Nella campagna tra Cisternino e Fasano c’è Masseria Capece, un mondo d’altri tempi. Una dimora di charme circondata da ettari di bosco e uliveto con alberi monumentali.

Masseria Capece: nella campagna cistranese tra gli olivi e il mare

Varcato il cancello, un lungo viale conduce a una romantica corte con al centro un’antica e graziosa chiesetta ora utilizzata come reception.

La storia della masseria è molto antica, sicuramente antecedente alla data riportata sullo stemma a forma di giglio sull’arco di ingresso al grande frantoio che fu costruito nel 1846 e utilizzato fino agli anni ’60 del secolo scorso. Ancora al suo interno ci sono tre tipologie di presse: in legno, le cosiddette mammarelle, in ghisa, e in acciaio, azionate con una pompa idraulica a mano. E c’è anche la vasca in pietra con le tre macine in pietra che venivano azionate con la trazione di un cavallo.

Un alto muro di cinta nasconde alla vista l’agrumeto di 5000 metri dove convivono molte varietà di alberi da frutto. Non c’è una precisa linea di produzione, ma si va a sentimento, scegliendo le piante più tipiche del territorio, spesso cercando nella memoria, nei ricordi e negli odori della natura.

Tutte hanno un nome, un padrino o una madrina e ognuna una storia diversa, tra limoni, aranci, aranci vaniglia, mandarini, pompelmi, cedri, bergamotti, limi di Spagna, albicocchi, peri, loti, meli cotogni, sorbi, nespoli, gelsi, fichi, melograni. Alle spalle del grande agrumeto vi è un mandorleto e, disseminati lungo i muretti a secco, fitte macchie di fichi d’India e scultorei carrubi.

E’ bello passeggiare qui al tramonto, quando l’aria si rinfresca un po’ e il pulviscolo si colora di oro che luccica tra le foglie: ci si perde nei propri pensieri, immaginando le storie dietro ai nomi scritti sulle targhette sui tronchi degli alberi.

Molto interessante esplorare la masseria: le stalle e gli ambienti ampi e tutti imbiancati a latte di calce immersi in un paesaggio incantato tra i boschi delle pendici delle Murge e la piana di olivi che si staglia sino al mare. Una veduta più completa la si ha dal grande spazio adibito ad aia che oggi ospita diversi eventi tra cui il Festival dei Sensi.

Ogni angolo della masseria si affaccia sulla campagna, che così inonda ogni spazio: le sei stanze, cinque a piano terra e uno padronale al primo piano, tutte caratterizzati da bellissime volte in pietra a stella e a botte, godono infatti di una vista speciale sul verde.

La Corte Fiorita è ricavata dalle antiche stalle e costituisce un nucleo di quattro appartamenti che si affacciano su lussureggianti giardini, profumati e colorati da agrumi, piante aromatiche ed essenze locali.

Noi di Città Meridiane con il nostro Otto siamo stati ospiti di una di queste suites, che prendono il nome dagli alberi da frutto presenti in masseria e che hanno tutte uno spazio verde recintato a uso esclusivo e quindi sono ideali sia per chi come noi viaggia col proprio quattro zampe che per chi preferisce rilassarsi in tranquillità.

 

La Melograno si affaccia sul giardino privato più grande della corte, dove verdeggiano un bel melograno, che le dà il nome, e due carrubi. La Cotogno sotto le belle volte a stella ospita un salotto con divano letto, bagno con doccia extralarge e camera da letto matrimoniale. La Ciliegio ha un’unica volta a botte in pietra di dimensioni considerevoli sotto la quale ci sono salotto, bagno e camera da letto matrimoniale. La Mandorlo, che è stata la nostra, è la più piccola e raccolta.

Collocato lungo uno dei fianchi dell’agrumeto, c’è l’appartamento Limone, dotato di salotto con divano letto, cucina con antico caminetto, bagno con doccia extralarge e camera da letto matrimoniale, anch’essa con antico camino.

Al primo piano del grande edificio che ospita il frantoio c’è la suite padronale Fico d’India, che era la residenza del “Padrone” durante i periodi della raccolta o le spedizioni di caccia. Si compone di cucina, soggiorno con tavolo da otto, un bagno principale e uno di servizio, tre camere da letto e ampie terrazze affacciate sulla distesa di olivi secolari.

Per tutto l’arredo è stato applicato il concetto della sottrazione, in quanto la famiglia De Carolis-Romito, che ha ereditato la masseria e ne ha fatto un delizioso agriturismo, è convinta che un interno rurale debba sintetizzare l’idea di semplicità, coniugando le funzioni di ospitalità ed eventi a quelle più tradizionalmente produttive.

In un’atmosfera che diventa ancor più magica quando all’imbrunire a raddoppiare la suggestione del luogo ci pensa l’illuminazione con piccole luci che brillano nel cielo blu intenso della sera. Un gioco di parole? Qui a Masseria Capece tutto è perfettamente imperfetto.

Masseria Capece
Contrada Gianecchia SP 5 Fasano – Cisternino – Cisternino (BR)
Info: +39 339 7965654 – +39 080 4425680
masseriacapece@gmail.com

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