A Roma con Otto: finalmente abbiamo visitato alcuni dei luoghi iconici della capitale a 4 gambe e a 4 zampe! Ce lo eravamo ripromesso dopo i due giorni trascorsi nella capitale a maggio dello scorso anno per partecipare al tour organizzato da Dove Club per visitare la mostra Caravaggio 2025 presso Palazzo Barberini con il giornalista del Corriere della Sera Paolo Conti.
La nostra pausa romana
Anche questa volta la scusa ufficiale è stata quella di una mostra, per guardare da vicino i 130 preziosi pezzi esposti nei “Tesori dei Faraoni” alle Scuderie del Quirinale, abbinandola a una pausa romana in questo lungo inverno per trascorrere un paio di giorni nella Città Eterna con il nostro Otto che non ci era mai stato.


Ciò che di eterno abbiamo trovato sono i lavori per il rifacimento delle facciate di chiese e palazzi e, soprattutto, per la realizzazione del prolungamento della terza linea metropolitana con un cantiere che occupa integralmente Piazza Venezia. Al momento sono state aperte le stazioni museo di Porta Metronia accanto alle Mura Aureliana e di Colosseo – Fori Imperiali.
Avremmo voluto vedere quest’ultima, che si sviluppa su quattro livelli interrati fino a un profondità di 32 metri tra il Colosseo e la Basilica di Massenzio, ma impenetrabili muri umani bloccavano i pochi accessi consentiti all’area completamente recintata tra Piazza Venezia, Via dei Fori Imperiali e Il Vittoriano.
Per cui ci siamo accontentati di passeggiare in superficie ammirando i Mercati traianei, considerati un tempo tra le meraviglie del mondo classico: un complesso di 150 botteghe e uffici costruito all’inizio del II secolo d.C. che può essere considerato l’equivalente dell’attuale centro commerciale. Che sembra guardato a vista dalla Casa dei Cavalieri di Rodi situata nel cuore dei Fori Imperiali e sulla quale svetta la bandiera maltese a ricordare che è un edificio in uso al Sovrano Militare Ordine di Malta e che apparteneva ai Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme fin dal XIII secolo.
Il giro è continuato scattando foto ricordo col nostro Otto davanti ai monumenti più rappresentativi, dal Palazzo del Quirinale alla Fontana del Tritone, dalla Scalinata di Trinità dei Monti alla Barcaccia.

La prima tappa? Da Regoli per il maritozzo più buono di Roma che, in via del tutto eccezionale, ha assaggiato anche Otto.
Complice la giornata dalle temperature primaverili dopo tanta pioggia, in giro c’era tantissima gente, tra turisti e local, che hanno approfittato del bel tempo per una passeggiata domenicale. Pochi i punti in cui non vi erano veri e propri assembramenti. Tra questi un angolo di Roma che, complice l’alta palma e la torre in mattoncini rossi, ricorda Marrakech: Largo Magnanapoli con la facciata bianca della Chiesa di Santa Caterina e la struttura medievale del XII secolo conosciuta come Torre delle Milizie.

Una “novità” che abbiamo trovato dopo tanti anni dai nostri primi viaggi a Roma è stata la ricostruzione della Basilica Ulpia all’interno del Foro di Traiano che ci ha restituito un’immagine alquanto diversa di quella che ricordavamo dell’area di fronte alla colonna di Traiano.
A un certo punto anche camminare è diventato difficile in strade sempre più affollate per cui abbiamo optato per tornare nel più tranquillo Rione Monti per cenare alla Pizzeria Ristoro Est! Est! Est!, un locale storico negli arredi ma giovane, simpatico e accogliente nella nuova gestione. Un posto in cui non solo si mangia una cucina romana autentica, ma in cui ci si ferma piacevolmente fino al dolce finale, la classica crostata di ricotta e visciole, accompagnato dall’amaro offerto dalla casa. Prima però abbiamo affondato i nostri denti nei fragranti fritti della tradizione: supplì al telefono, fior di zucca ripieni di mozzarella e alici, filetto di baccalà e carciofi alla giudia, accompagnati dalle puntarelle alla romana. A seguire altri due irrinunciabili classici come i rigatoni alla carbonara e l’abbacchio alla scottadito con cicoria. Anche per Otto non sono mancate attenzioni, tra ciotola di acqua fresca e tante carezze!

La mattina dopo abbiamo fatto una lunga passeggiata fino a Piazza del Popolo passando per Trinità dei Monti. E dato che per la prima volta abbiamo trovato aperta la Chiesa della Santissima Trinità dei Monti dai due campanili abbiamo approfittato per ammirare il suo interno. Inizialmente costruita in stile gotico per volere del re francese Luigi XI, fu poi modificata e divisa in due da un cancello in ferro battuto. Conta ben 17 cappelle che portano il nome delle famiglie che ne avevano ottenuto il patrocinio nel XVI secolo, alcune delle quali decorate da Daniele di Volterra, un allievo di Michelangelo. Rapisce la vista su Roma, una delle più belle, che si gode dalla terrazza su cui si erge la facciata della chiesa.
La discesa attraverso la celebre scalinata in travertino ha richiesto più tempo del previsto perché siamo stati fermati e attorniati da tanta gente che voleva conoscere il nostro Otto: una vera star! A metà del percorso, poi, la foto davanti alla targa in cui è inserito il nome di Papa Benedetto XIII, nato a Gravina di Puglia come Pietro Francesco Orsini: fu lui che nell’anno giubilare del 1725 inaugurò la Scalinata di Trinità dei Monti.
Prima di scendere alla Fontana della Barcaccia in Piazza di Spagna, cuore del Grand Tour nella Roma del 700, dove abbiamo atteso che si diradasse la folla per una foto ricordo, ci siamo fermati al Babington’s e anche qui Otto ha attirato l’attenzione ca va sans dire.
La meta finale della nostra passeggiata è stata Piazza del Popolo che abbiamo raggiunto attraverso l’elegante Via del Babuino dove si trovano le più esclusive boutiques della città e importanti palazzi che ospitano hotel prestigiosi. Imperdibile una sosta caffè presso Canova Tadolini, negli ambienti dell’atelier del grande scultore Antonio Canova, passato poi all’allievo prediletto Adamo Tadolini, tra le copie in gesso di grandi statue che incombono sugli eleganti tavoli del locale.
E a proposito di statue la strada prende il nome da quella di una piccola fontana che si trova nel tratto più vicino a Piazza del Popolo e che rappresenta un Sileno, un uomo vecchio, obeso e coperto da una pelle di capra che il popolo romano definì “er Babuino”. Arrivati a Piazza del Popolo lo sguardo spazia su un’ampia area di forma ovale su cui si affacciano le due chiese gemelle di Santa Maria di Montesanto a sinistra e Santa Maria dei Miracoli che fiancheggiano l’inizio di Via del Corso. Al centro si staglia l’obelisco egizio portato a Roma da Augusto per decorare il Circo Massimo dopo la conquista dell’Egitto.
Camminare per le strade di Roma non annoia mai, ma stanca. Per cui per raggiungere La Ciambella Bar à vin con cucina abbiamo prenotato un taxi: con l’applicazione è possibile scegliere non solo luogo e ora ma anche un’auto che possa accogliere i nostri amici a 4 zampe non proprio tascabili.
La cena? Un incontro tra antiche tradizioni, come quella della trippa alla romana con menta e pecorino e quella di servire la cacio e pepe nel tovagliolo come la mangiavano i pastori durante la transumanza, e moderne interpretazioni come lo squisito maritozzo ripieno di baccalà mantecato, nonché incursioni in altre regioni come i plin piemontesi, ma del giorno dopo cioè grigliati e serviti su una fonduta di Castelmagno.

Ottima la selezione di pani e grissini home made e dolcissimo il finale a base di ciambella fritta con crema al mascarpone, gel di caffè e crumble al cacao e millefoglie di frappe con crema leggera in onore del periodo carnevalesco.

Avremmo voluto continuare il nostro giro di Roma includendo spazi verdi quali Villa Borghese e Villa Torlonia in cui far divertire Otto nei magnifici giardini che comprendono anche apposite aree cani, ma le giornate a febbraio sono troppo corte. Dunque gli abbiamo promesso di tornarci presto mentre la Città Eterna ci salutava con la meravigliosa cartolina del Colosseo sullo sfondo con una foto colta al volo durante il tragitto verso Ostia Antica, che vi raccontiamo in un altro post.

































