Ravenna è una città resa unica dall’arte bizantina e dalle memorie dei regni che vi qui si sono succeduti. Oggi si presta come un luogo ricco di monumenti e di storia con un centro a misura d’uomo in cui la vita si svolge tranquilla, senza ritmi frenetici e dove ci si sente sempre ben accolti.
Passeggiando per le sue belle strade si resta affascinati dalle architetture e dallo splendore dei mosaici, ma soprattutto ci si immerge completamente nel passato di una città che è stata per tre volte capitale.
Città del mosaico e del buon vivere


Nel 408 Onorio vi trasferì da Milano una delle residenze degli imperatori d’Occidente dando il via alla trasformazione di Ravenna che, affacciandosi sul mar Adriatico, permetteva facili collegamenti con Bisanzio. Fu allora che acquisì la sua cifra distintiva con gli edifici di culto dall’aspetto spoglio all’esterno, caratterizzato da mattoni rossi, e gli interni abbaglianti decorati con marmi e mosaici.
Ciò che ancora oggi stupisce i visitatori che entrano nel
Mausoleo di Galla Placidia o nel
Battistero degli Ortodossi detto anche Neoniano, il monumento più antico della città. Il secondo imperatore che ne fece la sua capitale fu
Teodorico che nel 493 dette vita al regno goto d’Italia. Fu lui a far edificare la
Chiesa di Sant’Apollinare Nuovo e il
mausoleo in candidi blocchi di pietra d’Istria, oggi iscritto nella Lista del
Patrimonio Mondiale dell’Unesco insieme al Mausoleo di Galla Placidia, la Basilica di San Vitale, il Battistero Neoniano, la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, la Basilica di Sant’Apollinare in Classe e la Cappella di Sant’Andrea.

Ravenna venne poi conquistata da Bizantini e per la terza volta divenne capoluogo della provincia d’Italia come sede dell’Esarcato. In questo periodo venne edificato un altro dei simboli della città, la
Chiesa di San Vitale in cui negli splendidi mosaici sono sono raffigurati l’imperatore
Giustiniano e sua moglie Teodora.
Per completare imperdibile la visita al Museo Arcivescovile. alle spalle del Duomo di Ravenna e del Battistero Neoniano, dove si possono ammirare reperti archeologici e interessanti opere d’arte come la croce in argento dell’arcivescovo Agnello, la lastra in marmo con il calendario pasquale e la famosa cattedra del vescovo Massimiano, considerata una delle più celebri opere in avorio al mondo. Nel percorso è compresa la Cappella di Sant’Andrea, uno degli otto monumenti che compongono il sito UNESCO di Ravenna, uno straordinario e unico esempio di cappella paleocristiana.

Per poter entrare nei monumenti finora raccontati abbiamo dovuto fare i turni perché non è permesso l’accesso ai cani nemmeno nei giardini pertinenti. Al Museo invece lo abbiamo lasciato all’esterno in custodia al signore in portineria che ci ha assicurato che è rimasto seduto in trepidante attesa del nostro ritorno. Pochi, purtroppo, in città anche gli spazi verdi dove poter portare il proprio cane e ciò non fa di Ravenna la meta ideale per chi viaggia col quattro zampe. Nessun problema invece nei ristoranti dove Otto è sempre stato ben accolto.
Negli anni Ravenna non ha perso la sua fama e continua a essere considerata la città dell’arte antica del mosaico: lo testimoniano le scuole e le tante botteghe degli artigiani-artisti in cui ci siamo infilati durante le nostre passeggiate. Come quella di
Dimensione Mosaico in cui con le simpaticissime signore all’opera nel retrobottega tra un acquisto e una chiacchiera abbiamo organizzato uno scambio tra corso di mosaico e corso di cucina per imparare a preparare la focaccia barese.
Le opere di artisti di calibro internazionale sono ospitate al MAR, Museo d’Arte di Ravenna, dove abbiamo visitato la mostra “Chagall in mosaico. Dal progetto all’opera” in cui sono presentati quattordici progetti musivi realizzati tra il 1958 e il 1986 su bozzetti del grande maestro russo.
La curiosità? Galla Placidia, sorella dell’imperatore Onorio, morì a Roma e non fu mai sepolta nella sua cappella funeraria. E anche Giustiniano e Teodora, raffigurati nei mosaici di San Vitale nell’atto di offrire vasi liturgici alla chiesa per la sua consacrazione, in realtà non furono presenti alla cerimonia.
Mentre si possono ripercorrere le orme di Dante che qui, esule da Firenze, trovò ospitalità presso la corte di Guido Novello da Polenta ed è sepolto. Presso la Chiesa di San Francesco nel 1321 si svolsero i funerali del Sommo Poeta le cui spoglie sono custodite nel vicino tempietto neoclassico. Non perdete la particolarità della chiesa che è la sua cripta immersa nell’acqua con tanto di pesci rossi che vi si aggirano placidi.
Il vero cuore della città è
Piazza del Popolo che venne ampliata durante il periodo veneziano e furono i veneziani che vi eressero le due colonne con le statue dei due patroni della città Sant’Apollinare e San Vitale, che ricordano quelle che si innalzano in città venete come
Vicenza e la stessa
Venezia.

Per vedere all’opera le
azdore, le massaie romagnole che preparano la pasta tirata a mano con il matterello, bisogna raggiungere il
Mercato Coperto dove si possono acquistare e assaggiare le eccellenze del territorio, mentre siamo stati da
L’Ingrediente segreto Piadineria dal 1972 per assaggiare la loro ricca piadina biscottata di cui si sente l’invitante profumo già seduti ai tavolini esterni in una delle vie del centro storico.
E poi a nanna nell’ampia e accogliente
suite numero 8 riservata a noi e al nostro Otto presso
Santa Maria Foris, residenza d’epoca da poco completamente rinnovata nel centro storico di Ravenna: un indirizzo perfetto per chi viaggia con il proprio quattro zampe a cui sono riservate speciali attenzioni.
Quindi a quel che capisco l’accoglienza ai 4zampe dipende un po’ da chi incontri… invece a Forlì mi capitò di trovare una guida con tutti gli indirizzi di tutti i posti pet-friendly… A Ravenna c’ero stata in gita con mamma, devo aver ancora delle foto di tutte e due accanto a un ippopotamo (ovviamente in versione scultura, forse era un parco). Non mi ricordo per niente invece, o forse non ci siamo proprio mai neanche state, di quella cripta con acqua e pesci rossi: a che cosa è dovuto tal fenomeno? 😯
La cripta della Basilica di San Francesco si trova al di sotto del livello del mare ma viene riempita dall’acqua di falda che è dolce per cui habitat ideale per i pesci rossi che mantengono pulito il fondo dalle alghe e la rendono limpida e trasparente consentendo di vedere gli splendidi mosaici del V secolo del pavimento.
😍