Lettere a Tavola non è una semplice cena, ma uno spazio in cui fermarsi davvero. Un tempo sospeso, in cui il gesto del nutrire incontra quello del riconoscere. Dopo il primo appuntamento inaugurale a San Valentino AMA, dialoghi di gusto di Muro Leccese prosegue il suo percorso con il secondo capitolo con un’esperienza che intreccia cucina e scrittura trasformando la tavola in un luogo di presenza autentica.
A tavola cucina e scrittura
Il nuovo incontro, in programma il 7 marzo, primo sabato del mese, nasce attorno a un tema essenziale e diretto: “Ti vedo.” Due parole semplici che diventano un invito profondo a osservare l’altro con attenzione rinnovata, a restituire visibilità a ciò che nella quotidianità rischia di diventare silenzioso o invisibile.
Non una celebrazione, né una ricorrenza simbolica, ma un gesto consapevole: scegliere di guardare davvero chi abbiamo davanti. Se il primo capitolo era dedicato principalmente alla dimensione della coppia e alle parole rimaste sospese, questo nuovo appuntamento amplia lo sguardo e accoglie ogni forma di relazione significativa: amici, genitori e figli, fratelli e sorelle, colleghi, compagni di vita o di cammino.
Lettere a Tavola diventa così un rito aperto, un esercizio gentile di attenzione reciproca che trova continuità nel tempo attraverso un calendario mensile fino a giugno. La struttura resta invariata: durante la cena, chi desidera partecipare riceve cinque card, una per ogni momento del percorso gastronomico, accompagnate da domande delicate che invitano a rivolgersi direttamente alla persona seduta di fronte.
Non per spiegare o risolvere, ma per imparare a comunicare. La scrittura diventa un gesto lento, uno spazio sicuro dove pensieri e percezioni possono emergere senza fretta, lasciando alle parole il tempo di arrivare. A fine serata, le card vengono raccolte e sigillate in una busta che ciascun ospite può scegliere se custodire o consegnare.
Un piccolo archivio emotivo, da aprire quando lo si desidera, perché alcune parole hanno bisogno di maturare come il tempo delle relazioni stesse. La busta diventa così memoria viva dell’esperienza, testimonianza di uno sguardo che ha scelto di fermarsi. Al momento del congedo, AMA, dialoghi di gusto offre agli ospiti un piccolo dono: un segno discreto che si unisce a quello del primo incontro e che, appuntamento dopo appuntamento, compone un vademecum simbolico dedicato alla cura delle relazioni.
Non un oggetto, ma un promemoria di attenzione. Lettere a Tavola nasce da un bisogno semplice: ricordare che comunicare non è un gesto straordinario, ma una pratica quotidiana. In un tempo in cui si parla molto e si osserva poco, l’esperienza invita a rallentare, ad ascoltare e soprattutto a vedere. Perché ogni legame, per restare vivo, ha bisogno di continuità più che di celebrazione.
«In cucina ho imparato che il cibo può creare memoria, conforto ed emozione. Può avvicinare, ma non basta. Servono parole, serve ascolto. Ci sono silenzi che chiedono accoglienza e parole che aspettano il momento giusto. Lettere a Tavola nasce per questo: offrire uno spazio vero in cui fermarsi e guardarsi. La cucina accoglie, l’ascolto fa restare. AMA è un verbo prima che un nome» sostiene la chef patron Anna Maria Altamura. AMA, dialoghi di gusto nasce dal desiderio di condividere tempo e presenza, restituendo valore ai gesti essenziali e alle relazioni autentiche.
Il progetto prende vita tra le mura seicentesche di Palazzo Muro Leccese, dove arte, luce e storia diventano parte integrante dell’esperienza. Qui Anna Maria Altamura ed Enrico Mercanti, dopo una lunga esperienza professionale tra Milano e il mondo del lusso e della finanza, scelgono di rallentare e trasformare un ritorno al Sud in un progetto di vita che oggi comprende un Relais di Charme e il ristorante.
La cucina nasce dall’incontro tra la sensibilità creativa di Anna Maria, che intreccia memoria e innovazione in una proposta delicata e contemporanea, e lo sguardo armonico di Enrico, sommelier AIS, capace di accompagnare ogni piatto con abbinamenti pensati per amplificarne l’emozione.
Pochi tavoli, sale in pietra, una corte e un giardino dove il tempo si distende: AMA è un luogo che accoglie e ascolta, trasformando il cibo in linguaggio e la convivialità in esperienza.
Info: AMA, dialoghi di gusto, via Roma 5, Muro Leccese (LE), tel. 375 6274887, amailristorante.it
Menu – Lettere a Tavola | Ti vedo
La serata offre la possibilità di scegliere tra menu à la carte e menu degustazione, comunicando la preferenza al momento della prenotazione. Il percorso degustazione si apre con una crema di topinambour con uovo poché, caciocavallo e cardoncelli, un inizio avvolgente che racconta equilibrio e profondità attraverso consistenze morbide e sapori familiari reinterpretati con delicatezza. Segue il tortellaccio ricotta e spinaci alla cacio e pepe con crumble di capocollo, dove tradizione e carattere dialogano in un piatto che unisce comfort e intensità, accompagnando naturalmente il ritmo lento della serata. Il secondo piatto propone una scelta tra mare e terra: il filetto di orata al profumo di agrumi con caramello d’arancia, arancia al vivo e bietoline in doppia consistenza, luminoso e mediterraneo, oppure i bocconcini di pollo in salsa teriyaki e crosta di sesamo con fonduta di caciocavallo e carciofo croccante, incontro tra delicatezza e sapori contemporanei. A chiudere il percorso, un dessert che riporta all’essenza della condivisione: cannolo siciliano con ricotta e gocce di cioccolato o canditi, gesto finale che richiama memoria, casa e dolcezza autentica. Il menu degustazione è proposto a € 60 servizio, coperto e primo cestino del pane inclusi.







