48 ore a Roma

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48 ore a Roma: dopo quindici anni che non ci tornavamo sono state poche ma tanto intense! L’occasione è stata quella di partecipare alla giornata organizzata da In Viaggio con Corriere per la visita alla mostra Caravaggio 2025 presso Palazzo Barberini e alle collezioni della Galleria di Palazzo Colonna. Quando abbiamo deciso di prenotare c’era ancora Papa Francesco e nessuno poteva aspettarsi tutto ciò che è accaduto nel frattempo, tra la morte improvvisa di Papa Bergoglio il Lunedì in Albis, il suo funerale, il conclave e la successiva investitura di Robert Francis Prevost come Papa Leone XIV.

A Roma tra arte, storia e spiritualità

Naturalmente questi storici accadimenti hanno fatto confluire, in una Roma già strapiena di turisti e pellegrini per il Giubileo, una fiumana di gente in più. Per cui il nostro pensiero è stato rivolto soprattutto alla possibilità di godersi la città senza troppo stress, scansando per quanto possibile i luoghi più affollati. E ce l’abbiamo fatta!

A cominciare dalla scelta del posto dove pernottare che abbiamo scelto in una delle zone più tranquille di Roma: l’Hotel Oceania che si trova di fronte al Ministero della Difesa e a qualche centinaio di metri dal Quirinale nel meraviglioso palazzo sede della Tavola Valdese, l’organo che rappresenta la Chiesa Valdese, Unione delle Chiese metodiste e valdesi. Un luogo in cui regna il silenzio interrotto soltanto da canti e musica che provengono dalla chiesa sottostante arricchita da bifore e preziose vetrate. Accolti da Mario e Marius in reception abbiamo conosciuto anche i simpatici proprietari dell’albergo Kira e Stefano che fin da subito ci hanno fatto sentire a nostro agio e con cui abbiamo piacevolmente chiacchierato durante la ricca colazione in cui, tra cornetti, plumcake, yogurt e marmellate, non manca il tocco salato della focaccia bianca con la mortadella.

Roma

La prima mezza giornata l’abbiamo dedicata a una passeggiata nel cuore di Roma dove svetta la Colonna Traiana fino a via del Corso sul quale si apre l’accesso a Palazzo Doria Pamphilj, un concentrato di arte e storia che non è affollato come altri luoghi della città, nonostante già Stendhal nel suo “Passeggiate romane” lo consigliasse ai turisti tra i luoghi della Capitale da visitare assolutamente.

Roma

La Galleria Doria Pamphilj, ricolma di capolavori ineguagliabili, fu creata nel 1651 da Giambattista Pamphilj, salito al soglio pontificio col nome di Innocenzo X. Vi sono esposte opere di Raffaello, Tiziano, Parmigianino, Annibale e Ludovico Carracci, Velasquez, Brueghel il Vecchio. Tra i tanti capolavori anche tre dipinti del Caravaggio, “Riposo durante la fuga in Egitto”, “San Giovanni Battista” e “Maddalena”, che hanno anticipato l’emozione del giorno successivo di osservare da vicino e senza folla nella visita guidata dai curatori gli altri 24 esposti nella mostra Caravaggio 2025 a Palazzo Barberini.

Durante il tour con audioguida si accede anche agli appartamenti privati della famiglia Pamphilj a cui nel 1760 subentrò il ramo dei Doria Pamphilj, che ancora oggi detiene la proprietà del palazzo. Attraverso la voce dell’ultimo discendente, Jonathan Doria Pamphilj, si scopre la storia della famiglia ammirando le sale che si susseguono sempre più riccamente decorate fino alla Sala del Trono, in cui cattura l’attenzione la seduta rivolta verso il muro: secondo un’antica tradizione romana il trono, appartenuto a Papa Innocenzo X, viene girato solamente in occasione della visita di un pontefice che è l’unico autorizzato a usarlo.

Roma

Lascia a bocca aperta anche il Salone Aldobrandini con al centro una grande scultura di marmo di età Antonina raffigurante un Centauro e alle pareti una ricca serie di sculture e sarcofagi. Tra i quadri la “Salomè” di Tiziano, il “Doppio ritratto” di Raffaello e la grande tavola con la “Deposizione” di Giorgio Vasari.

Interessanti anche la Cappella progettata da Carlo Fontana nel 1689-91 e il cortile adorno di colonne attribuito al Bramante, architetto e pittore fra i maggiori del Rinascimento, amico e collega di Leonardo, Michelangelo e Raffaello.

Con ancora la meraviglia negli occhi abbiamo continuato il nostro itinerario tra la Roma monumentale passeggiando tra Pantheon e Piazza Navona riservandoci una sosta aperitivo al Caffè della Pace, istituzione storica della Capitale ai cui tavoli si sono accomodati Sofia Loren, De Niro, Bono Vox, Al Pacino, Mel Gibson, Madonna, ma anche Francis Ford Coppola, Monicelli e Fellini.

Per la cena, rigorosamente a base di piatti romani, abbiamo scelto l’Osteria da Francesco in piazza del Fico dove abbiamo gustato, abbinati a una bottiglia di Collefurno a base del vitigno autoctono Cesanese, la cacio e pepe e la carbonara, seguite da uno squisito abbacchio con contorno di vignarola e per concludere il maritozzo alla panna: bisognava pur rinfrancarsi dalla lunga passeggiata!

Caravaggio

Il giorno dopo, come già anticipato, lo abbiamo dedicato alle visite della mostra Caravaggio 2025 e delle collezioni di Palazzo Colonna insieme al gruppo che ha raggiunto Roma da tutta Italia per partecipare alla giornata organizzata da In Viaggio con Corriere e guidato dal giornalista del Corriere della Sera Paolo Conti.

Prima abbiamo raggiunto la vicina chiesa di Santa Maria della Vittoria dove siamo rimasti incantati davanti alla splendida scultura “L’Estasi di Santa Teresa”, una delle più famose del Bernini realizzata in marmo e bronzo dorato. Posta al centro della Cappella Cornaro rappresenta un capolavoro assoluto dell’arte barocca con le figure che sembrano galleggiare nell’aria.

in viaggio

Dirigendoci poi verso Palazzo Barberini, la sede della mostra sul Caravaggio, ci siamo imbattuti in un altro capolavoro di Gian Lorenzo Bernini: la fontana del Tritone realizzata tra il 1642 e il 1643, su incarico di Papa Urbano VIII Barberini per adornare la piazza dominata dal nuovo palazzo della sua famiglia, che abbiamo ammirato anche dall’alto della terrazza del Sina Bernini Bristol durante il pranzo al ristorante Il Vizio. Sulla base della fontana, tra i quattro delfini dalle code intrecciate, sono posti gli stemmi papali con le api, simbolo araldico della famiglia Barberini.

Non sono gli unici esponenti del mondo animale cari alla famiglia. Un leone accoglie i visitatori all’ingresso di Palazzo Barberini e si racconta che nel ‘600 era addirittura possibile incontrarne uno vero, allevato quale simbolo vivente di forza, fierezza e nobiltà della casata.
Dopo aver ammirato lo splendore delle collezioni dei Doria Pamphilj siamo dunque stati rapiti dai tesori conservati all’interno di Palazzo Barberini e di Palazzo Colonna che abbiamo potuto visitare in esclusiva.

 Mentre da soli abbiamo allungato i nostri giri verso i “palazzi del potere”, dal Quirinale al Viminale, fino a raggiungere la Basilica di Santa Maria Maggiore per il doveroso omaggio alla tomba di Papa Francesco, quasi una nota stonata nella sua austera semplicità all’interno del grande duomo barocco e riccamente decorato che custodisce la più importante icona mariana, la Salus Populi Romani e la reliquia della Sacra Culla, la mangiatoia in cui fu adagiato il Bambin Gesù.

DOVE DORMIRE

Hotel Oceania
Via Firenze, 38 – Roma
Info: +39 06 4824696 – info@hoteloceania.it

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Rosalia
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