Masseria Celentano è più che una grande fattoria che emerge al centro del Tavoliere delle Puglie in territorio di San Severo: è un vero e proprio borgo, abitato fino agli anni ’60, che ha sviluppato la sua storia nel corso di quattro secoli. L’edificio risale infatti alla fine del Seicento e deve il suo nome alla famiglia napoletana che ne era proprietaria.

Masseria Celentano: un vero e proprio borgo al centro del Tavoliere delle Puglie

Masseria Celentano

All’arrivo nella grande casa ci accoglie Donna Adele, la mamma di Alberto Longo l’attuale proprietario della masseria, che con un grande sorriso ci fa accomodare e sentire subito i benvenuti. Lei, fiera delle sue origini abruzzesi, sembra incarnare una parte di storia di questo luogo che per anni è stata una stazione di posta per la transumanza, che oltre a condurre le pecore da una regione all’altra a seconda delle stagioni, favoriva l’incontro e l’amore tra genti diverse. Poi ci raggiunge la signora Leila che ci accompagna nella visita ai grandi spazi raccontandoci la storia di Masseria Celentano.

“Nel corso del tempo è stata divisa tra due famiglie della zona, Zaccagnini e Cavalli, e poi smembrata ancora e purtroppo una parte è stata anche abbattuta. L’attuale proprietario ha voluto acquistare e restaurare gran parte del complesso, con l’obiettivo di reintrodurre i materiali originali che hanno visto passare di qui, secolo dopo secolo, i protagonisti della transumanza e generazioni di contadini della zona, che nell’enorme aia si alternavano nella battitura del grano”.

Ma a questo punto la storia di una bella struttura si intreccia a doppio filo con quella familiare. Alberto ha voluto comprare questa, tra le tante masserie in stato di abbandono nella zona, perché tra queste mura ha giocato da bambino, perché qui ha vissuto una parte della famiglia. Con grande emozione ascoltiamo il racconto di questi ricordi dalla voce di Leila Stanziano, cugina di Alberto, che in questa masseria è nata. Poi il trasferimento a Lucera con la sua mamma che, nonostante la vita più comoda e confortevole in città, ha sempre rimpianto i tempi trascorsi in questo luogo, quando d’inverno ci si raccoglieva tutti intorno al grande camino per raccontarsi storie e cantare, e d’estate, a fine giornata, ci si riuniva nella grande aia a mangiare, bere e ballare. Storie d’altri tempi che Leila ha sempre sentito raccontare sin da quando era bambina. Poi è tornata a Masseria Celentano a diciotto anni, quando ha accompagnato la mamma che voleva rivedere i luoghi della sua vita passata e felice: ma l’incontro è stato doloroso. I vecchi muri cadenti, i tetti sfondati, il giardino distrutto. Il vecchio borgo era ormai un rudere. E così lo ha acquistato Alberto che, dopo averlo riportato alla bellezza di un tempo, lo ha voluto affidare proprio a lei, alla gentile e amorevole Leila che accoglie gli ospiti come farebbe a casa sua. Perché Masseria Celentano un po’ lo è.

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Gli aspetti conservativi della ristrutturazione hanno compreso il rifacimento del tetto secondo lo stile dell’epoca, il restauro delle travi e dei muri interni ed esterni in mattoni e scelte d’arredo molto calibrate, in sintonia con il carattere del luogo. Grande fascino ha la sala dalla volta a vela dove una volta si facevano i formaggi e poi si procedeva all’affumicatura: le pareti sono nello stesso materiale che veniva impiegato lungo gli argini dei canali, cioè un impasto di fango e pietra che veniva chiamato cruste. E Le Cruste si chiama uno dei vini prodotti dalla Cantina Alberto Longo, situata a Lucera in un’azienda agricola dell’Ottocento di proprietà fino al 1906 della famiglia Cavalli, un luogo in cui insieme alle uve veniva stipato, nelle antiche fosse, il grano.

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Anche i campi intorno a Masseria Celentano sono stati convertiti in vigneti in cui si riconoscono gli ordinati filari di Negramaro, Merlot, Sirah, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Montepulciano. E pure le cinque stanze della struttura prendono il loro nome dai vini della cantina di Alberto Longo: le Fossette, le Cruste, Capoposto, Donnadele, mentre l’ultima, Citerna, dall’olio extravergine.

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La piscina, guardata a vista da due alti pini, si affaccia sulle vigne e completa insieme al ristorante nell’antica stalla, il quadro dei servizi a disposizione degli ospiti. D’estate, poi, la vacanza si arricchisce di un ulteriore elemento: una mini crociera in barca a vela alla scoperta delle coste del Gargano a bordo dello splendido yacht Seathink 4.7.7.

Che dire… Bisogna tornare in stagione per provare anche le intense emozioni che può regalare il mare.

Intanto ci siamo goduti l’ospitalità della masseria nella camera a noi riservata, Le Cruste, che come le altre alterna arredi di antiquariato locale a pezzi più contemporanei. Una vera chicca la suite, ricavata nella cappella della masseria che vanta ancora l’altare originale e il piccolo campanile a vela.

Masseria Celentano
S.P. 20 km 8,00, San Severo – Foggia
Info: +39 0881 539080 – +39 340 3825932
www.masseriacelentano.com – info@masseriacelentano.com

 

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