Vino e cibo in punta di dita al Saicaf di Bari

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Una serata per chi ama la cucina gourmet e il buon vino: questa può essere una sintesi efficace dell’aperitivo di venerdì 29 aprile a base degli innovativi finger food che strizzano l’occhio alla tradizione preparati dallo chef barese Luigi Rana e abbinati ai vini della cantina Trullo di Pezza di Manduria. L’incontro, tra cibo, vino e musica curata da Ciccio Db dj, è avvenuto presso il Gran Caffè Saicaf di Bari dove i cultori del buono e del bello sono stati coinvolti da Aldo Guarino, patron della storica caffetteria del capoluogo pugliese.


L’abbinamento tra i vini della cantina delle sorelle Marika e Simona Lacaita e le proposte del giovane ma già affermato chef barese Lugi Rana ha celebrato anche il sodalizio tra due territori molto affini, quello barese e quello tarantino, come ha sottolineato presentando la serata Monica Caradonna, che cura la comunicazione dell’azienda Trullo di Pezza. Un’azienda che pur non vantando un ricco passato, si fregia di un presente frizzante e dinamico che poggia le sue basi sulla tradizione di un territorio vocato. Infatti, prende il nome dalla Masseria di proprietà della famiglie Lacaita Pietro e Parisi Giuseppa che risale al 1830 ed è situata su un vasto pianoro verdeggiante circondato da vigneti e uliveti. Ed è proprio dalla storia della Masseria che sono stati estrapolati i nomi delle sei etichette dei vini prodotti che derivano da agricoltura biologica e sono caratterizzati da freschezza ed equilibrio.

In degustazione il simbolo del territorio di appartenenza, il primitivo di Manduria Mezzapezza, che è stato abbinato a una minilingua di suocera croccante con fico secco, capocollo di Martina Franca e crema di cavoli e scamorza affumicata, mentre la più delicata galletta di riso ai cereali con zucchine all’aceto di mele ha trovato come suo ideale “compagno” il 10 Grana il fiano di casa Trullo di Pezza. Decisamente riuscito il connubio tra la cartelletta salata con mousse allo stracchino con salmone marinato allo zucchero di canna e fiori di camomilla con lo Speziale, il rosato di casa ottenuto da uve Negroamaro. Dopo i finger food è stato servito un assaggio di primo: cavatelli con farina di ceci neri con crema di piselli, burrata, lime e nocciole accompagnati dallo Scarfoglio, l’aglianico di Simona e Marika Lacaita.

Ancora una conferma per Luigi Rana, sempre attento a valorizzare prodotti locali e ingredienti del territorio con ricette fresche e innovative in delicato equilibrio tra il dolce, il salato e l’umami, gusto di origine orientale ormai entrato a far parte del nostro patrimonio di sapori grazie alle perfette contaminazioni che chef con esperienza internazionale come il nostro amico barese, hanno introdotto nella cucina di tradizione. Una sorpresa i vini, da noi fino a questo momento conosciuti solo di nome e apprezzati durante la serata a loro dedicata. E se il primitivo non poteva riservare né dubbi né sorprese, data la zona di provenienza e di produzione della famiglia Lacaita, una piacevole scoperta è stata determinata dal rosato Speziale, dal color rosa corallo luminoso, dall’intenso profumo e dal gradevole gusto fruttato, con rimandi a frutti di bosco e lamponi.
Ora non resta che attendere il bis. E siamo sicuri che Aldo Guarino e Luigi Rana ci stanno già pensando…

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