sviluppata). Continuo il viaggio in treno e nel pomeriggio eccomi di nuovo a Firenze. Disfo la valigia, metto un po’ di cose subito a posto, poi mi sdraio “per rilassarmi un pochino” e finisco in un sonno profondo che quando mi risveglio mi sembra di essere stata su Marte. Eppure era solo stamattina…
Te lo ricordi, Patrizia, quel dog-aniere quattrozampe? Per voi lascio la fotina qui sotto. Pensa un po’ se a bordo ci fosse stato anche Otto…

Hai voglia di proseguire il racconto, ed esplorare il resto dei miei Progetti di Viaggio in ITALIA? Per esempio coi tre mondi di Genova, due giorni prima di arrivare a Nizza: https://italiacittadarte.substack.com/p/tre-mondi-di-genova
Se invece vuoi continuare il viaggio alla scoperta di tante meraviglie di Francia con Rosalia, Michele e Otto, inizia da qui: https://www.cittameridiane.it/tag/francia/

























