I tesori della Vallée

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Val d'Aosta

Ci sono luoghi che anche se lontanissimi, sia in senso geografico che in senso culturale, ci appartengono. E scatta uno strano meccanismo, quello di sentirsi a casa in paesaggi in cui la neve dura a lungo trasformando tutto in un paradiso bianco, nonostante il proprio luogo di nascita sia a soli sette chilometri dal mare dall’altra parte dell’Italia. Ci è successo a Courmayeur, a Cogne, a Cervinia. Ci è successo in Valle d’Aosta, tra le sue montagne maestose, le scintillanti altissime vette del Monte Bianco, del Monterosa e del Cervino, dove ci siamo presi tutto il tempo per scoprire i tesori tra il bianco della neve e l’aria tersa riscaldata dal sole di montagna.

Situata al centro della regione sulla strada verso l’antica Gallia, c’è Aosta, fondata nel 25 a.C. dai Romani e oggi provinciale e cosmopolita allo stesso tempo. Nel suo centro storico Sant’Orso è uno struggente luogo dello spirito mentre la passeggiata lungo via Sant’Anselmo, la Porta Pretoria, piazza Chanoux, via De Tillier, riserva golose visioni di lardo, mocette, pane nero, tegole e vini. Segni imponenti della civiltà romana sono ancora oggi l’Arco di Augusto e la Porta Pretoria, ma anche la cinta muraria, una delle meglio conservate giunte a noi da tutto il mondo romano. E anche se del grandioso teatro rimane solo la colossale facciata meridionale rimane comunque un grande spettacolo.

Dopo la tappa ad Aosta obbligatorio il giro dei castelli, il simbolo storico più famoso della regione. Arroccati su speroni rocciosi e collegati visivamente tra di loro, costituivano un’efficace sistema di osservazione e di segnalazione esteso in tutta la Valle. Ben 82 i manieri che ancora dominano il territorio, ma simbolo del Medioevo è il castello di Fénis circondato da due cinte di mura che lo rendono austero e imponente all’esterno, mentre all’interno l’aspetto è reso leggiadro dall’elegante cortile a balconate e dagli affreschi, autentici capolavori del gotico internazionale. Il castello di Verres sorge su uno sperone di roccia all’imbocco della Val d’Ayas e si presenta come un enorme cubo di pietra. Dal Medioevo si passa al Rinascimento al cospetto della fortezza di Issogne, dall’aspetto di un palazzo signorile con all’interno il bellissimo cortile-giardino impreziosito dalla fontana del Melograno in ferro battuto, le logge, gli affreschi, i soffitti a cassettoni, le sale con i mobili d’epoca. E con le pitture che riproducono la vita del tempo. Come una corona turrita si innalza il castello di Aymavilles che fu trasformato nel 1728 in un palazzo rococò. Nell’itinerario non può mancare l’antico castello di Sarre che divenne il ritrovo preferito di Vittorio Emanuele II durante le sue “cacce reali”. Come testimoni della passione del re cacciatore sono rimasti i trofei di corna di camosci e stambecchi (ben 996 coppie!) nelle sale e l’alta torre centrale che fungeva da osservatorio. Fiabesco quello di Saint-Pierre ricostruito alla fine del XIX secolo su un precedente edificio sulla base di quelli fatti erigere da Ludwig II in Baviera.

La Val d’Aosta ha saputo conservare le sue tradizioni, mantenendo uno spirito autentico e un’architettura straordinaria, quella dei Walser popolo di lingua germanica che costruisce le proprie case di legno su una base di pietra a secco. Il miracolo è che si reggono senza calce né chiodi grazie a sofisticati sistemi di incastro.

Altro incanto è il paesino di Chamois immerso in un silenzio assoluto: qui si arriva a piedi o in funivia, non circolano auto e si passeggia serenamente tra le case con loggiati in legno e gallerie che un tempo venivano usate per essiccare il fieno e come passaggio da una dimora all’altra quando la neve nelle strade era alta.

Per finire con l’oro fuso della Vallée, l’emblema della gastronomia valdostana, la Fontina che dà vita alla fonduta nella quale il formaggio si amalgama con uova, latte, burro e farine accompagnata da crostini di pane. Da comprare e portare a casa insieme a oggetti in legno come grolle e coppe dell’amicizia (Institut  Valdôtain de l’Artisanat Tipyque: la sede più grande delle 4 regionali che propongono una selezione di oggetti realizzati dai migliori artigiani valdostani si trova a Courmayeur in rue de l’Eglise).