Besançon, dalla Boucle alla Citadelle

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Besançon è una città gioiello che vanta un ricchissimo patrimonio architettonico, ma nonostante ciò è meno nota di altre città francesi. Noi per primi ne avevamo sentito parlare ma non l’avevamo mai inserita nei nostri giri d’Oltralpe. Qui si respirano 2000 anni di storia che partono dall’antica città gallo-romana chiamata Vesontio fondata nel I secolo a.C. Successivamente Giulio Cesare ne parla nel “De Bello Gallico” dopo averne conquistato il sito strategico nel 58 a.C. durante la campagna in Gallia.

Una città elegante tra arte e orologi

Oggi Besançon è il capoluogo della regione Borgogna Franca Contea e si sviluppa lungo le scenografiche anse del fiume Doubs, sovrastata dalla Citadelle capolavoro di Vauban e dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2008.
Non potevamo certo non accogliere l’invito di Explore France e dell’Ufficio del Turismo di far tappa in città modificando il nostro tour. Peccato per la giornata uggiosa che non ci ha permesso di godere fino in fondo degli spettacolari panorami che si ammirano dagli alti spalti delle mura della Citadelle. 

Il nostro itinerario è partito in salita dalle rive del Doubs fino alla fortezza militare costruita dall’architetto Sébastien Le Prestre de Vauban, ingegnere militare di re Luigi XIV, sulla collina di Saint Etienne tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo. La fatica è stata ripagata dalla vista eccezionale che si gode sulla città, ma ci sono modi più semplici, come l’auto e il pullman, per raggiungere quello che è considerato il simbolo di Besançon, nonché il monumento più visitato della Borgogna Franca Contea.

Besançon

Al suo interno, superati il ponte, la grande porta e un’altra ripida salita tra il verde dei giardini, ci sono il Museo della Resistenza e della Deportazione, il Museo della Franca Contea e il Museo sperimentale di rare specie botaniche, diviso in cinque aree: il Giardino Zoologico, l’Acquario, l’Insectarium, il Noctarium e il Naturalium.

Mi sarebbe piaciuto molto visitare il Museo della Resistenza: qui i tedeschi imprigionarono gli alleati fino al 1944, fucilando circa cento partigiani, mentre dopo la liberazione toccò ai tedeschi esservi rinchiusi. Oggi raccoglie oltre 100.000 oggetti, tra cui una collezione di arte della deportazione, unica nel suo genere in Europa. Non abbiamo potuto purtroppo accedere in quanto i cani non sono ammessi all’interno della Citadelle ma dirigendoci verso il cammino di guardia che regala splendide vedute di Besançon dall’alto abbiamo notato strane presenze sulle mura: stambecchi e scimmie gelada, che nonostante i loro territori siano geograficamente molto lontani qui convivono pacificamente. 

Besançon

Un tratto di strada in discesa collega facilmente la Citadelle al nucleo storico della città chiamato La Boucle, cioè l’anello, circondato da 7 colli su alcuni dei quali sono ancora visibili antichi forti difensivi. In uno di questi che ancora oggi vanta una vista privilegiata sulla cittadina da una parte e verso il massiccio del Giura dall’altra abbiamo trascorso la notte.

Trasformato in una piacevole struttura chiamata La Maison du Fort de Fontain unisce 3 accoglienti case indipendenti che gli attuali proprietari Marie-Anne e André Spony hanno ricavato nel forte costruito nel XIX secolo su progetto dell’ingegnere militare e generale Séré de Rivières e mai utilizzato. Dal 2016, Marie-Anne e André accolgono i loro ospiti nelle dimore che riprendono nei nomi i personaggi legati alla sua storia: il generale Séré de Rivières, il maresciallo Mac-Mahon e Marulaz, il difensore di Besançon durante l’assedio del 1814.

La nostra comoda e ampia casa è stata quella dedicata a Séré de Rivières, che si sviluppa su due piani, con due bagni e due camere da letto, un accogliente living con divani, poltrone e angolo pranzo e ben due terrazze affacciate sui boschi che abbracciano il forte fino alle cime della catena del Giura che separa la Francia dalla Svizzera. Il Forte non è aperto al pubblico ma è visitabile se accompagnati da André che questa volta non ha potuto farlo, per cui i gentilissimi e premurosi padroni di casa si sono offerti di ospitarci ancora per poter approfondire la storia della Maison du Fort de Fontain. E noi speriamo di poter approfittare presto di questo gradito invito. 

Passeggiando per la città si palpa nell’aria  un’atmosfera raffinata e attenzione per la cultura, ma si coglie anche il dinamismo di un centro pieno di vita garantita dalla presenza dell’università della Franca Contea, ma non congestionato nonostante il brulicare di passanti tra brasserie, ristoranti e vetrine. 

Nel corso della visita la nostra attenzione è stata catturata dall’Hôtel Boitouset, elegante dimora costruita nella seconda metà del XVIII secolo come residenza del canonico Francois Boitouset: non è visitabile ma sulla la facciata spicca una bella meridiana. Come non fermarsi al volo sotto la pioggia per fotografare ciò che abbiamo scelto come nostro simbolo?

Besançon

Di fronte una breve scalinata conduce all’entrata della Cattedrale dedicata a San Giovanni, capolavoro architettonico che fonde stili romanici, gotici e barocchi. Famosa per la rarissima pianta a doppio coro opposto con un’abside gotica e un’abside barocca ai due estremi della navata centrale, vanta il vero tesoro all’interno del campanile: un orologio astronomico assolutamente unico.

Realizzato dal 1857 al 1860 dal maestro orologiaio di Beauvais Auguste-Lucien Vérité su richiesta del cardinale Matthieu, è composto da oltre 30.000 parti e 11 movimenti.  I 57 quadranti, ognuno raffigurante scena di vita di Gesù, circondato da varie figure religiose, Madonna, Santi, Angeli, possono fornire oltre 100 indicazioni diverse quali ora, stagioni,  movimento dei pianeti, eclissi solari, fasi lunari, segni zodiacali, maree e solstizi in oltre 20 Paesi del mondo. Guardarlo ipnotizza!

Dopo aver visitato queste meraviglie abbiamo proseguito verso l’Arco Niger chiamato anche Porta Nera eretto nel 175 a.C. per celebrare le vittorie di Marco Aurelio: realizzata in pregiata pietra di Vergenne e alta circa 20 metri segna l’accesso alla cittadella fortificata ed è inserita nella lista dei Patrimoni Unesco. Nei pressi le vestigia dell’antica Vesontio tra ciò che resta del grande anfiteatro e dell’acquedotto e le colonne di un teatro. A pochi passi le case natali di Victor Hugo e dei fratelli Lumière a pochi metri di distanza l’una dall’altra.

Besançon

Besançon

Sulla Grand Rue, la via principale, tra eleganti palazzi di varie epoche, la sede del Comune e il Palais Grenvelle, risalente al XVI secolo, che nelle sue sale ospita il Museo del Tempo, ricco di pezzi unici che illustrano la tradizione orologiaia di Besançon, dal 2020 patrimonio immateriale UNESCO, in cui fino al secolo scorso c’erano circa 400 laboratori, una scuola di orologeria e un Osservatorio che monitorava e diffondeva le conoscenze artigiane.

Quando il sole è riapparso ci siamo seduti alla Brasserie Grenvelle per un aperitivo nella piazza alberata prima di recarci a cena presso Le Cercle, dove abbiamo potuto degustare la raffinata cucina locale in un  ambiente elegante in cui erano presenti ben 6 cani ma non si sentiva volare una mosca!  

In collaborazione con Explore France, Besançon-Tourisme, Region Bourgogne Franche Comte

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Rosalia
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