Alchimie Saracene a Matera

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Alchimie

Alchimia è una parola antica che deriva dall’arabo (ṣan’a) al-kīmiyā’«(arte della) pietra filosofale», che a sua volta deriva dal siriaco kīmiyā. Ma è anche un’arte antica, nata nell’ambiente ellenistico dell’antico Egitto che si proponeva la manipolazione e trasformazione dei metalli. Scopo di tutti gli alchimisti del mondo è sempre stato quello della trasformazione di metalli meno nobili in oro ma anche la disperata ricerca di rimedi per il prolungamento della vita.


Ma cosa si intende oggi per alchimia e, soprattutto, quali sono le magiche scelte che nella moda possono portare a un risultato magnetico e sfolgorante come quello che si riproponevano di trovare nell’antichità ma anche a Praga negli ultimi secoli in quel Vicolo d’Oro tanto caro all’imperatore Rodolfo II?
Abbiamo cercato di capirlo, tra “addetti ai lavori”, domenica scorsa durante l’incontro a Matera presso il raffinato ristorante L’Abbondanza Lucana: qui ci siamo trovati riuniti tra esperti di moda e di comunicazione, su invito dello stilista Pietro Paradiso e della psicologa della moda Andrijana Popovich alla presentazione del multibrand Alchimie Saracene. E sempre qui, nella magica Matera che di sera si trasforma in un sempiterno presepe tra lucine e ombre segrete, abbiamo appreso che per alchimia si può intendere l’accostamento insolito di elementi, che porta a un risultato originale e raffinato, quello di ritrovare la bellezza quando la si crede persa. Perché è questa la vera missione dello stilista ed è questo che si propone Pietro Paradiso coadiuvato in questa impresa da Giulio Cerqua con le sue creazioni orafe e dallla coppia Lorenzo Buffo e Lea Caputo con le loro borsine in ceramica raku. Ma come più volte durante la serata ha sottolineato Pietro, il progetto Alchimie Saracene non sarebbe mai nato e decollato senza il sostanziale apporto di Umberto Binetti Nardi, regista di teatro danza, di Domenico Cafarchia, esperto di marketing e comunicazione, di Francesco Zizzi, insegnante del metodo Louise Hay e, naturalmente, di Andrijana Popovich che ha presentato a tutti l’uomo e lo stilista.

Simbolo di questo “incontro” tra stili e culture il kilim, che conosciamo come tappeto più o meno prezioso, ma che può diventare una stola, una cappa, un abito fisico e mentale che avvolge, protegge ma allo stesso tempo crea un rapporto osmotico con la realtà che ci circonda. Un abito dal mistero e dal fascino unici, non per tutti, un capo di alta moda, di lusso. Ma soprattutto un’opera d’arte da indossare che va a connotare ogni donna in modo diverso creando una totale armonia tra corpo, mente e anima, come ha sottolineato Andrijana Popovich introducendo la serata.
A questo punto è necessario presentare chi ha fortemente voluto dare sostanza a questa idea, a queste Alchimie: Pietro Paradiso. Pugliese di Gioia del Colle si è formato nei migliori atelier di moda al fianco di grandi maestri come Valentino, Lancetti, Ted Lapidus, Andrè Laug e tanti altri. Ma ci racconta con commozione che la sua esperienza più bella è stata quella di quando, ai suoi esordi di stilista per abiti da sposa, ha dovuto crearne uno per una ragazza che per una perfida sorte aveva perso poco prima del suo matrimonio uno dei più forti simboli di femminilità, i seni.

Oggi Pietro continua a vestire le donne oltre il corpo, avendone compreso appieno il complesso universo, creando abiti per l’anima, progettati su misura e facendo dell’unicità il suo marchio. Perché comprarsi un abito non è più un bisogno, dato che i nostri armadi ne sono strapieni. E’ un bi-sogno, cioè un sogno doppio: quello di poter indossare qualcosa che ci renda speciali agli occhi degli altri ma soprattutto ai nostri occhi, che rappresenti la nostra fisicità ma anche il nostro più segreto io, in un percorso che dall’estrema esteriorizzazione della moda si conclude nella sua più profonda interiorizzazione. Questo il percorso di Pietro Paradiso, questo ciò che si propone Alchimie Saracene, che è più di un brand: è una filosofia di vita.

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