I borghi giardino nei dintorni di Loches

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Loches di per sé vale la deviazione come già dichiarato dal fatto che rientra nei “Plus Beau Détour de France”, appunto le più belle deviazioni della Francia. Ma vale la pena trascorrere qualche giorno in più in zona per scoprire i borghi giardino di Beaulieu-les-Loches e Chédigny.

Beaulieu-les-Loches e Chédigny

Al primo, inserito nel circuito delle Petite Cité de Caractère, si può arrivare con una bella passeggiata a piedi partendo dal Jardin public di Loches. Sin da lontano si scorge l’alto campanile dell’abbazia benedettina fatta costruire da Folques Nerra, il conte che fece edificare anche il Dongione di Loches, che è sepolto proprio a Beaulieu.

La sua candida mole fa capolino tra le cime degli alberi e le installazioni artistiche del parco delle Prairies du Roy che collega il giardino pubblico di Loches fino al centro storico di Beaulieu. Questo polmone verde di 240 ettari dichiarato Spazio Naturale Sensibile si trova nel cuore della Valle dell’Indre e ospita decine di opere d’arte.

Arrivati al cospetto della chiesa abbaziale si intuisce l’importanza che nel passato la cittadina ebbe come sede monastica. A pochi passi si trova la chiesa di Saint-Laurent, divenuta uno spazio culturale che ospita regolarmente mostre gratuite temporanee organizzate dall’associazione Outrevoir. La passeggiata nel borgo permette di scorgere suggestivi angoli tra belle dimore antiche, mulini, specchi d’acqua e giardini poetici. 

A proposito di giardini, meravigliosi quelli di Chédigny, piccola cittadina situata sulle rive dell’Indrois che abbiamo visitato in compagnia di Olivier Chable, responsabile comunicazione e relazioni stampa dell’Ufficio del Turismo di Loches. 
Chedigny è l’unico villaggio in Francia insignito del marchio “Jardin Remarquable” (Giardino Notevole) sin dal 2013. Ma non solo: dal 2019 può vantare anche la “Fleur d’Or”, la più alta onorificenza del prestigioso concorso francese per le città e i villaggi fioriti. 

Olivier, accompagnandoci nella passeggiata tra i 1.200 cespugli di rose e le oltre 4000 piante perenni, ci ha raccontato che tutto è nato vent’anni fa da un’idea dell’allora sindaco Pierre Louault, appassionato di rose antiche. Un’idea in fondo molto semplice ma allo stesso tempo rivoluzionaria e da allora studiata e ripresa in tanti altri villaggi francesi. Il sindaco voleva rendere più accogliente e attraente il borgo ed ebbe l’intuizione di piantare rose rampicanti lungo i marciapiedi e le strade del paese. Il progetto fu realizzato con l’aiuto del celebre vivaista André Eve e la partecipazione attiva degli abitanti, che ancora oggi contribuiscono alla piantumazione e alla cura delle piante.

borghi giardino

Olivier ci ha fatto notare come nel paese i marciapiedi sono stati sostituiti da aiuole non solo di rose, ma anche di bosso, tassi e migliaia di altre piante perenni. Le piante si arrampicano sui muri perimetrali e sulle facciate delle case, adornano  finestre e cancelli, e rendono allegro e colorato ogni angolo, trasformando Chédigny in un vero e proprio “villaggio giardino”.

E, ça va san dire, maggio è proprio il mese ideale per ammirare corolle e boccioli e sentire nell’aria il profumo dei fiori che caratterizzano ogni strada di questo fiabesco borgo: le rose sono al culmine della fioritura e ornano con i loro diversi colori le mura delle case di Chédigny. Infatti è proprio nell’ultima settimana di maggio che viene organizzata la Fête des Roses, che ogni anno accoglie una sessantina di vivaisti accuratamente selezionati con le loro esposizioni e durante la quale musicisti, artisti e fotografi invadono le strade del borgo.

Tanti gli scorci instagrammabili di questo tra i più belli dei borghi giardino, ma imperdibile è quello del lavatoio della città, alimentato dall’incantevole ruscello d’Orfeuil. Così come da non perdere è la visita al Jardin du presbytère o Jardin de curé, l’orto-giardino dove i preti coltivavano ciò che serviva loro per nutrirsi, curarsi e abbellire la chiesa. L’ingresso è a pagamento ma i cani entrano gratis! In questa incantevole oasi colorata e profumata di biodiversità oggi si coltivano rose antiche, piante ornamentali, aromatiche e medicinali, ortaggi, piante rare e alberi da frutto, seguendo la tradizione dei giardini dei parroci francesi.

Tra le tante varietà di rose ci sono le più antiche, le rose galliche (Rosa gallica) note anche come rose di Francia. Mentre tre tipologie di rose sono state create appositamente per il villaggio da André Eve. La prima è la celebre Jeanne de Chédigny dedicata a Jeanne Loualt, Chevallier de la Légion d’honneur, che con il marito Bernard si distinse come Giusto tra le nazioni per aver ospitato durante l’ultima guerra gli ebrei Ernest e Francois Braunschweig salvando loro la vita.

La seconda è la Blanche de Chédigny dalle candide corolle profumate che cresce fino a raggiungere i 10 metri mentre la terza è la Petite coquine de Chédigny che significa la piccola birbante di Chédigny, che si racconta sia apparsa spontaneamente su un marciapiede della cittadina. Sulla pianta fioriscono piccole rose di colore rosa intenso ma la sua particolarità, oltre al fatto che è molto facile da coltivare, è la sua lunga fioritura da maggio all’autunno inoltrato. Una di queste piantine in vendita presso il giardino è finita nel nostro bagaglio, ci ha seguito fino in Italia e adesso fa bella mostra di sé sul nostro terrazzo a Conversano in Puglia a perenne ricordo della nostra visita nel borgo giardino di Chédigny.

Prima di salutare questo piccolo angolo di paradiso ci siamo accomodati con Olivier sulla terrazza esterna di Le Presbytere Maison Flore dove abbiamo preso un the servito in modo elegante insieme a uno delle squisite proposte di dolci artigianali: un luogo così poetico che ci piacerebbe tornare magari per trascorrere la notte in una delle 4 romantiche camere con vista sul magnifico giardino e sulle “vigne del curato“ piantate con uva Chenin, dove anche Otto sarebbe ben accolto. 

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Poco distante si trova Montrésor, che pur non rientrando tra i borghi giardino è uno dei Plus Beaux Villages de France: ci siamo stati tre anni fa visitando il castello, aggrappato a uno sperone di roccia e in posizione prominente rispetto al centro abitato sottostante adagiato lungo le rive del fiume Indrois.

In collaborazione con Explore France, Loches Val de Loire

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