seta

Da sempre l’Oriente incanta e attrae noi occidentali. E uno dei simboli più belli e preziosi che proviene da quell’Oriente è la seta. E vale la pena ripercorrere il suo viaggio che l’ha portata dall’Estremo Oriente fino in Europa.

La  Via della Seta: dall’Estremo Oriente fino a noi

I romani conoscevano la “Via dell’Incenso” che dalla penisola arabica conduceva preziose mercanzie provenienti via mare dall’India o dalla Cina. E da quest’ultima arrivava anche la seta. La “Via della Seta” attraversava i deserti del Gobi e le oasi del Turkestan, ma già nel VI secolo la sua produzione si era impiantata a Bisanzio e dal VII secolo in poi si diffuse sempre più grazie agli arabi.

seta

Ma come il segreto ben custodito della produzione di questo prezioso materiale fu svelato al mondo fuoriuscendo dalla sua patria, la Cina? Infatti i bachi, attorno al 2700 a.C., venivano coltivati esclusivamente in Cina dove vigeva un divieto sulla loro esportazione e anche sulla diffusione della sericoltura, risorse che avevano significato la ricchezza della nazione. E la leggenda narra che fu una principessa, nascondendo tutto il necessario per la sericoltura – e cioè semi di gelso e bachi da seta – nella sua acconciatura da sposa, a far uscire la sericoltura dalla Cina. Così la bachicoltura riuscì ad arrivare prima in India, poi in Giappone e in Corea e, infine, in Europa.

seta

In Occidente, però, i bachi arrivarono soltanto nella seconda metà del VI secolo d.C., grazie a due monaci inviati in Cina dall’imperatore Giustiniano. La sericoltura si diffuse, perciò, prima a Costantinopoli, poi in Grecia e successivamente in Italia – dove è attestata già nel 1036, in provincia di Avellino. E dall’Italia i bachi si diffusero, poi, anche negli altri Paesi europei.

seta

Dunque fu nel Mezzogiorno d’Italia che la seta ebbe il suo maggiore sviluppo sotto i normanni, specie con Ruggero II, e poi con Federico II di Svevia. Il più antico documento che testimonia la gelsi-bachicultura in Italia è dell’aprile 1036: si tratta di un Memoratorium rogationis, rogato in Avellino, con il quale tali Giovanni e Pietro prendono in fitto per 15 anni dall’abate di San Modesto di Benevento l’intera grangia di Summonte, impegnandosi anche a coltivare e raccogliere bachi da seta.

seta

Da allora non ci sono più notizie sulla produzione, fino al 1773, quando Ferdinando IV di Borbone introdusse a San Leucio una manifattura di veli di seta che poi, come “Colonia di San Leucio”, diventò il centro della produzione serica del Regno di Napoli. Così lampassi, velluti, damaschi e broccati in purissima seta raggiunsero le più raffinate corti d’Europa.

seta

Questa la storia del filo più lucente del mondo che nei primi mesi del 2015 ha visto interrotto il suo corso con l’annuncio della chiusura dell’ultima seteria ancora attiva della Real Colonia della Seta fondata dai Borbone nel diciottesimo secolo, testimonianza di una realtà culturale e sociale irripetibile e della storia dell’artigianato italiano.

seta

E’ stata questa triste notizia a suscitare in Clementina Imperiali, orgogliosa delle sue nobili origini napoletane, il forte desiderio di recuperare quelle stoffe, le più belle e pregiate, simbolo dell’eccellenza, della modernità e dell’eleganza borboniche.

E da quelle antiche, tradizionali e nobili sete made in San Leucio, Clementina ha creato delle elegantissime borse dalle chiusure ricercate e dai particolari raffinatissimi come rami di corallo e boule in bronzo e giada gialla a richiamare quel legame antico con la madrepatria, l’Impero Cinese.

La prima capsule collection di borse senza tempo, tutte pezzi unici, è andata via in un batter d’occhio.

setaMa è possibile realizzare il sogno di poter sfoggiare queste preziose borse a mano, portando con sé allo stesso tempo uno spicchio di gloriosa storia italiana: Clementina le realizza su ordinazione. Del resto noi siamo fatti della stessa stoffa dei nostri sogni e se questa stoffa è la seta di San Leucio è ancora più bello realizzarli!

Tutte le info per richieste e ordinazioni su: https://www.facebook.com/Clementina-Imperiali-Bags-Rings-587914168042019/?fref=ts

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here