Tutte le storie di viaggio finiscono con una valigia che contiene ricordi e quel che resta di tutto ciò che si è vissuto, provato, sperimentato. Pochissimi, poi, sono coloro che resistono al fascino di portarsi a casa un souvenir che leghi per sempre un luogo alla memoria. Voi, a cosa proprio non rinunciate?

Il fascino del souvenir

Noi da ogni viaggio fuori dall’area di Eurolandia torniamo più “pesanti” perché non riusciamo a far a meno di collezionare le monetine delle valute degli altri Paesi. Che continuano ad accumularsi con quelle dei nostri viaggi precedenti l’avvento della moneta unica.

Foto dal sito pixabay.com

Riguardo i souvenir veri e propri, pensiamo che un bel modo di portarsi dietro un “pezzo” delle zone che si sono visitate è farlo comprando gli odori e i sapori delle specialità gastronomiche della zona. Per cui la maggior parte dei nostri suggerimenti riguarda proprio i prodotti enogastronomici. Tra l’altro, viaggiando la maggior parte delle volte in auto per poter portare con noi anche i nostri amici “pelosi”, non rappresenta mai un problema comprare qualche bottiglia di buon vino o di olio, o magari tutte e due.

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Non sfuggiamo comunque al richiamo del classico souvenir: dalla t-shirt con su stampato il nome della località oppure un simbolo della zona visitata, alla sfera in vetro, la boule de neige, ai magneti da applicare sulla porta del frigo, alle cornici di ogni forma e colore dove inserire la fotografia che più ci ricorda il viaggio compiuto.

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Suggeriamo sempre, poi, di acquistare manufatti creati da artigiani locali: oltre a essere veri testimoni del territorio in cui si è ospiti, ne fanno crescere l’economia ed è anche un modo per valorizzare una destinazione e chi ci lavora mantenendo vive le tradizioni. Inoltre, l’offerta è illimitata perché anche il più piccolo borgo vanta tradizioni e prodotti tipici. Quindi la scelta rispecchierà i vostri gusti personali: da quello che preferite al tipo di bagaglio che avete con voi e, soprattutto, al mezzo di trasporto utilizzato.

Qualche suggerimento? Per limitarci all’Italia e partendo dal presupposto paese che vai, usanza e quindi souvenir, che trovi, noi in Abruzzo ci siamo lasciati rapire dalle creazioni dell’arte orafa, una tradizione artigianale di grande valore artistico. Da Scanno Michele, seguendo il costume locale, mi ha comprato la “Presentosa”, spilla a forma di stella con due cuori che veniva regalata alle ragazze come promessa d’amore e che i maestri orafi di Scanno producono ancora a mano. Stessa lavorazione per le “sciacquajje” di Guardiagrele, orecchini a navicella lavorati a traforo che scacciano il malocchio e con il loro tintinnio allontanano gli spiriti del male.

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Naturalmente il nostro consiglio è quello di portar via anche qualche sacchetto delle saporitissime lenticchie di Santo Stefano di Sessanio, Presidio Slow Food, e un vassoio di Sise delle Monache, deliziosi dolci con tre protuberanze a base di pan di Spagna con crema tipico della cittadina di Guardiagrele.

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In Campania, precisamente a Positano, non ripartiamo mai senza mettere in valigia allegri e colorati caftani da indossare sul bikini o gli irresistibili sandaletti piatti realizzati su misura. La zona di San Leucio è famosa per i tessuti: damaschi, lampassi, liseree, rasi sia in seta, sia in cotone e lino, con disegni classici e moderni.

Foto dal sito pixabay.com

In Sardegna non ci siamo lasciati sfuggire il classico coltello a serramanico finemente lavorato in corno e i delicati monili in corallo rosso di Alghero. Un’altra preziosità tutta locale è la fede sarda, formata da piccole sfere che simboleggiano i chicchi del grano, simbolo di prosperità e vincolo d’amore: poteva Michele non regalarmela? D’obbligo, poi, comprare il famoso pecorino sardo!

Foto dal sito pixabay.com

Rimanendo in tema goloso, da Favignana in Sicilia, non si può sbarcare dall’isola senza aver fatto incetta di ventresca di tonno, tarantello e buzzonaglia, ideale per preparare sughi e condire la pasta. Mentre in Toscana via agli acquisti di finocchiona, soppressata, lardo di Colonnata, pecorini, bistecche di Chianina e per chiudere in dolcezza, cantuccini e Vin Santo.

Acqua dell'Elba

Passando dalla gola al naso, se amate i profumi, un capitolo a sé lo meritano le essenze dei luoghi. Diverse località hanno creato fragranze e linee profumate per gli ambienti con gli aromi che caratterizzano il territorio: sull’isola d’Elba viene proposta l’Eau de Parfum Acqua dell’Elba, che unisce la freschezza del mare e dei fiori, mentre dall’isola del Giglio provengono i preziosi estratti di sostanze bioattive naturali, dagli effetti antiossidanti, antietà, rivitalizzanti ed elasticizzanti che sono la base degli oli nutrienti, delle cere naturali e degli oli essenziali della linea cosmetica ispirata all’isola.

Foto Moccia-Pagliarulo

Oggetti divertenti che spesso raccontano antiche credenze e tradizioni artigianali radicate sono quelli in ceramica oppure intagliati nel legno. Tra i primi suggeriamo i fischietti in creta di Rutigliano in Puglia e i Cucù di Matera che nascevano per scacciare la malasorte, in particolare gli spiriti maligni e per augurare la fertilità. Mentre se andate in Valle d’Aosta vi innamorerete di grolle e coppe dell’amicizia, dove bere il caffè valdostano in compagnia.

Chiudiamo con altre leccornie imperdibili: l’oro fuso della Vallée, emblema della gastronomia valdostana, la Fontina che dà vita alla fonduta e le acciughe e il vero pesto genovese dalla Liguria.

Per ora, ma solo per ora, è tutto!

2 COMMENTS

  1. Ci uniamo alla categoria food! Quando possiamo e quando il bagaglio lo permette….preferiamo portare a casa prodotti tipici locali, soprattutto perché siamo due buone forchette! 😂

  2. Bravi! Anche noi in quasi tutti i post consigliamo come ricordo di viaggio un prodotto enogastronomico tipico, solido e liquido! 😉

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